Schroeder fa causa al Bundestag per riavere ufficio e privilegi
di Laura Lucchini , di Laura LucchiniL'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder ha fatto causa al Bundestag per riottenere il suo ufficio e i suoi privilegi. Lo hanno comunicato oggi i suoi avvocati dopo aver depositato la causa al tribunale amministrativo di Berlino.
In primavera la commissione per il bilancio del parlamento federale aveva tolto a Schroeder il suo diritto a un ufficio, a un team di assistenti e altri benefit che sono solitamente riservati agli ex capi del governo. La misura estrema era stata adottata dopo un lungo dibattito, anche pubblico, riguardo alle attività di Schroeder come lobbista per compagnie energetiche russe (tra cui Nord Stream 2 e il colosso petrolifero Rosneft), nonchè anche la sua amicizia personale con il presidente Vladimir …
L'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder ha fatto causa al Bundestag per riottenere il suo ufficio e i suoi privilegi. Lo hanno comunicato oggi i suoi avvocati dopo aver depositato la causa al tribunale amministrativo di Berlino.
In primavera la commissione per il bilancio del parlamento federale aveva tolto a Schroeder il suo diritto a un ufficio, a un team di assistenti e altri benefit che sono solitamente riservati agli ex capi del governo. La misura estrema era stata adottata dopo un lungo dibattito, anche pubblico, riguardo alle attività di Schroeder come lobbista per compagnie energetiche russe (tra cui Nord Stream 2 e il colosso petrolifero Rosneft), nonchè anche la sua amicizia personale con il presidente Vladimir Putin, mai posta in discussione nemmeno dopo l'invasione dell'Ucraina.Ora Schroeder ha intrapreso le vie legali per riottenere ciò che gli è stato tolto, secondo quanto confermato dai suoi avvocati a Dpa.
La decisione della Commissione parlamentare è dovuta al fatto che Schroeder non rispetterebbe più correttamente i ruoli e le mansioni ufficiali di un ex cancelliere e i relativi obblighi richiesti. L'anno scorso erano stati spesi più di 400.000 euro per il personale dell'ufficio di Schröder, situato nelle immediate vicinanze dell'ambasciata russa nel cuore di Berlino. La sua pensione personale di 8.300 euro al mese non è stata comunque sospesa.
Tuttavia nelle motivazioni presentate a maggio dall'organo del parlamento federale non compariva alcun riferimento esplicito alle attività di Schroeder per la compagnia energetica russa. Ed è proprio su questo punto che si centra l'argomentazione degli avvocati dell'ex cancelliere. La decisione sarebbe, stando agli avvocati, "illegale" visto che parte "dal presupposto che l'ex cancelliere non abbia rispettato gli obblighi della sua posizione, senza però che tali obblighi siano stati specificati", si legge nelle motivazioni depositate al tribunale amministrativo di Berlino.
Poco dopo la decisione del Parlamento e sotto enorme pressione popolare, Schroeder aveva lasciato la sua posizione a Rosneft. Ma non ha mai rinnegato l'amicizia con Putin, rivendicando anzi un ruolo di possibile mediatore con Mosca.
Il dibattito si sta svolgendo anche all'interno delle fila socialdemocratiche. Il partito del cancelliere Olaf Scholz è stato duramente criticato per aver mantenuto negli anni passati posizioni troppo comprensive nei confronti di Mosca. Dopo l'aggressione russa all'Ucraina, la presenza di Schroeder è diventata sempre più scomoda, tanto che è stata avviata una procedura interna per espellere l'ex cancelliere. Pochi giorni fa, una prima decisione di una commissione locale della Spd ha però respinte in prima istanza tale tentativo.