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Russia, Markov: "L'attentato contro Daria Dugina rafforzerà i duri contrari al negoziato"

(reuters)
Parla a "Repubblica" l'ex consigliere di Vladimir Putin e attuale direttore dell'Istituto di ricerche politiche di Mosca. Domenica era stato lui a far sapere che Dugin era stato ricoverato per lo shock. "Non credo nella colpevolezza di Natalia Vovk, ma se l'Estonia non la estraderà, romperemo i rapporti diplomatici"
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"L'attentato terroristico che ha ucciso Daria Dugina non farà che rafforzare le forze più oltranziste contrarie a ogni negoziato con Kiev". Serghej Markov, ex consigliere di Vladimir Putin dal 2011 al 2018, già deputato della Duma e attuale direttore dell'Istituto di ricerche politiche di Mosca, conosce bene le dinamiche interne alla élite russa, oltre a esserne un esponente. Domenica è stato proprio lui a far sapere che l'ideologo Aleksandr Dugin era stato ricoverato. "Vedere la macchina con a bordo sua figlia saltare in aria è stato uno shock", spiega al telefono da Mosca prima d'infilarsi negli studi tv di Rossija 1. "Ora sta meglio. È stato dimesso. Ha pure reso la sua testimonianza".

"L'attentato terroristico che ha ucciso Daria Dugina non farà che rafforzare le forze più oltranziste contrarie a ogni negoziato con Kiev". Serghej Markov, ex consigliere di Vladimir Putin dal 2011 al 2018, già deputato della Duma e attuale direttore dell'Istituto di ricerche politiche di Mosca, conosce bene le dinamiche interne alla élite russa, oltre a esserne un esponente. Domenica è stato proprio lui a far sapere che l'ideologo Aleksandr Dugin era stato ricoverato. "Vedere la macchina con a bordo sua figlia saltare in aria è stato uno shock", spiega al telefono da Mosca prima d'infilarsi negli studi tv di Rossija 1. "Ora sta meglio. È stato dimesso. Ha pure reso la sua testimonianza".

Si pensa che il vero obiettivo dell'autobomba fosse lui. A chi faceva comodo un Dugin morto? 

"Al presidente ucraino Volodymyr Zelensky più di tutti. Ha bisogno di vittorie. I suoi parlano da due mesi di avanzata a Kherson, ma non si è vista. Perciò ha deciso di sferrare attacchi contro la Crimea. L'attentato a Mosca è un salto di qualità perché è avvenuto a pochi chilometri dalla residenza di Putin, Medvedev, Mishustin. È un messaggio all'élite. Nessuno è più al sicuro".

Perché colpire Dugin se, a dispetto dell'etichetta di "ideologo di Putin", non è così vicino al Cremlino?

"Qui sappiamo che non lo lasciano neppure comparire nelle tv di Stato, ma all'estero credono davvero sia il filosofo personale di Putin".

Non prende proprio in considerazione la pista interna? 

"Tesi spazzatura. I governi occidentali sanno bene dal 2014 che l'Ucraina è uno Stato terroristico, ma continuano comunque ad appoggiarlo. Come fa anche il vostro premier Mario Draghi. Il culmine di tutta questa idiozia dei governi occidentali è affermare che la Russia bombardi la centrale di Zaporizhzhia che essa stessa controlla. I russi che bombardano se stessi... Un'idiozia! Quest'attentato è opera dei servizi britannici. Volevano colpire Dugin per scongiurare il riavvicinamento tra Russia e Turchia perché gode di molto credito ad Ankara".

L'Fsb però sostiene che l'autrice dell'attentato sia una donna ucraina, Natalia Vovk. Non crede neppure alla loro ricostruzione? 

"Non credo che lei c'entri. Che una donna insieme alla figlia 12enne si metta ad ammazzare la figlia di un altro sembra inverosimile, bisogna ammetterlo. La mia idea è che sia una pedina usata dai servizi occidentali e ucraini per depistare l'Fsb. C'è anche da dire che le coincidenze sono troppe: ha cambiato più volte la targa dell'auto, era al festival Tradizione, viveva nello stesso edificio di Dugina ed è fuggita in Estonia...". 

Che cosa succederà se Tallinn negherà l'estradizione?

"La Russia romperà i rapporti diplomatici e tutti sapranno che è uno sponsor del terrorismo".

L'Fsb non ne esce bene. Persino un giornalista filogovernativo come Sasha Kots si è chiesto come abbia fatto Vovk a muoversi così indisturbata in Russia se davvero già lo scorso aprile era stata schedata come una militante del Battaglione ucraino Azov... 

"Dimostra solo che in Russia i servizi non sono così totalitari come in Ucraina dove tutto è sotto controllo".

Lasciando da parte le responsabilità, quali ripercussioni avrà l'attentato in Russia? C'è il rischio che il cosiddetto "Partito della guerra" si radicalizzi? Lo stesso Dugin, nel suo primo comunicato, perora una "Vittoria". 

"Non esiste nessun "Partito della guerra" o "della pace". Nessuno in Russia vuole il conflitto con l'Ucraina. Né il popolo, né le strutture statali. Esiste semmai il "partito della salvezza" della Russia. Vogliamo solo difenderci. Ma è indubbio che, dopo questo atto terroristico, quanti credono che la Russia possa essere salvata solo per via militare avranno molte più cartucce a loro favore".

Di chi parliamo?

"I falchi sono presenti in tutti gli strati della popolazione, ma sono più diffusi tra i siloviki (gli uomini dei servizi di sicurezza, ndr)".