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Dugin e l’Italia: da Lega e CasaPound a Fusaro e i complottisti, ecco la galassia dell'ideologo russo nel nostro Paese

Diego Fusaro e Gianluca Savoini durante l'incontro con Aleksandr Dugin del 10 luglio 2019 (ansa)

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In Italia intorno all’ideologo russo Aleksandr Dugin, scampato ieri a Mosca a un’autobomba che ha invece ucciso la figlia Daria Platonova (Dugina), ruota in Italia una vasta galassia di partiti e movimenti sovranisti e di siti web e piattaforme filorusse e complottiste. Un vero e proprio universo di disinformazione e cospirazionismo.

I siti Geopolitica.ru, Katehon e Tsargrad e i seguaci in Italia

È stato il caos seguito al crollo dell’Urss ad avere alimentato le tesi neoimperialiste di Aleksandr Gelevich Dugin, classe 1962, studioso poliglotta ed ex fondatore del Partito nazionalbolscevico e del Partito Euroasiatico, entrambi disciolti. Ispirandosi ai pensatori Ivan Ilin e Nikolaj Gumiliov, Dugin propugna una “Quarta teoria politica” e fonda il Movimento internazionale eurasianista. L’Eurasia teorizzata da Dugin sarebbe un polo alternativo, esteso da Lisbona a Vladivostok e capitanato dalla Novorossija (Nuova Russia), da cont…

In Italia intorno all’ideologo russo Aleksandr Dugin, scampato ieri a Mosca a un’autobomba che ha invece ucciso la figlia Daria Platonova (Dugina), ruota in Italia una vasta galassia di partiti e movimenti sovranisti e di siti web e piattaforme filorusse e complottiste. Un vero e proprio universo di disinformazione e cospirazionismo.

I siti Geopolitica.ru, Katehon e Tsargrad e i seguaci in Italia

È stato il caos seguito al crollo dell’Urss ad avere alimentato le tesi neoimperialiste di Aleksandr Gelevich Dugin, classe 1962, studioso poliglotta ed ex fondatore del Partito nazionalbolscevico e del Partito Euroasiatico, entrambi disciolti. Ispirandosi ai pensatori Ivan Ilin e Nikolaj Gumiliov, Dugin propugna una “Quarta teoria politica” e fonda il Movimento internazionale eurasianista. L’Eurasia teorizzata da Dugin sarebbe un polo alternativo, esteso da Lisbona a Vladivostok e capitanato dalla Novorossija (Nuova Russia), da contrapporre all’egemonia degli Stati Uniti.


Dugin, a capo del sito Geopolitica.ru, diffonde queste idee tramite media da lui diretti, ma finanziati dall’oligarca ultraortodosso e nostalgico dello zarismo Konstantin Malofeev: la tv Tsargrad e il sito multilingue Katehon. 

C’è anche un’edizione in italiano che negli anni ha visto contributi di Alessandro Fiore, figlio del leader nero Roberto, e Gianluca Savoini, ex collaboratore del leader leghista Matteo Salvini.

I seguaci dell’Eurasianismo in Italia

Complice la lunga barba semi-incolta e la pseudo-aria mistica, Dugin viene spesso soprannominato il “Rasputin del Cremlino”. Un’etichetta immeritata e, non a caso, coniata da Breitbart News, il sito di Steve Bannon, ex stratega dell'ex presidente statunitense Donald Trump.

Benché teorizzi un pensiero che ben si presta ai disegni neoimperiali di Vladimir Putin, secondo le ricerche di due think tank, il Rand e il Kennan Institute, Dugin in realtà in patria avrebbe scarsa influenza, ma avrebbe sfruttato il nomignolo affibbiatogli per accreditarsi nei circoli sovranisti di vari Paesi occidentali, dall’Alt-right suprematista e antisemita di Bannon negli Stati Uniti all’ex Front National di Marine Le Pen in Francia fino alla Lega di Salvini e ai movimenti neofascisti Forza Nuova e Casa Pound in Italia.


Tra i seguaci dell’Eurasianismo di Dugin in Italia ci sono Claudio Mutti, fondatore delle Edizioni all’Insegna del Veltro che nel 1991 pubblica la prima traduzione in italiano di un’antologia di saggi di Dugin; l’ex dirigente del Msi Carlo Terracciano; il neofascista milanese Maurizio Murelli, condannato a 18 anni di carcere per l’omicidio del poliziotto Antonio Marino a Milano il 12 aprile 1973, oggi a capo del sito Orion; l’esperto di geopolitica Tiberio Graziani; Armando Mannocchia, direttore di Imola Oggi, aggregatore di notizie no-vax e pro-Putin; nonché il “filosofo” sovranista Diego Fusaro. Sono Mutti e Graziani, nel 2004, a fondare Eurasia – Rivista di studi geopolitici che apre il suo primo numero con un saggio di Dugin.

I rapporti con Savoini e lo scandalo Metropol

Il ponte tra Dugin e la Lega è il giornalista Gianluca Savoini, fondatore dell’associazione Lombardia-Russia, oggi indagato per corruzione internazionale dalla procura di Milano per aver discusso con tre russi il 18 ottobre 2018, presso l’Hotel Metropol di Mosca, di un presunto finanziamento di 65 milioni di dollari alla Lega in cambio di petrolio. 

Tra i tre russi al tavolo del Metropol, stando a Buzzfeed, ci sarebbe stato anche Andrej Karashenko, stretto collaboratore di Dugin. Non solo. Nello stesso giorno, Dugin e Savoini vengono immortalati insieme davanti al Metropol.

Il tour in Italia

Usando il suo passabile italiano, Dugin viene più volte invitato nel nostro Paese come conferenziere. Nella primavera del 2019 è protagonista di un vorticoso tour che prevede ben nove tappe. Al suo fianco una vasta carrellata di esponenti degli ambienti neofascisti e complottisti italiani: l’immancabile Savoini; il “collega” Fusaro; Rainaldo Graziani, figlio del fondatore del Centro Studi Ordine Nuovo Clemente; il già citato Murelli; l’attore Edoardo Sylos Labini, già genero di Paolo Berlusconi; Andrea Scarabelli della Fondazione Julius Evola; Adolfo Durazzini e Daniele Bertello di REuropa; l’avvocato Francesco Maria Toscano, fondatore del canale complottista Visione Tv e del partito Ancora Italia che corre alle elezioni del 25 settembre nell’alleanza Italia Sovrana Popolare di Marco Rizzo e Antonio Ingroia. La ragnatela di Dugin si allunga fino al voto.