Germania, il governo Scholz avverte: quest'inverno rischio blackout negli impianti di riscaldamento
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniROMA - In Germania l'inverno è poco clemente, le temperature possono precipitare di dieci o venti gradi sotto allo zero. E leggendo il titolone strillato sulla Bild di stamane, a molti tedeschi devono essere venuti già i brividi. Il capo della cancelleria, Wolfgang Schmidt ha informato i governatori dei land che c'è il timore di pesanti blackout negli impianti di riscaldamento, durante il prossimo inverno. Il gas che arriva a singhiozzo dalla Russia potrebbe determinare crolli di pressione nelle strutture di trasporto che rischiano di spegnere milioni di termosifoni.
Schmidt ha fatto sapere durante la riunione a porte chiuse con i governatori, alla quale erano presenti anche il presidente dell'Autorità delle reti Klaus Mueller e i rappresentanti di vari ministeri, che le utility dovranno avvertire il governo 24 ore prima degli eventuali blocchi nelle forniture dalla Russia; in quel caso Berlino dichiarerebbe lo stato di emergenza…
ROMA - In Germania l'inverno è poco clemente, le temperature possono precipitare di dieci o venti gradi sotto allo zero. E leggendo il titolone strillato sulla Bild di stamane, a molti tedeschi devono essere venuti già i brividi. Il capo della cancelleria, Wolfgang Schmidt ha informato i governatori dei land che c'è il timore di pesanti blackout negli impianti di riscaldamento, durante il prossimo inverno. Il gas che arriva a singhiozzo dalla Russia potrebbe determinare crolli di pressione nelle strutture di trasporto che rischiano di spegnere milioni di termosifoni.
Schmidt ha fatto sapere durante la riunione a porte chiuse con i governatori, alla quale erano presenti anche il presidente dell'Autorità delle reti Klaus Mueller e i rappresentanti di vari ministeri, che le utility dovranno avvertire il governo 24 ore prima degli eventuali blocchi nelle forniture dalla Russia; in quel caso Berlino dichiarerebbe lo stato di emergenza energetica e il governo farebbe partire i piani di razionamento energetico e il ricorso agli impianti di stoccaggio.
Ieri il governo ha approvato la controversa legge che scaricherà dal primo ottobre sui consumatori i rincari energetici subiti dalle utility (le aziende che distribuiscono il gas), costrette a rinunciare al gas russo e ad approvigionarsi sul mercato, dove il metano è molto più caro. Nelle scorse settimane Berlino è stata costretta a nazionalizzare parzialmente la regina delle utility tedesche, Uniper, spinta sull'orlo del collasso proprio perché costretta a comprare il gas sul mercato dopo il taglio dei flussi che provengono dalla Russia e a pomparlo alle aziende e ai Comuni con cui è legata da contratti pluriennali che la costringono a rivenderlo ai clienti a prezzi molto più convenienti. La differenza ha scavato un buco tale nei conti da costringerla a chiedere il salvataggio pubblico.
"Lo faremo nella maniera più solidale possibile", ha promesso il ministro dell'Economia, Robert Habeck. Ma secondo gli analisti, sulle bollette già gonfiate dai picchi dei mesi scorsi si aggiungeranno costi enormi. Per una famiglia di quattro persone gli esperti avvertono che l'onere aggiuntivo potrebbe superare i mille euro all'anno. Il governo ha promesso di compensare il caro-bollette con eventuali sgravi fiscali, ma non è ancora chiaro quali possano essere. E il ministro delle Finanze, Christian Lindner, continua a ripetere che dall'anno prossimo dovrà rientrare in vigore il freno al debito, ossia la vecchia e austera promessa dello "zero deficit".
Intanto si registrano furiosi scontri nella maggioranza di governo sull'allungamento dei tempi degli impianti nucleari. Nei giorni scorsi il cancelliere socialdemocratico Scholz ha aperto all'ipotesi di rimandarne la chiusura per compensare i buchi nelle forniture di gas. Ma i verdi si stanno dilaniando sull'argomento. E anche i governatori si stanno azzannando sulle alternative al metano russo. Il bavarese Markus Soeder (Csu) ha suggerito polemicamente all'omologo della Bassa Sassonia Stephan Weil (Spd) di trivellare i giacimenti di gas nascosti nella regione, che si possono estrarre soltanto con l'inquinante e controversa tecnologia del fracking. Weil gli ha risposto a stretto giro ricordandogli gli enormi ritardi accumulati dalla Baviera nello sviluppo dei campi eolici (e in una legge recente il governo Scholz ha imposto a tutti i land un ulteriore sforzo: dovranno garantire almeno il 2% del territorio alle pale eoliche).