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Nuovi guai per Trump, l'ex manager ammette: "Commessi reati fiscali"

(reuters)
Allen Weisselberg confessa, sconterà cinque mesi nel carcere di Rickers Island. Si aggrava la posizione dell'ex presidente
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New York - L'ex moglie di Allen Weisselberg una volta disse che lui e Donald Trump erano tipo Batman e Robin, una coppia inossidabile. Ora Robin ha voltato le spalle a Batman e potrebbe metterlo nei guai: l'ex direttore finanziario della Trump Organization, la società di sviluppo immobiliare dell'ex presidente degli Stati Uniti, ha ammesso davanti al giudice della corte di Manhattan di essere colpevole di quindici reati, tutti legati a uno schema messo in piedi per evadere il fisco.

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Quando il giudice Juan Manuel Merchan ha chiesto se si ritenesse colpevole, Weisselberg ha risposto con tono basso: "Sì, vostro onore". L'ex manager ha accettato di ammettere tutto per evitare di farsi fino a quindici anni di carcere, pena che, vista l'età, 75 anni compiuti lunedì, sarebbe equivalsa a un ergastolo. L'ex top manager sconterà ci…

New York - L'ex moglie di Allen Weisselberg una volta disse che lui e Donald Trump erano tipo Batman e Robin, una coppia inossidabile. Ora Robin ha voltato le spalle a Batman e potrebbe metterlo nei guai: l'ex direttore finanziario della Trump Organization, la società di sviluppo immobiliare dell'ex presidente degli Stati Uniti, ha ammesso davanti al giudice della corte di Manhattan di essere colpevole di quindici reati, tutti legati a uno schema messo in piedi per evadere il fisco.

(reuters)

Quando il giudice Juan Manuel Merchan ha chiesto se si ritenesse colpevole, Weisselberg ha risposto con tono basso: "Sì, vostro onore". L'ex manager ha accettato di ammettere tutto per evitare di farsi fino a quindici anni di carcere, pena che, vista l'età, 75 anni compiuti lunedì, sarebbe equivalsa a un ergastolo. L'ex top manager sconterà cinque mesi nel carcere di Rikers Island, e forse qualche settimana in meno se si comporterà bene, più cinque anni di libertà condizionata e dovrà restituire al fisco quasi due milioni di dollari. Ciò che più fa tremare l'ex presidente è che Weisselberg, l'uomo al servizio della famiglia Trump dal 1973, seppure non collaborerà con la procura dovrà testimoniare al processo contro la sua ex società, a ottobre.

L'inchiesta per frode

Il tycoon, al momento, non è direttamente incriminato ma se nei prossimi mesi la situazione dovesse cambiare, la testimonianza del suo ex uomo di fiducia potrebbe rivelarsi un colpo basso. Trump rischierebbe di salvarsi dall'inchiesta sull'assalto al Campidoglio, e cadere sui reati fiscali, con un coinvolgimento diretto o indiretto, attraverso la sua compagnia. Secondo la procura distrettuale di New York, la Trump Organization aveva pagato i servizi di Weisselberg coprendo per anni le spese di affitto e le bollette dell'appartamento dove il manager viveva, nell'Upper West Side di Manhattan, oltre alle rette per le scuole private dei nipoti, e aveva pagato il leasing delle Mercedes per lui e la moglie.

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Tutti i protagonisti si erano poi "dimenticati" di segnalare questi movimenti al fisco, nascondendo circa 1,7 milioni di dollari di compensi elargiti in un periodo di dodici anni, dal 2005 al 2017, evadendo centinaia di migliaia di dollari di tasse a livello locale, statale e federale. Lo stesso schema, secondo la procura di Manhattan, era stato utilizzato per altri top manager al servizio della compagnia dell'ex presidente. All'uscita del tribunale, Weisselberg è rimasto zitto davanti alle domande dei reporter che gli chiedevano se avesse un messaggio per Trump.