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Il piccolo Archie è morto. La mamma: "Era unico, Ha lottato fino alla fine"

Archie Battersbee con la madre Hollie Dance in un'immagine sul profilo Facebook della donna (ansa)

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I medici staccano le macchine che tenevano in vita il 12enne in coma. La madre Hollie: “Un’esecuzione”. Assente il padre per un malore
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LONDRA - Sotto lo sguardo della statua della Regina Alessandra, consorte di Edoardo VII che tanto si spese per i malati incluso l'"Elephant Man", alle 13 e 20 Hollie Dance sbuca dal Royal London Hospital. Braccia conserte da rabbia e dolore, 46 anni, i capelli biondi legati, le scarpe da ginnastica perché "sono una che non si ferma mai", il volto e gli occhi verdi consunti dallo strazio. "Dance" è un'istruttrice di ballo, per anni ha lavorato 7 giorni su 7 e percorso almeno 60mila chilometri all'anno per i figli. Poi le è cascato il mondo addosso, e la vita del figlio Archie Battersbee, fino a ieri appesa al filo delle macchine.

LONDRA - Sotto lo sguardo della statua della Regina Alessandra, consorte di Edoardo VII che tanto si spese per i malati incluso l'"Elephant Man", alle 13 e 20 Hollie Dance sbuca dal Royal London Hospital. Braccia conserte da rabbia e dolore, 46 anni, i capelli biondi legati, le scarpe da ginnastica perché "sono una che non si ferma mai", il volto e gli occhi verdi consunti dallo strazio. "Dance" è un'istruttrice di ballo, per anni ha lavorato 7 giorni su 7 e percorso almeno 60mila chilometri all'anno per i figli. Poi le è cascato il mondo addosso, e la vita del figlio Archie Battersbee, fino a ieri appesa al filo delle macchine.


"Archie è spirato alle 12.15 di oggi. Era così bello e unico - annuncia ai giornalisti Hollie soffocata dalle lacrime - ha lottato fino alla fine. Sono la madre più orgogliosa del mondo". Dopo una battaglia legale di 4 mesi, anche la signora Dance si è dovuta arrendere. Lei che da quel maledetto 7 aprile scorso non è mai tornata a casa per stare in ospedale vicino al suo Archie. Aggiunge pianti e parole Ella Carter, giovane moglie del fratello boxer del 12enne di Southend, cui ieri i medici hanno staccato la spina, contro il parere dei genitori: "Appena hanno interrotto le macchine Archie è diventato violaceo. Nessuno meriterebbe di morire così. È barbaro".

La famiglia Battersbee va via mesta. Manca il padre Paul, per un malore dei giorni scorsi. Restano, sul piedistallo della statua di Alessandra, lumicini a forma di cuore e di "A", una spilletta con un angelo custode, due mazzi di gerbere, il messaggio in bianco lasciato da Shelley Elias, 43 anni, di East London: "Anche io ho un figlio di 12 anni, non sapevo che cosa scrivere. Non ci sono parole per questo dolore". Arriva un'altra signora di colore che impreca: "Perché non lo hanno mandato almeno all'hospice?", casa di cura per malati terminali.

La madre di Archie Battersbee, Hollie Dance 


No, niente. Mamma Hollie ha perso tutte le sue battaglie per Archie: Alta Corte, Corte di appello, Corte Suprema, Corte dei diritti umani europea, Onu. Tutti i giudici le hanno dato torto: per loro, come già deciso dai medici, Archie doveva morire qui, in questo ospedale. Niente "hospice", niente cure sperimentali all'estero: "Archie è cerebralmente morto e prolungare la sua agonia sarebbe un'inutile sofferenza ed eticamente ingiusto".

"Un'esecuzione disgustosa", secondo Hollie, o granitico pragmatismo delle autorità inglesi, che in passato avevano deciso lo stesso per altri due bambini inglesi in gravissime condizioni: Alfie Evans e Charlie Gard, nonostante il sostegno di papa Francesco e di Donald Trump. Perché in Inghilterra sentenziano i medici e i giudici se staccare la spina. E non i genitori, come in Italia, dove i Battersbee pensavano di trasferire Archie. "Dal 7 aprile, tutti i miei giorni sono stati tremendi - ha commentato Hollie - ma non potevo fermarmi a piangere. Perché dovevo combattere per mio figlio". 


Già, quel 7 aprile. Quando Archie Battersbie, amante delle arti marziali, viene ritrovato in casa incosciente da Hollie, con legacci e segni al collo. Probabilmente dopo aver partecipato all'incosciente sfida online Blackout, in cui bambini e ragazzini si tolgono il respiro fino allo svenimento, come già visto in America dove il social network dei giovanissimi TikTok è stato denunciato per "negligenza" da alcuni genitori. La mancanza di ossigeno prolungata ha causato gravissimi danni cerebrali ad Archie, da 4 mesi in stato vegetativo, che a catena si sarebbero trasferiti presto agli altri organi, secondo i medici. 

Ci sono tante illazioni sui social network, dove si annidano i "webeti": che i Battersbee siano stati "plagiati" dal gruppo cristiano Christian Legal Centre, già protagonista delle cause legali dei piccoli Alfie e Charlie, con lo stesso legale di origine italiana Bruno Quintavalle; o che Hollie abbia fatto tutto questo per soldi, altrimenti "non si sarebbe esposta così mediaticamente". Invece, anche quando postava su Facebook i video dell'agonia privata di Archie, l'unica "colpa" di Hollie è di esser sempre stata se stessa: una mamma che non voleva perdere il suo bambino.