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Caso Trump-Fbi, quali leggi ha violato l'ex presidente? E potrà candidarsi nel 2024?

Caso Trump-Fbi, quali leggi ha violato l'ex presidente? E potrà candidarsi nel 2024?
(afp)
Intervista al professore di diritto Lawrence Douglas sulle conseguenze della perquisizione della villa del tycoon, oggi interrogato a New York
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NEW YORK - "Innanzi tutto è sempre bene ricordare che a carico di Donald Trump ci sono diverse cause legali. Quella che ha portato alla perquisizione è distinta - anche se potrebbe essersi incrociata - con quella sul suo coinvolgimento nella rivolta del 6 gennaio, su cui indaga indipendentemente anche una commissione in Senato. E poi c'è quella in corso in Georgia sulle interferenze sul voto del 2020. E le inchieste civili a New York sulle questioni fiscali...". Lawrence Douglas è il professore di diritto dell'Amherst College, in Massachusetts, specializzato in risposte legali a crimini di Stato. Opinionista del Guardian, nel 2020 ha scritto Will He Go? Trump and the Looming Election Meltdown in 2020 ovvero Se ne andrà? Trump e il tracollo elettorale del 2020, dove affronta proprio i problemi legali e costituzionali posti da un presidente che rifiuta la sconfitta.


Qual è la legge federale invocata dall'Fbi per la perquisizione nel resort di Mar-a-Lago?
"La Sezione 2071 del Titolo 18 dice che nascondere, rimuovere, mutilare, cancellare, falsificare o distruggere intenzionalmente e illegalmente materiali governativi è un crimine federale. In base alla gravità si rischia dalla multa al carcere fino a un massimo di 3 anni. La legge però dice un'altra cosa importante: chi è riconosciuto colpevole può subire l'interdizione dai pubblici uffici. Federali, s'intende".


Perché Trump avrebbe violato questa legge?
"Tutti gli ex presidenti hanno l'obbligo di consegnare i documenti prodotti durante la loro presidenza - dossier, briefing, incontri, ma anche lettere e regali, agli Archivi nazionali. Si sa per certo che, conscio di compiere un'azione illegale, Trump non ha adempiuto a quell'obbligo, portandosi via dalla Casa Bianca numerose scatole. È stato estremamente sfacciato in questo. Per mesi ha ignorato le richieste e solo lo scorso gennaio, quando è stata minacciata un'azione legale, ha restituito 15 scatole che non avrebbe comunque mai dovuto portar via da Washington. Evidentemente incomplete: già in primavera, gli agenti federali avevano visitato Mar-a-Lago per vedere se Trump era ancora in possesso di documenti. Evidentemente li aveva. Forse già allora è scattata una nuova indagine. Il mandato di perquisizione, infatti, va sottoposto a un giudice e bisogna fornirgli prove sufficienti per ottenerlo. Questo dimostra quanto è assurda l'accusa oggi rivolta all'Fbi di essere stata politicizzata dai democratici".


Se incriminato e riconosciuto colpevole, a Trump verrebbe dunque impedito di correre le presidenziali 2024?
"Potenzialmente. Ma c'è un'area grigia nella formulazione della legge. O meglio: c'è chi ce la vuole trovare. Si può interdire qualcuno che corre per la presidenza? La legge federale, in effetti, lo lascia intendere ma non fa un riferimento specifico alla Casa Bianca. Il fatto è che un caso del genere non è mai avvenuto. E ci sono già colleghi esperti di diritto che sostengono che non si può applicare alla presidenza, perché la corsa è regolata dalla Costituzione, dove non si fa il caso di un candidato incriminato. In base a questo, si potrebbe obiettare che la Sezione 2071 del Titolo 18 è anticostituzionale. Probabilmente il caso verrebbe portato alla Corte Suprema. Ma questa potrebbe rifiutare di deliberare e rimandarlo indietro ai tribunali locali...".

Nixon e Clinton, i presidenti che hanno avuto guai legali in passato, se la cavarono con accordi o col perdono. Trump non potrebbe ricorrere a qualcosa di simile?
"La sua psicologia è molto complessa. Suppongo che per uno come lui sarebbe come ammettere la colpevolezza. I suoi sono scenari di realtà alternative. Ed è questo che lo rende un pericolo per la democrazia americana".


Dunque correrà nel 2024?
"La mia impressione è che nonostante il suo partito si sia schiarato compatto dalla sua parte, è comunque considerato da loro un fardello. Me lo fa pensare il fatto che in queste ore stanno attaccando compatti i democratici. Ma non ho sentito parole in difesa di Trump".

Il giudice che ha firmato il mandato di perquisizione ebbe in passato legami lavorativi col pedofilo Jeffrey Epstein. Un elemento che può inficiare la validità dell'inchiesta?
"Non lo conosco ma non vedo il perché. Intanto anche Trump ha avuto importanti legami con Epstein, ben più stretti e profondi. Questo magistrato lavorò per lui in qualità di avvocato ma non è certo illegale. Dalle prime descrizioni mi sembra anzi una figura bipartisan che ha sostenuto sia la campagna di Bush che quella di Obama. Semmai ho il sospetto che la macchina del fango sia già partita. Trump e i suoi da sempre rispondono agli attacchi tentando di distruggere tutto quel che possono".