Pace e guerra
di Paolo Di Paolo, di Paolo Di Paolo
Lo scrittore americano di origini tedesche Kurt Vonnegut si trovava a Dresda quando la città fu bombardata. Si salvò per miracolo. Ma l’immagine della distruzione lo segnò nel profondo; e quando parlava della città di Dresda prima della catastrofe evocava il suo “aspetto pacifico”. Ospedali, fabbriche di birra, di strumenti musicali, aziende alimentari. Le strade larghe, fiancheggiate da alberi. I monumenti, i giardini pubblici. Le biblioteche, i musei, i teatri, le gallerie d’arte, l’università, lo zoo. Mi colpisce quell’aggettivo semplice che Vonnegut associa all’aspetto di Dresda. L’aggettivo “pacifico”.
E mentre guardo questa fotografia scattata oggi a Toretsk, Ucraina orientale, mi dico che ha un paradossale - e straziante - aspetto “pacifico”. L’attacco russo ha ucciso otto persone che erano alla fermata dell’autobus. Le macerie davanti a cui passano i residenti, passeggiando con i cani in questa giornata d’estate, sono una scenografia irreale e spaventosa. Ma la vita continua per chi sopravvive, e scorre “pacifica” anche tra le rovine.