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Ucraina, bunker e contraerea allo stadio: così riparte il campionato di calcio

Andriy Shevchenko a Borodyanka (afp)

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Tutte le partite saranno a porte chiuse e verranno sospese in caso di allarme aereo. Si comincia martedì con Shakhtar Donetsk contro Metalist 1925 Kharkiv, mentre Chernihiv e Mariupol, l'una distrutta e l'altra occupata, non saranno rappresentate
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DNIPRO - È una specie di sfida. "Voi russi ci fate la guerra, noi ucraini giochiamo a calcio, e facciamo addirittura il campionato. Anzi, i campionati: serie A, B e C, maschile e femminile”. Sotto i bombardamenti, un occhio al cielo, il bunker a portata di mano, talvolta il fronte molto vicino, come è a Kharkiv. “Abbiamo bisogno di calcio. E lo facciamo per i tifosi, ma anche per i nostri soldati al fronte”, dice Andriy Pavelko, presidente della Lega calcio nazionale. Sarà “un grosso passo in avanti per il Paese”, come aveva deciso il presidente Volodymyr Zelensky, e così si farà a partire da domani e per 30 giornate. Tutto regolare, tutto come era una volta, fino allo scorso 23 febbraio, quando il campionato dovette fermarsi per causa di forza maggiore.


E sembra un azzardo, organizzare partite e trasferte, e soprattutto in questa settimana iniziale, mentre si attende il grande attacco dei russi. È…

DNIPRO - È una specie di sfida. "Voi russi ci fate la guerra, noi ucraini giochiamo a calcio, e facciamo addirittura il campionato. Anzi, i campionati: serie A, B e C, maschile e femminile”. Sotto i bombardamenti, un occhio al cielo, il bunker a portata di mano, talvolta il fronte molto vicino, come è a Kharkiv. “Abbiamo bisogno di calcio. E lo facciamo per i tifosi, ma anche per i nostri soldati al fronte”, dice Andriy Pavelko, presidente della Lega calcio nazionale. Sarà “un grosso passo in avanti per il Paese”, come aveva deciso il presidente Volodymyr Zelensky, e così si farà a partire da domani e per 30 giornate. Tutto regolare, tutto come era una volta, fino allo scorso 23 febbraio, quando il campionato dovette fermarsi per causa di forza maggiore.


E sembra un azzardo, organizzare partite e trasferte, e soprattutto in questa settimana iniziale, mentre si attende il grande attacco dei russi. È una prova di orgoglio, e ci stanno lavorando da tempo. Di sicuro c’è che le partite saranno “coperte” dalla contraerea, e che, oltre alle postazioni fisse già presenti sul territorio, ce ne saranno altre, batterie mobili vicine ai campi da gioco, pronte a intervenire in caso di attacco. Poi, di sicuro non c’è niente, dati i tempi che corrono. Ma ci provano, e non è un impegno da poco.


Porte chiuse, innanzitutto. Troppo pericoloso permettere a masse di tifosi di spostarsi da uno stadio all’altro, troppo difficili le eventuali operazioni di evacuazione. Le partite si potranno guardare sul canale YouTube del campionato, basta avere la copertura telefonica (che non c’è dappertutto, però). Intanto negli stadi si taglia l’erba perché sia perfetta, e sono gli stadi costruiti per gli Europei 2012, tutti meno quelli troppo distrutti per essere recuperati: Chernihiv, che non esiste praticamente più, e quelli di Mariupol e di Donetsk, città attualmente occupate dai filorussi e dai russi.


Negli altri invece si giocherà, seguendo regole di ferro decise dai ministri dello Sport e della Difesa, da polizia e Difesa territoriale. Il protocollo di sicurezza stabilisce che ci devono essere rifugi antiaerei a 500 metri dal campo, per poter accogliere giocatori, arbitri, staff delle squadre, personale sanitario. Alla bisogna, non si possono fare storie o perdere tempo, tutti dovranno precipitarsi nei rifugi, seguendo i percorsi di evacuazione prestabiliti. Quindi, allarme aereo, l’annunciatore ufficiale dà l’avviso del “tutti al riparo”, l’arbitro sospende l’incontro.


Si comincia martedì alle 12 con Shakhtar Donetsk contro Metalist 1925 Kharkiv. Allo stadio Olimpico di Kiev, perché lo Shakhtar (che significa “minatori”) ha dovuto lasciare la sua città nel 2014, ed è emigrata nella capitale. In questi giorni si è visto il nuovo pullman della squadra con i colori nazionali e una enorme scritta “Stop war” sulla fiancata, sullo sfondo di palazzi rovinati, le macerie che hanno cambiato il paesaggio ucraino. Alle 15, il Cornomorec Odessa gioca in casa contro il Veres Rivne, e contemporaneamente ci sarà Zorya-Vorskla, e così via per tutto il girone di andata, che si conclude il 26 novembre, e il ritorno, che chiude il 3 giugno 2023. Mancano due squadre, però. Il Chernihiv Desna, e il Mariupol. Sono state sostituite dalle prime due della B (al 23 febbraio), ovvero la seconda squadra di Kharkiv, il Metalist, e il Kryvbas, la squadra della città di Zelensky. Andrà tutto bene? Chi lo sa. Intanto è parso segnale di buon augurio l’arrivo di Andriy Shevchenko, ieri a Dnipro, con 7 costosi apparecchi per la respirazione assistita, donati al pronto soccorso dalla fondazione United24 di cui è ambasciatore. Non ha detto una parola sul campionato che verrà, ma gli ucraini lo hanno accolto come un eroe, per il solo fatto che si è spinto fin qui.