L'economista Shiller: "Rischi per tutti, Taipei è la fonte dei chip del mondo"
di Eugenio Occorsio , di Eugenio Occorsio"E' stato un errore che potrebbe portare a una recessione mondiale". Robert Shiller, economista di Yale, premio Nobel 2013, considerato uno dei padri della "finanza comportamentale", cerca di interpretare la mossa di Nancy Pelosi ma soprattutto le sue conseguenze a catena.
Taiwan è la capitale mondiale dei chip, senza di essi l'economia si ferma?
"Appunto. Dobbiamo convincerci che senza semiconduttori non può funzionare il sistema produttivo di tutto il pianeta. Gli Stati Uniti sono la prima vittima delle difficoltà che già derivano dall'embargo di Pechino alla 'sabbia' per costruire i chip di Taiwan, che poi è un mix di terre rare - dal cobalto al cadmio - che solo i cinesi posseggono. Ma l'America non è la sola a soffrirne: persino i russi si sono lamentati che senza chip non possono far marciare i carri armati, il che ovviamente può farci piacere ma indica la dipendenza da questi…
"E' stato un errore che potrebbe portare a una recessione mondiale". Robert Shiller, economista di Yale, premio Nobel 2013, considerato uno dei padri della "finanza comportamentale", cerca di interpretare la mossa di Nancy Pelosi ma soprattutto le sue conseguenze a catena.
Taiwan è la capitale mondiale dei chip, senza di essi l'economia si ferma?
"Appunto. Dobbiamo convincerci che senza semiconduttori non può funzionare il sistema produttivo di tutto il pianeta. Gli Stati Uniti sono la prima vittima delle difficoltà che già derivano dall'embargo di Pechino alla 'sabbia' per costruire i chip di Taiwan, che poi è un mix di terre rare - dal cobalto al cadmio - che solo i cinesi posseggono. Ma l'America non è la sola a soffrirne: persino i russi si sono lamentati che senza chip non possono far marciare i carri armati, il che ovviamente può farci piacere ma indica la dipendenza da questi componenti elettronici di qualsiasi moderno meccanismo".
Ma è un corto circuito "voluto" o involontario?
"Il presidente Biden aveva sconsigliato pubblicamente la Pelosi poche ore prima che partisse, infatti sembrava che ci avesse rinunciato. Che ci sia sotto chissà quale gioco, non ho elementi per dirlo".
Adesso cosa succederà?
"La storia dei conflitti, dalla prima guerra mondiale alla guerra di Crimea, è piena di episodi del genere, i cosiddetti incidenti geostrategici, apparentemente vicende solo economiche che si trasformano in catastrofi. Non è detto che finisca così, ma di certo si è giocato due volte con il fuoco: si sono provocati i cinesi dimenticando il principio di "una Cina" sottoscritto anche dagli Stati Uniti nel 1972, ma soprattutto ci si è messi contro una potenza che in questo momento non possiamo assolutamente avere contrapposta, anzi in occasione della guerra in Ucraina stavamo facendo di tutto per tenere almeno neutrale".
Dal punto di vista strettamente economico, questa vicenda la sorprende?
"E' l'ennesimo momento di un'incomprensione secolare. L'America accusa la Cina di pratiche scorrette dimenticando che ha un deficit commerciale con un centinaio di Paesi, la Cina accusa altrettanto infondatamente gli Usa di non volere che la Cina si sviluppi e cresca. C'è un pericolo terrificante in questo: Putin ha attaccato l'Ucraina per la sua paranoia di sentirsi minacciato dalla Nato. E' meglio stare alla larga da equivoci e provocazioni in questo momento, non c'è bisogno di scienza comportamentale per capirlo".