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Usa, Trump indagato per spionaggio dall'Fbi. Sequestrate scatole di documenti top secret. L'ex presidente: "Li avevo declassificati"

(ansa)

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The Donald accusato di "aver illecitamente sottratto materiale top secret e averlo occultato nella sua residenza privata". Trovato pure un dossier su Emmanuel Macron. E, secondo il Nyt, le lettere di Kim Jong-un
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"Violazione dell'Espionage Act", la legge sullo spionaggio, in correlazione alla conservazione illegale di documenti sensibili. "Rimozione e distruzione di documenti ufficiali in violazione al Presidential Record Act", quello che richiede che gli inquilini della Casa Bianca consegnino tutti i documenti prodotti nel corso del loro mandato. E pure "ostruzione di un'indagine", presumibilmente proprio quella per recuperare le carte avviata già lo scorso gennaio.

Ecco le motivazioni riportate sul mandato di perquisizione usato dagli agenti dell'Fbi per setacciare la residenza di Donald Trump in Florida desecretato ieri, che confermano lo scenario da incubo in cui precipi…

"Violazione dell'Espionage Act", la legge sullo spionaggio, in correlazione alla conservazione illegale di documenti sensibili. "Rimozione e distruzione di documenti ufficiali in violazione al Presidential Record Act", quello che richiede che gli inquilini della Casa Bianca consegnino tutti i documenti prodotti nel corso del loro mandato. E pure "ostruzione di un'indagine", presumibilmente proprio quella per recuperare le carte avviata già lo scorso gennaio.

Ecco le motivazioni riportate sul mandato di perquisizione usato dagli agenti dell'Fbi per setacciare la residenza di Donald Trump in Florida desecretato ieri, che confermano lo scenario da incubo in cui precipita l'America intera: l'ex presidente è indagato per spionaggio. E pazienza se per tutta la giornata lui ha tuonato la sua innocenza via Truth, il suo social privato: "I documenti sequestrati erano tutti declassificati e conservati in un posto sicuro".

Le armi nucleari

Niente di segreto, insomma. Mentre "la notizia delle armi nucleari è un fake" ha scritto attaccando il Washington Post che in uno scoop di prima pagina, ieri, ha scritto che a portare l'Fbi a Mar-a-Lago è stata la ricerca di documenti classificati ed estremamente delicati. Contenenti addirittura informazioni sull'arsenale nucleare americano. Dossier accessibili solo a un limitato numero di persone, fornite di accredito al più alto livello.

Privilegio che Trump ha perso, per volere del successore Joe Biden, dopo l'attacco a Capitol Hill. Secondo il WP, è stato il timore che le carte "finissero in mani sbagliate" a convincere l'Attorney General Merrick Garland della necessità di procedere. Suffragata, quasi certamente da una soffiata arrivata da qualcuno vicino all'ex presidente: una talpa, scrivono a chiare lettere il Wall Street Journal e Newsweek. 

La lista dei materiali sequestrati

Col mandato è stata diffusa pure la lista dei materiali sequestrati lo scorso 8 agosto: 11 faldoni di documenti classificati fra cui alcuni "top secret", 20 scatole di oggetti, la minuta della grazia concessa all'ex consigliere Roger Stone. Perfino un dossier sul presidente francese Emmanuel Macron. E, secondo il New York Times, la corrispondenza con il leader nordcoreano Kim Jong-un.

Nel corso della conferenza stampa di mercoledì Garland, d'altronde, lo ha detto subito: "Autorizzare la perquisizione non è stata una decisione facile". Annunciando di aver fatto l'anomala richiesta al giudice Bruce Reinhart, firmatario del mandato, di rendere pubblico il documento. Mossa irrituale per un dicastero che non ha finora mai svelato nulla se non a indagini concluse. Che, a quante pare, ha inizialmente spiazzato l'entourage dell'ex presidente, tanto che il New York Times l'ha definita "tentativo per scoprire il bluff di Trump". Il fatto è che se avesse bloccato la pubblicazione avrebbe compiuto un'azione sospetta. Tanto più col partito repubblicano schierato al suo fianco: già pronto ad accusare l'amministrazione di voler far fuori politicamente l'avversario potente e a chiedere di "definanziare l'Fbi" ormai "politicizzata dalla sinistra radicale". 

Trump: "Attacco anti-americano"

Spavaldo Trump contrattacca: "Ho subito un raid non necessario e anti-americano". Sostenendo pure che fra i suoi avvocati e gli agenti c'era "un clima di collaborazione. Se l'Fbi voleva qualcosa bastava chiedere". La realtà è diversa. Allertata dagli Archivi Nazionali, già a gennaio l'Fbi aveva recuperato 15 casse di materiali classificati portati via da Trump a fine presidenza. E a giugno Jay Bratt, capo del controspionaggio del Dipartimento, gli aveva chiesto direttamente se davvero avesse restituito tutto, ricevendo assicurazioni in tal senso. Trump a quanto pare mentiva: parola di talpa. Quei documenti potrebbero ora fare di lui una spia.