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Usa, sentenza shock in Florida: sedicenne obbligata a partorire

Il governatore della Florida, Ron DeSantis (reuters)
La Corte d'appello ha dichiarato la ragazza "non abbastanza matura" per abortire. Polemiche per la dura legge contro l'interruzione della gravidanza voluta dal governatore dello Stato, l'ultraconservatore Ron De Santis
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NEW YORK - A 16 anni è stata dichiarata “non abbastanza matura” per abortire, ma “abbastanza matura” per diventare madre. È la controversa decisione di una Corte d’appello della Florida sul caso di una minorenne, senza genitori, che aveva chiesto di poter interrompere la gravidanza, arrivata alla decima settimana. In primo grado la ragazza aveva ottenuto il via libera da una giudice donna della contea di Escambia, Jennifer Frydrychowicz, che aveva accolto la richiesta di aggirare la legge della Florida, in base alla quale una minorenne non può abortire senza consenso dei genitori o di un tutore. Lei aveva spiegato di “non essere pronta ad avere un bambino”, di non avere un lavoro per mantenerlo e poi va ancora a scuola. Tutte motivazioni ritenute valide per la giudice, ma giudicate insufficienti dalla Corte d’appello.

NEW YORK - A 16 anni è stata dichiarata “non abbastanza matura” per abortire, ma “abbastanza matura” per diventare madre. È la controversa decisione di una Corte d’appello della Florida sul caso di una minorenne, senza genitori, che aveva chiesto di poter interrompere la gravidanza, arrivata alla decima settimana. In primo grado la ragazza aveva ottenuto il via libera da una giudice donna della contea di Escambia, Jennifer Frydrychowicz, che aveva accolto la richiesta di aggirare la legge della Florida, in base alla quale una minorenne non può abortire senza consenso dei genitori o di un tutore. Lei aveva spiegato di “non essere pronta ad avere un bambino”, di non avere un lavoro per mantenerlo e poi va ancora a scuola. Tutte motivazioni ritenute valide per la giudice, ma giudicate insufficienti dalla Corte d’appello.

In assenza del padre, la minorenne aveva detto che il suo tutore, un parente, era d’accordo con la sua decisione. Anche questo aspetto non è stato accolto in secondo grado. Così la sentenza è stata ribaltata da due dei tre giudici di secondo grado: la ragazza, hanno scritto nel dispositivo, “non ha mostrato con prove chiare e convincenti di essere sufficientemente matura per decidere se mettere fine alla gravidanza”. Uno dei tre aveva manifestato un parziale dissenso, invitando a rimandare il caso alla giudice, ma i colleghi si sono opposti. Il caso ha scatenato polemiche perché ha messo a nudo le incongruenze della legge integralista approvata dalla Florida, considerata il nuovo Stato talebano della costa Est: come si fa a ritenere una minorenne non matura per abortire, ma adulta per diventare madre, anche se non vuole?

In almeno trentasei Stati viene richiesto il coinvolgimento dei genitori nella decisione di una minorenne. La Florida è uno dei sei Stati che richiede che venga notificata ad almeno a un genitore o un tutore l’intenzione della ragazza di mettere fine a una gravidanza. E, naturalmente, serve il consenso.

La legge, firmata dal governatore repubblicano Ron DeSantis nel 2020, ha rappresentato una vittoria per i conservatori, che da anni cercavano di aggirare la decisione della Corte Suprema, presa nell'89, che aveva respinto la notifica ai genitori, considerata una grave violazione della privacy. Secondo le organizzazioni pro-abortiste, la nuova procedura mette a rischio la salute di una minorenne, anche perché non considera che spesso questi casi nascono in famiglie disfunzionali e ambienti dove c’è un rapporto inesistente con i genitori, i quali possono essere a lungo assenti o non ci sono più. Ma anche questo elemento non è stato preso in considerazione.