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Il Giappone rilancia il nucleare 11 anni dopo il disastro di Fukushima

(afp)
La decisione del premier Kishida di riavviare le centrali inattive e costruire nuovi reattor aiuterebbe Tokyo a ridurre la sua dipendenza dalle importazioni di energia
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A 11 anni dal disastro nucleare di Fukushima, il secondo più grave della storia dopo Chernobyl, il Giappone torna a puntare sull’energia nucleare. Il primo ministro, Fumio Kishida, ha annunciato che verranno riavviate alcune delle centrali nucleari inattive e verrà valutato lo sviluppo di reattori di prossima generazione. È un importante cambiamento nella politica energetica del Paese, che dopo Fukushima aveva deciso di non costruire più nuove centrali, ma anche il segno di come la guerra in Ucraina e il forte aumento dei prezzi globali dell’energia stiano portando a un ripensamento sull’energia nucleare.
 
 
Da quando l’11 marzo 2011 un terremoto di magnitudo 9,1 e poi uno tsunami con onde maggiori di 10…
A 11 anni dal disastro nucleare di Fukushima, il secondo più grave della storia dopo Chernobyl, il Giappone torna a puntare sull’energia nucleare. Il primo ministro, Fumio Kishida, ha annunciato che verranno riavviate alcune delle centrali nucleari inattive e verrà valutato lo sviluppo di reattori di prossima generazione. È un importante cambiamento nella politica energetica del Paese, che dopo Fukushima aveva deciso di non costruire più nuove centrali, ma anche il segno di come la guerra in Ucraina e il forte aumento dei prezzi globali dell’energia stiano portando a un ripensamento sull’energia nucleare.
 
 
Da quando l’11 marzo 2011 un terremoto di magnitudo 9,1 e poi uno tsunami con onde maggiori di 10 metri hanno colpito la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, provocando l’incidente nucleare, il Giappone ha tenuto inattiva la maggior parte delle sue centrali. E in quanto territorio soggetto a questo tipo di fenomeni ha deciso che non avrebbe più costruito nuovi reattori. Questo ha costretto il Paese a bruciare ulteriore carbone, gas naturale e olio combustibile per soddisfare il proprio fabbisogno energetico, anche se si è impegnato a raggiungere zero emissioni nette di carbonio entro il 2050.
 
La decisione di riavviare le centrali nucleari inattive e costruire nuovi reattori, quindi, aiuterebbe il Giappone a ridurre la sua dipendenza dalle importazioni di energia, che per il gas naturale liquefatto dipendono al 9% dalla Russia. “L'invasione russa dell'Ucraina ha trasformato in profondità lo scenario energetico mondiale”, ha detto Kishida e questo ha spinto il governo a dover fare i conti con possibili crisi future.
 
 
Il primo ministro giapponese ha quindi incaricato i funzionari del suo governo di elaborare misure concrete entro la fine dell'anno, incluso un piano per “guadagnare la comprensione del pubblico” sull’energia sostenibile e sul nucleare. Osteggiata dall’opinione pubblica dopo il disastro di Fukushima.
 
Già a luglio, Kishida aveva annunciato un piano per aumentare il numero di reattori nucleari attivi fino a nove per soddisfare la domanda di energia per il prossimo inverno. Il piano ora prevede l’utilizzo a medio termine di 10 reattori in totale, un numero che dovrebbe salire a 17 entro la prossima estate.
 
Il Giappone, scrive il quotidiano Nikkei Asia, ha 33 reattori e le compagnie elettriche hanno chiesto all’Autorità di regolamentazione nucleare (Nra) di approvare la riattivazione di 25. Diciassette hanno superato la revisione per la sicurezza dell’Nra, tra questi ci sono i 10 reattori che sono stati riattivati. Anche se, nonostante il consenso delle autorità locali, solo sei restano in funzione. I lunghi tempi di approvazione e riattivazione stanno spingendo il governo a studiare un modo per estendere il periodo di funzionamento delle centrali. La legge attuale prevede una vita operativa da 40 a 60, dopodiché i reattori vengono dismessi.
 

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Ma il vero obiettivo nel piano del governo per il 2030 sarà quello di studiare e valutare la costruzione di nuovi impianti di prossima generazione. Il Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria ha già redatto una bozza, in particolare su reattori ad acqua leggera. Mentre Kishida ha assicurato che il governo studierà tutte le misure necessarie per aiutare le aziende elettriche a capire le nuove prospettive di produzione di energia nucleare e per risolvere problemi in sospeso, come lo smaltimento delle scorie nucleari ad alto livello.