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Origini libanesi, simpatie per il regime iraniano e una casetta a schiera in New Jersey. Chi è l'accoltellatore di Rushdie

Dopo un periodo in California, si è trasferito nella cittadina di Fairview. Sui siti pro-Hezbollah e pro-Teheran è celebrato come un eroe
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NEW YORK - Hadi Matar non era neanche nato quando il 14 febbraio del 1989 l'Ayatollah Ruhollah Khomeini emise una fatwa - la sentenza di morte secondo i dettami islamici  - contro lo scrittore angloindiano Salman Rushdie per aver "insultato" l'Islam con i suoi Versi satanici. Classe 1997, l'uomo che ieri mattina ha assaltato armato di coltello lo scrittore Salman Rushdie dopo essere entrato con regolare biglietto alla Chautauqua Institution - vero tempio della cultura americana, nell'omonimo villaggio nei pressi di Jamestown, a sud ovest dello stato di New York - avrebbe origini libanesi. Almeno così sostengono certi siti estremisti, pro-Iran e pro-Hezbollah come iranarabic.com che ieri sera, via Twitter, hanno associato l'immagine del suo arresto al volto dello scrittore colpito.

NEW YORK - Hadi Matar non era neanche nato quando il 14 febbraio del 1989 l'Ayatollah Ruhollah Khomeini emise una fatwa - la sentenza di morte secondo i dettami islamici  - contro lo scrittore angloindiano Salman Rushdie per aver "insultato" l'Islam con i suoi Versi satanici. Classe 1997, l'uomo che ieri mattina ha assaltato armato di coltello lo scrittore Salman Rushdie dopo essere entrato con regolare biglietto alla Chautauqua Institution - vero tempio della cultura americana, nell'omonimo villaggio nei pressi di Jamestown, a sud ovest dello stato di New York - avrebbe origini libanesi. Almeno così sostengono certi siti estremisti, pro-Iran e pro-Hezbollah come iranarabic.com che ieri sera, via Twitter, hanno associato l'immagine del suo arresto al volto dello scrittore colpito.

Un tweet rimbalzato in rete descrive dunque il giovane uomo come "l'eroe libanese che ha insultato il Profeta, Maometto, messaggero di Dio". E pure diversi altri post in lingua araba e farsi hanno "festeggiato" l'attentatore  (compreso un account con la foto di Hassan Nasrallah, sì insomma, il leader sciita di  Hezbollah). 

Matar, secondo le prime ricostruzioni, ha agito da solo, dopo aver compiuto un viaggio lungo sette ore (non si sa con quale mezzo) arrivando nel villaggio a 100 chilometri da Buffalo, dal New Jersey. Sì, perché il giovane, che secondo un profilo Facebook che alcuni siti americani riconoscono come suo, sarebbe nato ad Aain Qana, nel sud del Libano. E dopo aver trascorso almeno un periodo in California dove avrebbe numerosi parenti, si è trasferito nella cittadina di Fairview, dall'altro lato del fiume ma ad appena 25 minuti da Manhattan, New York.

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In una semplice casetta a schiera a due piani situata al 417 di Morningside Avenue, dove viveva, sempre secondo ricostruzioni non confermate, con la madre e un fratello. Insomma, in quella "suburbia" industriale da dove già in passato sono partiti giovani estremisti. Come l'afgano Ahmad Khan Rahami che nel settembre 2016 si spostò da Elizabeth, sempre in New Jersey, con una pentola a pressione ripiena di esplosivo che fece poi esplodere a Chelsea, nel cuore mondano della Grande Mela, ferendo 29 persone. 

Ieri sera la casa di Fairview, sorvolata da decine di elicotteri, circondata da agenti e da curiosi tenuti lontano coi nastri gialli ad isolare l'intera area, è stata accuratamente perquisita da agenti dell'Fbi, che hanno pure interrogato famiglia e vicini. Dai suoi account social sono emerse chiaramente le sue simpatie per l'estremismo sciita e le Guardie della Rivoluzione Islamica, ma per chi viveva a pochi metri da lui, era un ragazzo come tanti. Magari solo più schivo.