A sei mesi dall'inizio del conflitto, Kiev si prepara alla rappresaglia
dalla nostra inviata Brunella Giovara , dalla nostra inviata Brunella GiovaraSi aspetta la rappresaglia, che ci sarà, non ci sono dubbi. Tra domani, festa della Bandiera dell’Ucraina, e dopodomani, festa dell’Indipendenza dall’Unione Sovietica. E sono anche i giorni di anniversario dell’invasione russa, giusto 6 mesi fa i tank attraversavano le frontiere e si dirigevano su Kiev, pensando di chiudere la faccenda in tre giorni. Così non è stato, e la guerra si è consolidata sui due fronti est e sud, con migliaia di morti civili e di militari, in una attuale apparente impasse che spaventa, e con l’ultimo attentato di Mosca, in cui è morta la figlia del putinista Dugin. L’Ucraina nega qualunque responsabilità, ma quell’omicidio verrà sicuramente vendicato qui.
Si aspetta la rappresaglia, che ci sarà, non ci sono dubbi. Tra domani, festa della Bandiera dell’Ucraina, e dopodomani, festa dell’Indipendenza dall’Unione Sovietica. E sono anche i giorni di anniversario dell’invasione russa, giusto 6 mesi fa i tank attraversavano le frontiere e si dirigevano su Kiev, pensando di chiudere la faccenda in tre giorni. Così non è stato, e la guerra si è consolidata sui due fronti est e sud, con migliaia di morti civili e di militari, in una attuale apparente impasse che spaventa, e con l’ultimo attentato di Mosca, in cui è morta la figlia del putinista Dugin. L’Ucraina nega qualunque responsabilità, ma quell’omicidio verrà sicuramente vendicato qui.
"I fuochi d'artificio"
I russi preparano in queste ore quelli che gli ucraini definiscono ironicamente “i fuochi di artificio”. Bombardamenti speciali, per celebrare una data per loro funesta: il fallimento dell’”operazione speciale” di Putin. Non che si siano fermati, in questi giorni. Decine di missili sparati dal Mar Nero su Odessa e su Kherson, dalla Bielorussia su Zytomyr, che non è lontana da Kiev, verso ovest. E dalla Russia su Kharkiv, ancora pesantemente colpita tre notti fa, con una ventina di vittime, tra cui bambini e alcuni disabili sordomuti. Quest’ultima strage era stata prontamente commentata da Dugin con un certo disprezzo, come un intervento necessario ad accelerare l’”operazione speciale”.
La finta parata militare
In vista dell’anniversario, Kiev ha organizzato una ‘parata’ di carri armati russi, recuperati nell’area intorno alla capitale e piazzati sulla via Khreshatyk, esposti in tutta la loro inutile ruggine, come uno sfottò che vola verso est. Ma intanto molti se ne vanno dalle città, cercando rifugio in campagna per evitare i prossimi attacchi. Il presidente Zelensky ha parlato alla nazione in termini estremamente franchi: “Dobbiamo essere consapevoli che in settimana la Russia potrà tentare di fare qualcosa di particolarmente brutto e crudele”. Perché “uno degli obiettivi chiave del nemico è umiliare noi ucraini, svalutare le nostre capacità, i nostri eroi, seminare la disperazione, la paura, i conflitti”. Ha anche detto che “tutti dobbiamo essere sufficientemente forti per resistere a qualunque provocazione nemica”, e che “gli occupanti risponderanno per tutte le loro azioni”, ricordando i fatti di Bucha e Irpin, le stragi di civili, le distruzioni, lo shock di un Paese che non voleva la guerra.
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36 ore di coprifuoco
Cosa succederà, è difficile da prevedere. Perciò verrà rafforzato il coprifuoco in tutto il Paese, e soprattutto nelle città più a rischio come è Kharkiv, la seconda città per grandezza dopo la capitale, per quanto spopolata dai continui bombardamenti. Trentasei ore di coprifuoco, dunque. Dalle 19 di domani e per tutto il 24 agosto. Potranno uscire di casa solo le persone impiegate nei servizi indispensabili. Una misura estrema, già sperimentata a maggio a Odessa nei giorni dell’anniversario della strage alla Casa dei sindacati (e durò 3 giorni).
I treni locali verranno soppressi, mantenendo solo i notturni e quelli a lunga percorrenza. Ma chi oserà mai salire su un treno? Inoltre, i dipendenti governativi dovranno lavorare da remoto per una settimana, da oggi al 26 compreso. Gli uffici dei ministeri dovranno essere vuoti, e così la sede del parlamento, con l’eccezione di chi è impegnato nei preparativi per alcuni incontri internazionali. Il timore è quello di un massiccio attacco su Kiev, ma anche le aziende private si stanno organizzando per lo smart working, dove possibile, sapendo quello che tutti gli ucraini sanno: non ci sono zone più sicure di altre, in una guerra come questa tutto è fronte.