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L'Iran nega qualsiasi coinvolgimento nell'attentato a Rushdie ma lo giustifica

Il portavoce del ministero degli esteri: "Non riteniamo che nessuno meriti colpe e accuse tranne lui e i suoi sostenitori". Il dipartimento di Stato Usa: "Parole spregevoli"
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Un portavoce del governo iraniano ha escluso qualsiasi coinvolgimento del paese nell'aggressione allo scrittore Salman Rushdie.Si tratta del primo commento ufficiale di un esponente del governo di Teheran sull'attentato. Nasser Kanaani, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha parlato questa mattina in un briefing di routine con i giornalisti.

"Per quanto riguarda l'incidente dell'attacco a Salman Rushdie negli Stati Uniti, non riteniamo che nessuno meriti colpe e accuse tranne lui e i suoi sostenitori", ha detto Kanaani. '"Nessuno ha il diritto di accusare l'Iran in questo contesto". 

Un portavoce del governo iraniano ha escluso qualsiasi coinvolgimento del paese nell'aggressione allo scrittore Salman Rushdie.Si tratta del primo commento ufficiale di un esponente del governo di Teheran sull'attentato. Nasser Kanaani, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha parlato questa mattina in un briefing di routine con i giornalisti.

"Per quanto riguarda l'incidente dell'attacco a Salman Rushdie negli Stati Uniti, non riteniamo che nessuno meriti colpe e accuse tranne lui e i suoi sostenitori", ha detto Kanaani. '"Nessuno ha il diritto di accusare l'Iran in questo contesto". 

Rushdie, 75 anni, è stato accoltellato venerdì mentre partecipava a un evento nella parte occidentale dello stato di New York. Ha riportato gravi danni a un occhio, il fegato e un braccio. Secondo quanto comunicato dal suo agente è probabile che perderà l'occhio. Ciononostante, ieri è stato staccato dal ventilatore e ha parlato con i suoi famigliari. E' stato il figlio, poco più tardi a confermare che le sue condizioni erano migliorate.

Il suo aggressore, il 24enne Hadi Matar, si è dichiarato non colpevole delle accuse derivanti dall'attacco tramite il suo avvocato. L'autore pluripremiato per oltre 30 anni ha affrontato minacce di morte per il suo libro "Versi satanici". Il defunto leader supremo iraniano, l'ayatollah Ruhollah Khomeini, aveva emesso una fatwa, o editto islamico, chiedendo la sua morte già nel 1989. Una fondazione iraniana aveva messo a disposizione una taglia di oltre 3 milioni di dollari per l'autore.

Le parole delle autorità iraniane secondo cui lo scrittore Salman Rushdie dovrebbe incolpare solo se stesso per l'attentato subito sono "spregevoli e disgustose". Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price. "Questo è qualcosa che è assolutamente oltraggioso", ha aggiunto.