Tra razionamenti per l'acqua potabile e incendi, la Francia vive "la peggiore siccità di sempre"
di Giacomo Talignani , di Giacomo TalignaniIn Francia la chiamano già la "peggiore siccità di sempre". L'intero Paese sta vivendo una condizione di totale mancanza d'acqua, in oltre 100 comuni viene razionata quella potabile e nei campi, ormai completamente secchi, poco cresce e si vive con il rischio costante che i raccolti vengano distrutti dalle fiamme.
Dopo un luglio rovente e senza piogge ad agosto in Francia è iniziata una quarta ondata di calore che attraversa tutto il Paese: sta portando al sud temperature intorno ai 40 gradi di giorno e 20 gradi di notte, una situazione che dovrebbe durare fino alla fine della settimana, mettendo in ginocchio territori già allo stremo.
In generale la colonnina di mercurio toccherà …
In Francia la chiamano già la "peggiore siccità di sempre". L'intero Paese sta vivendo una condizione di totale mancanza d'acqua, in oltre 100 comuni viene razionata quella potabile e nei campi, ormai completamente secchi, poco cresce e si vive con il rischio costante che i raccolti vengano distrutti dalle fiamme.
Dopo un luglio rovente e senza piogge ad agosto in Francia è iniziata una quarta ondata di calore che attraversa tutto il Paese: sta portando al sud temperature intorno ai 40 gradi di giorno e 20 gradi di notte, una situazione che dovrebbe durare fino alla fine della settimana, mettendo in ginocchio territori già allo stremo.
In generale la colonnina di mercurio toccherà punte più basse rispetto al luglio da poco concluso - che in Francia è stato il più secco da oltre sessant'anni - ma con i terreni già aridi si temono drammatici cali nella produzione di soia, girasoli e mais.
Come per quella italiana, la siccità francese - e in generale europea - è dovuta da più fattori, come l'assenza di neve e piogge in inverno, i generali effetti impattanti della crisi climatica e l'alternarsi di potenti ondate di calore.
Oltralpe vengono da quattro anni (dal 2017 al 2020) particolarmente siccitosi, ma nel 2021 c'era stato un segnale di speranza con un lieve aumento delle precipitazioni estive.
Il problema, rispetto agli anni precedenti, è che quest'anno a preoccupare sono soprattutto le condizioni delle falde acquifere che a causa delle poche piogge invernali sono scarsissime. Di conseguenza, fanno sapere le autorità francesi, anche avere a disposizione acqua potabile in tutti i comuni al momento è complesso: motivo per cui sono stati posti limiti al prelievo di acqua potabile attraverso i rubinetti e avallati i rifornimenti con camion.
Gli esperti temono che bisognerà attendere fino a ottobre per tornare a vedere le falde "piene" e a una certa "normalità".
Nel frattempo, i territori secchi sono sempre più esposti a ondate di calore e venti che alimentano i roghi. Dopo i terribili incendi della Gironda, e dopo un periodo di emergenza continua dato che a inizio anno sono bruciati ormai quasi 50mila ettari in Francia, le fiamme stanno tornando a colpire diverse zone: alle montagne di Chartreuse vicino alle Alpi (evacuate 140 persone) sino ai margini della Lozère e dell'Aveyron dove fuoco e fumo hanno costretto all'evacuazione 1200 tra residenti e turisti.
Oltre al problema roghi, senza acqua anche l'energia è compromessa: cala la produzione di idroelettrico in Francia e il gigante dell'energia EDF, senza avere acqua dai fiumi (vedi Rodano e Garonna a secco) con cui raffreddare i sistemi, interrompono momentaneamente la produzione nelle centrali nucleari.
In maniera netta il primo ministro francese Elisabeth Borne ha dunque parlato di una siccità che è "la peggiore mai registrata nel nostro Paese... la situazione potrebbe persistere per le prossime due settimane o peggiorare ulteriormente" ha spiegato mentre è stata attivata una task force di crisi per far fronte al problema e gestire le restrizioni idriche ordinate in tutti i 96 dipartimenti francesi.
Mentre non mancano le polemiche per alcune eccezioni concesse, come quelle dell'irrigazione di campi da golf, gli enti meteorologici francesi fanno sapere che in luglio in media è caduto meno di un centimetro d'acqua. Condizione che porterà almeno al 20% in meno della produzione di mais e alla assenza di foraggio per gli allevamenti, con conseguente carenza di latte nei prossimi mesi. Per contro, una delle uniche realtà che ha raddoppiato le produzione è quella delle saline nella regione nord-occidentale di Guerande.
Nel frattempo, mentre dalla Bretagna alla Loria ci si prepara a resistere alla nuova ondata di caldo, il ministro della transizione verde francese, Christophe Béchu, è stato chiaro anche per il futuro: "Dobbiamo abituarci a episodi di questo tipo. L'adattamento alla crisi del clima non è più un'opzione, è un obbligo".