Russia, così il cartone animato "Masyanya" sfida "il nazista" Putin
di Rosalba Castelletti , di Rosalba CastellettiIl creatore della serie animata cult in lingua russa "Masyanya" dovrebbe esultare: l'ultimo episodio, intitolato "San Marienburgo", crasi di San Pietroburgo e Mariupol, dove immagina che la Cina invada la Russia per "denazificarla", in tre giorni ha raggiunto tre milioni di visualizzazioni su YouTube, oltre quattro milioni in una settimana. E questo nonostante il cartone sia stato messo al bando in Russia la scorsa primavera. E invece Oleg Kuvaev è arrabbiato. "Sono davvero un po' scioccato dal gran numero di reazioni. E un po' deluso. Deluso perché questo personaggio animato non ha detto né rappresentato nulla di nuovo. È tutto su TikTok e su YouTube. Ed è molto peggio".
L'episodio "San Marienburgo"
Per il 162esimo episodio, "indirizzato a quanti, per qualche errore mostruoso, sostengono" l'offensiva russa in Ucraina, Kuvaev si è ispirato ai diari e ai filma…
Il creatore della serie animata cult in lingua russa "Masyanya" dovrebbe esultare: l'ultimo episodio, intitolato "San Marienburgo", crasi di San Pietroburgo e Mariupol, dove immagina che la Cina invada la Russia per "denazificarla", in tre giorni ha raggiunto tre milioni di visualizzazioni su YouTube, oltre quattro milioni in una settimana. E questo nonostante il cartone sia stato messo al bando in Russia la scorsa primavera. E invece Oleg Kuvaev è arrabbiato. "Sono davvero un po' scioccato dal gran numero di reazioni. E un po' deluso. Deluso perché questo personaggio animato non ha detto né rappresentato nulla di nuovo. È tutto su TikTok e su YouTube. Ed è molto peggio".
L'episodio "San Marienburgo"
Per il 162esimo episodio, "indirizzato a quanti, per qualche errore mostruoso, sostengono" l'offensiva russa in Ucraina, Kuvaev si è ispirato ai diari e ai filmati dei residenti di Mariupol. E un po' anche alla sua esperienza personale dal momento che dal 2006 vive a Tel Aviv in Israele dove spesso suonano le sirene per i razzi di Hamas. Ma le parti stavolta sono invertite.
È la Russia a essere attaccata. L'eroina di Kuvaev, Masyanya, e il suo fidanzato, Khrjundel, apprendono in piena notte che Pechino ha bombardato la loro città, San Pietroburgo, ma anche Mosca, Niznij Novgorod, Astrakhan, Tver... Il presidente cinese Vyn Sui Him annuncia di voler "ripulire la Russia dai fascisti" e di volersi riprendere le sue antiche terre. Le stesse parole usate il 24 febbraio dal presidente russo Vladimir Putin.
Masyanya e Khrjundel svegliano i loro figli, provano a scappare in auto, ma finiscono nel mirino dei raid. Si rifugiano in uno scantinato e infine in metropolitana. Le bombe colpiscono la Cattedrale di Sant'Isacco, la Piazza del Palazzo e la Strelka dell'Isola Vasilevskij. Uno alla volta, i personaggi muoiono tutti.
Ma alla fine si scopre che era solo un brutto sogno di Masyanya che si scusa con lo spettatore: "Mi spiace che il cartone non fosse divertente, ma cosa diavolo c'è di divertente quando muoiono così tante persone ogni giorno? Impazzisco".
Il cartone creato nel 2001 da Kuvaev
Sono i pensieri di Kuvaev prestati all'irriverente ragazzina pietroburghese dal faccione ovale, la minigonna e maglietta sopra l'ombelico, che creò nel 2001, proprio quando Putin salì al potere.
In ventun anni il "papà" di Masyanya aveva sempre "evitato di fare politica". Ma il 24 febbraio il suo umorismo "è morto". "Il principale metodo d'azione di tutti i comici è l'esagerazione. E qui non c'è posto per esagerare. È tutto così incredibilmente assurdo. È impossibile scherzarci sopra", ha raccontato. E perciò ha deciso che non si occuperà d'altro finché la cosiddetta "operazione militare speciale" russa in Ucraina non finirà.
Gli episodi sull'Ucraina e la polemica con YouTube
"Avresti dovuto combattere più attivamente il Führer, invece che snobbare la politica", urla Khrjundel a Masyanya nell'episodio 160 del 22 marzo, il primo diffuso dopo l'inizio dell'offensiva. "È come nel 1940, solo che ora i nazisti siamo noi", ammette Masyanya. Che allora decide di andare a trovare il suo concittadino Putin nel suo "bunker" al Cremlino.
Lo chiama "mostro" e "nazista". Lo insulta: "La gente muore per il tuo complesso di inferiorità". E gli presenta "la soluzione migliore, l'unica giusta": una "wakizashi", la spada da samurai per fare harakiri. E lo saluta: "Ciao. Spero per sempre". Una satira non ammessa. E perciò subito vietata dalle autorità russe.
Kuvaev però non si è dato per vinto e ha lanciato due nuove puntate - l'episodio 161, "Come spiegare l'offensiva ai bambini", del 13 maggio e quest'ultimo, "San Marienburgo" - altrettanto dure su YouTube, una delle poche piattaforme sinora non censurate in Russia.
L'ultima è stata persino al centro di un contenzioso con lo stesso YouTube che lo ha rimosso per qualche ora la scorsa settimana per una presunta violazione di copyright. "Dicono che l'immagine della cattedrale di Sant'Isacco sia stata copiata da una fotografia. Ma c'è solo una vista frontale di Sant'Isacco. Chiunque la abbia fotografata potrebbe lamentarsi allora", ha denunciato Kuvaev. Per poi annunciare: "Grazie mille a tutti per il clamore. Il cartone è tornato online". E anche se non fa più ridere, continua a essere cliccatissimo.
Kuvaev "impazzisce", proprio come Masyanya: "Perché non c'è la stessa reazione ai video live su YouTube?", si è sfogato in un'intervista con il sito web in lingua russa Meduza. "Sembra che la gente abbia paura delle informazioni reali".
Ma lui insiste. "Nessuno può tacere ora". Solo che fa fatica a pensare a un lieto fine: "Si può immaginare per l'Ucraina: quando gli occupanti saranno semplicemente cacciati all'inferno. Ma è estremamente difficile immaginarne uno per la Russia".