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Jet in volo e 11 missili: la morsa di Pechino attorno a Taiwan

Condanna dei paesi del G7, invito alla calma della Ue. La Cina convoca gli ambasciatori. Gli Usa cancellano un test missilistico
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NEW YORK - L'ira funesta di Pechino - che all'indomani della visita della Speaker della Camera Nancy Pelosi a Taipei ha avviato grandi manovre militari isolando di fatto Taiwan dal resto del mondo - si è concretizzata ieri nello sconfinamento di 22 jet cinesi ma soprattutto nel lancio di 11 missili balistici Dongfeng nei mari che circondano l'isola. "Abbiamo colpito con precisione gli obiettivi" ha dunque esultato l'Esercito Popolare di Liberazione. Ma in realtà, dopo aver sorvolato Taiwan, cinque di quei razzi sono atterrati in acque territoriali giapponesi: suscitando preoccupazione e scatenando la protesta ufficiale di Tokyo: "È molto grave, messa in pericolo la sicurezza dei nostri concittadini" ha tuonato il capo della Difesa Nobuo Kishi.

NEW YORK - L'ira funesta di Pechino - che all'indomani della visita della Speaker della Camera Nancy Pelosi a Taipei ha avviato grandi manovre militari isolando di fatto Taiwan dal resto del mondo - si è concretizzata ieri nello sconfinamento di 22 jet cinesi ma soprattutto nel lancio di 11 missili balistici Dongfeng nei mari che circondano l'isola. "Abbiamo colpito con precisione gli obiettivi" ha dunque esultato l'Esercito Popolare di Liberazione. Ma in realtà, dopo aver sorvolato Taiwan, cinque di quei razzi sono atterrati in acque territoriali giapponesi: suscitando preoccupazione e scatenando la protesta ufficiale di Tokyo: "È molto grave, messa in pericolo la sicurezza dei nostri concittadini" ha tuonato il capo della Difesa Nobuo Kishi.

Le esercitazioni, che dovrebbero durare complessivamente 72 ore, proseguiranno anche oggi e domani. Sorta di prova generale d'invasione, se mai un giorno le cose dovessero degenerare ancora di più. E infatti una dura condanna è arrivata da parte dei ministri degli Esteri del  G7 che già la sera prima avevano chiesto a Pechino di evitare "aggressive attività militari" e non rischiare "inutili escalation". A questi si è aggiunta pure la voce dell'Alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell che ha invitato a "calma e trasparenza. Apriti cielo: il Ministero degli Esteri dell'irritatissimo Dragone ha convocato tutti gli ambasciatori dei paesi G7, Italia compresa, per esprimere "disappunto" definendo "spudorato" il comunicato: "l'ordine internazionale basato sulle regole cui fa riferimento è logica da banditi, secondo cui si può far male ma gli altri non possono reagire". Addirittura "teso a diffamarci per nascondere le intenzioni sinistre di chi cerca di dividere Taiwan dalla Cina".  

Intanto ieri Pelosi è approdata a Tokyo, Giappone, ultima tappa del suo tour asiatico. Non prima di aver stuzzicato pure il dittatore nordcoreano Kim Jong-un (che per ora tace), visitando con la sua delegazione la zona demilitarizzata Dmz al confine fra le due Coree e firmando col presidente del parlamento di Seul Kim Jin-pyo una dichiarazione dove si esprime "preoccupazione per l'aumento del livello di minaccia da parte della Corea del Nord" e si chiede la denuclearizzazione di Pyongyang. A stringerle la mano a Seul mancava il neo presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol.

Il leader del conservatore People Power Party eletto a maggio era ufficialmente in vacanza e i due si sono dunque sentiti al telefono. Ma la sera prima è stato visto in teatro in città: l'aver schivato la photo opportunity con la Speaker americana è stato dunque subito letto (e duramente criticato) dagli analisti locali come un tentantivo di placare Pechino e tenere il Paese il più possibile fuori dalle tensioni crescenti fra le due superpotenze, che gli sono entrambe essenziali. Il Dragone in quanto principale partner commerciale, gli Stati Uniti come maggior alleato per la sicurezza. A soli tre mesi dalle elezioni, Yoon è già in netto calo dei consensi: aveva promesso di fare della Corea del Sud il cardine della regione, in realtà l'ha clamorosamente messa ai margini della scena mondiale. E chissà che il passaggio del "ciclone-Nancy" non finisca per travolgere pure lui.