Altre bombe ucraine sulla Crimea: così Kiev prepara la controffensiva
di Daniele Raineri , di Daniele RaineriOggi poco dopo le otto del mattino un drone esplosivo ucraino ha colpito un tetto del quartier generale della Flotta russa del Mar Nero a Sebastopoli, un porto nella Crimea occupata. La colonna di fumo causata dall’esplosione era visibile da chilometri di distanza e ancora una volta molti turisti sono saltati in macchina per lasciare in fretta la penisola, ormai sempre meno una zona da bagni in mare e sempre di più un bersaglio per la guerra di liberazione ucraina.
I militari russi hanno dichiarato in una nota che il drone è stato intercettato mentre volava verso il quartier generale e che si è schiantato sopra un edificio – esattamente come è progettato per fare. A giudicare dalle immagini non si trattava di uno dei droni cosiddetti “suicidi” forniti dai governi occidentali, ma di un modello commerciale cinese riadattato per diventare una bomba. L’attacco fa parte di due campagne militari di Kiev contro la presenza dei r…
Oggi poco dopo le otto del mattino un drone esplosivo ucraino ha colpito un tetto del quartier generale della Flotta russa del Mar Nero a Sebastopoli, un porto nella Crimea occupata. La colonna di fumo causata dall’esplosione era visibile da chilometri di distanza e ancora una volta molti turisti sono saltati in macchina per lasciare in fretta la penisola, ormai sempre meno una zona da bagni in mare e sempre di più un bersaglio per la guerra di liberazione ucraina.
I militari russi hanno dichiarato in una nota che il drone è stato intercettato mentre volava verso il quartier generale e che si è schiantato sopra un edificio – esattamente come è progettato per fare. A giudicare dalle immagini non si trattava di uno dei droni cosiddetti “suicidi” forniti dai governi occidentali, ma di un modello commerciale cinese riadattato per diventare una bomba. L’attacco fa parte di due campagne militari di Kiev contro la presenza dei russi nel Sud.
La campagna contro la flotta russa
Una campagna prende di mira la flotta russa del Mar Nero: il 9 agosto almeno otto esplosioni senza una causa ancora ben specificata hanno colpito la base aerea di Saki e una fonte d’intelligence occidentale citata dai media inglesi sostiene che l’operazione ha messo fuori uso la metà degli aerei in dotazione alla flotta. Gli ucraini nei mesi precedenti ne avevano già affondato la nave ammiraglia, la Moskva, e poi hanno anche sconfitto il tentativo russo di usare l’isola dei Serpenti come base in sostituzione della Moskva.
Lo "shaping"
La seconda campagna ucraina riguarda in generale la Crimea ed è quello che nel gergo militare si chiama “shaping” – in inglese: imprimere la forma desiderata – quindi modificare le circostanze sul terreno in preparazione di un’offensiva. Gli ucraini stanno colpendo ponti, ferrovie e aeroporti, per costringere i russi a passare da certi colli di bottiglia e non più da altri punti, per rallentare in misura enorme i loro spostamenti e i loro rifornimenti e per cacciare la loro flotta aerea. Dopo cinque attacchi ucraini in Crimea nel giro di una settimana, i russi hanno rimandato trentotto aerei dalla penisola in Russia. È il segno che non si sentono più tranquilli nella penisola – e questo genere di traslochi ha effetti pratici, perché gli aerei sono più lontani dalle zone che dovrebbero difendere.
Il ponte nel mirino
Questa sequenza di attacchi prelude alla campagna di terra per riprendere il Sud, è un argomento che in Ucraina tiene banco da almeno due mesi ma è chiaro che dieci giorni di esplosioni in Crimea – mai toccata prima – non sono ancora sufficienti a creare le condizioni necessarie. Due giorni fa la Difesa ucraina ha pubblicato una foto satellitare del ponte sullo stretto di Kerch che collega Crimea e Russia, costruito dopo l’annessione come simbolo dell’avvenuta russificazione. E due giorni fa le difese anti aeree russe hanno abbattuto un drone ucraino vicino al ponte, in molti pensano che sarà il prossimo bersaglio. Il giorno delle esplosioni nella base di Saky ben trentottomila veicoli in fuga lo hanno attraversato in direzione della Russia, è un numero che non era mai stato raggiunto prima.