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L'Indonesia conferma: Xi Jinping e Putin saranno presenti al vertice del G20

Vladimir Putin e Xi Jinping a Pechino il 4 febbraio scorso 
Per il leader cinese sarà il primo viaggio all'estero dopo due anni e mezzo. Anche Zelensky tra gli inviatati
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"Xi Jinping verrà. Anche Putin mi ha detto che ci sarà”. Joko Widodo mette fine a mesi di speculazioni, pressioni e difficili equilibrismi diplomatici: tutti e due saranno presenti al prossimo G20 a Bali, a metà novembre. È lo stesso presidente indonesiano, padrone di casa dell’evento, a dichiararlo in un’intervista a Bloomberg.
 
 
Dopo l’invasione dell’Ucraina a febbraio e dopo lo scontro su Taiwan, Joe Biden si ritroverà così allo stesso tavolo con il leader cinese e con quello russo, in una sorta di resa dei conti, in un momento in cui le relazioni di Washington con Pechino e con Mosca sono ai minimi termini. Pure l’ucraino Volodymyr Zelensky è tra gli invitati, anche se non è chiaro ancora se parteciperà virtualmente o di persona. Né il ministero degli Esteri di Pechino né il Cremlino hanno finora confermato la presenza di Xi e Putin. …
"Xi Jinping verrà. Anche Putin mi ha detto che ci sarà”. Joko Widodo mette fine a mesi di speculazioni, pressioni e difficili equilibrismi diplomatici: tutti e due saranno presenti al prossimo G20 a Bali, a metà novembre. È lo stesso presidente indonesiano, padrone di casa dell’evento, a dichiararlo in un’intervista a Bloomberg.
 
 
Dopo l’invasione dell’Ucraina a febbraio e dopo lo scontro su Taiwan, Joe Biden si ritroverà così allo stesso tavolo con il leader cinese e con quello russo, in una sorta di resa dei conti, in un momento in cui le relazioni di Washington con Pechino e con Mosca sono ai minimi termini. Pure l’ucraino Volodymyr Zelensky è tra gli invitati, anche se non è chiaro ancora se parteciperà virtualmente o di persona. Né il ministero degli Esteri di Pechino né il Cremlino hanno finora confermato la presenza di Xi e Putin. 
 
"La rivalità tra i grandi Paesi è davvero preoccupante”, spiega Widodo. "Quello che vogliamo è che questa regione sia stabile, pacifica, in modo da poter realizzare la crescita economica”. Dopo le pressioni dei mesi scorsi, principalmente da parte americana, per escludere la Russia dal vertice dei Grandi, Jokowi - come è soprannominato il presidente indonesiano - ha discusso dei preparativi al G20 con lo stesso Putin durante una telefonata giovedì. A giugno, dopo essere volato a Kiev per incontrare Zelensky, aveva fatto tappa pure a Mosca: primo leader asiatico a visitare i due Paesi dallo scoppio della guerra per quella che all’epoca definì “missione di pace”. A fine luglio il viaggio - raro di questi tempi - a Pechino, per incontrare Xi e invitarlo ufficialmente al summit.
 
 
Non potrebbe esserci tempistica migliore per Xi, per ritornare alla diplomazia faccia a faccia dopo due anni e mezzo di reclusione causa Covid (ultimo viaggio fuori dalla Cina - se si esclude la tappa a Hong Kong un mese e mezzo fa, fu nel gennaio 2020), e per presentarsi ancora più forte. Dopo il Congresso del Partito comunista (a fine ottobre/inizi di novembre tendenzialmente, anche se una data ufficiale ancora non c’è), il “leader del popolo” verrà incoronato per un terzo storico mandato: presentarsi sul palcoscenico internazionale dopo due anni e mezzo di assenza con la presidenza (potenzialmente) a vita in tasca fa una certa differenza. Proprio a margine del G20, scriveva il Wall Street Journal qualche giorno fa in un retroscena, il leader cinese e lo statunitense Biden dovrebbero incontrarsi per uno storico bilaterale.
 
"L'Indonesia vuole essere amica di tutti", dice Widodo nell’intervista rilasciata all’agenzia americana. "Non abbiamo problemi con alcun Paese”. Come gran parte dei suoi vicini del Sudest asiatico, l'Indonesia è stata abbastanza cauta finora nella sua risposta all'invasione dell’Ucraina. 
 
 
La riluttanza a criticare apertamente le azioni russe deriva da una politica decennale di non-alleanze che Jokowi sta portando avanti. A ciò si aggiunge la priorità che Giacarta dà alla crescita economica. Widodo intende fare dell'Indonesia un'economia sviluppata entro il 2045, obiettivo che richiede investimenti e scambi commerciali con tutte le parti possibili. Nessuno dei due Paesi - Ucraina e Russia - rappresenta percentuali esorbitanti nella bilancia commerciale indonesiana (la parte del leone la fa Pechino), ma Mosca per Giacarta rappresenta una delle principali fornitrici di armi (15,7%). In più ci sono i legami storici visto che furono i sovietici nel 1945 a sostenere l’indipendenza indonesiana dagli olandesi.