✕

Sudafrica, un "trono di spade" per la monarchia zulu: "Il nuovo re Misuzulu è un playboy e non è il legittimo erede"

Re Misuzulu 

Ascolta l'audio

Liti in tribunale e anche in tv per fermare la successione. Sabato è in programma l'incoronazione, ma il prescelto è malvisto da gran parte della famiglia
2 minuti di lettura

Se cercate online il nome di re Misuzulu, troverete che è ovunque indicato come quello dell'attuale sovrano degli Zulu del Sudafrica. La cosa non è controversa. Cinque mesi fa il suo rango è stato riconosciuto ufficialmente anche dal presidente della Repubblica Cyril Ramaphosa. Perché allora un giornale scrupoloso come il New York Times dedica un ampio articolo a mettere in dubbio questo stato di cose?


ll fatto è che il prossimo sabato è in programma l'incoronazione di re Misuzulu. O meglio, la cerimonia considerata equivalente nei rituali dei regnanti Zulu. Vestito di una pelle di leopardo, il sovrano entrerà nel grande recinto del bestiame della…

Se cercate online il nome di re Misuzulu, troverete che è ovunque indicato come quello dell'attuale sovrano degli Zulu del Sudafrica. La cosa non è controversa. Cinque mesi fa il suo rango è stato riconosciuto ufficialmente anche dal presidente della Repubblica Cyril Ramaphosa. Perché allora un giornale scrupoloso come il New York Times dedica un ampio articolo a mettere in dubbio questo stato di cose?


ll fatto è che il prossimo sabato è in programma l'incoronazione di re Misuzulu. O meglio, la cerimonia considerata equivalente nei rituali dei regnanti Zulu. Vestito di una pelle di leopardo, il sovrano entrerà nel grande recinto del bestiame della reggia tradizionale, sulle verdi colline del KwaZulu. Soltanto allora il suo ruolo verrà accettato dagli spiriti degli antenati ed egli sarà considerato re a tutti gli effetti. Mancano tre giorni appena, ma in queste ore, zii e cugini di Misuzulu stanno calcando freneticamente le aule dei tribunali in un estremo tentativo di bloccare la sua ascesa al trono. Non è lui il legittimo erede, sostengono. Mentre per il resto del mondo la successione appare largamente scontata, nel cuore della famiglia infuria da mesi un reality senza esclusione di colpi, e spesso in diretta televisiva. Il parentame reale dà pubblico spettacolo, con grande costernazione di tradizionalisti e cortigiani.


Tutto comincia il 12 marzo dell'anno scorso, quando muore a  72 anni re Zwelithini. Figura controversa, mai impegnato nella lotta contro il regime di segregazione razziale sudafricano, in oltre cinquant'anni di regno Zwelithini ha badato a rafforzare il ruolo della famiglia reale. Soprattutto, la ha arricchita, ottenendo la gestione diretta di un patrimonio miliardario fatto di immobili e vastissime terre, tra le più fertili d'Africa, in un Paese in cui gli zulu sono 14 milioni. Morendo, lascia sei vedove e 28 figli. La successione è però ordinata: la terza moglie del re, Mantfombi Shiyiwe Dlamini, è nominata reggente. Mantfombi ha rango di regina consorte, e c'è un motivo. Delle sei mogli di Zwelithini, è l'unica che appartenga a una famiglia effettivamente regnante. E figlia e sorella di due successivi re del piccolo Swaziland, oggi chiamato Eswatini. Un minuscolo reame incastonato tra Sudafrica e Mozambico, il cui sovrano è però un monarca assoluto: comanda davvero, mentre il re degli Zulu occupa una carica poco più che onoraria. Di qui l'alto ruolo di Mantfombi, e conseguentemente del maggiore dei suoi otto figli, Misuzulu.


Quaranta giorni dopo la scomparsa di Zwelithini, tragedia. Mantfombi muore a sua volta, improvvisamente, a 68 anni. E nella famiglia comincia la guerra. I sostenitori di Misuzulu sostengono che è stata avvelenata. La prima moglie di Zwelithini, Sibongile, rivendica per sé il ruolo di reggente. I principi Mbonisi Zulu e Vulindlela Zulu, fratelli del re defunto, dicono che la scelta del successore spetta a loro. Simakade, il maggiore dei figli viventi di Zwelithini, pretende di essere prescelto e si fa vedere in giro indossando anche lui la pelle di leopardo. Dai palazzi reali si sentono grida di liti a non finire. Le aule dei tribunali si affollano di avvocati dei diversi rami della famiglia. Nel primo anniversario della morte di Zwelithini non si riesce a organizzare una cerimonia tutti insieme. Articoli di giornale descrivono Misuzulu come un playboy, un beone che va seminando figli illegittimi. Nella famiglia qualcuno conferma, poi ritratta.


Siamo molto lontani dai mitici tempi di re Shaka, il sovrano che a inizio Ottocento edificò la potenza della nazione Zulu. La pelle di leopardo appare più un costume da social network che un attributo di sovranità. Misuzulu fa quel che può per rendersi credibile. Negando di essere uno cui piace fare bisboccia, al New York Times ha dichiarato: "Io non ho amici. Ho soltanto sudditi".