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Messico, cucciolo di orso nero torturato e ucciso. "Un crimine contro la biodiversità"

Il violento episodio è stato filmato dagli abitanti di Castaños, nello Stato di Coahuila, ed è diventato virale sui social, scatenando indignazione e rabbia tra gli utenti
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A Castaños, città dello Stato messicano settentrionale di Coahuila, alcuni cittadini hanno torturato a morte un cucciolo di orso nero. La sua unica colpa, denunciano residenti e attivisti, è stata quella di essersi avvicinato troppo alla comunità in cerca di cibo e acqua. L’esemplare in via d’estinzione e “simbolo vivente della conservazione in Coahuila” - come lo ha definito il governatore dello Stato, Miguel Riquelme -, è stato maltrattato e ucciso, mentre tutti erano fermi a guardare. “Un crimine contro la biodiversità”, per cui la Procuraduría Federal de Protección al Ambiente (Profepa), autorità di protezione della fauna selvatica, ha chiesto che vengano puniti i responsabili.
 
Il violento episodio è stato filmato dagli abitanti del posto ed è diventato virale sui social network, scatenando indignazione e rabbia tra gli utenti. Nelle immagini si vedono diverse …
A Castaños, città dello Stato messicano settentrionale di Coahuila, alcuni cittadini hanno torturato a morte un cucciolo di orso nero. La sua unica colpa, denunciano residenti e attivisti, è stata quella di essersi avvicinato troppo alla comunità in cerca di cibo e acqua. L’esemplare in via d’estinzione e “simbolo vivente della conservazione in Coahuila” - come lo ha definito il governatore dello Stato, Miguel Riquelme -, è stato maltrattato e ucciso, mentre tutti erano fermi a guardare. “Un crimine contro la biodiversità”, per cui la Procuraduría Federal de Protección al Ambiente (Profepa), autorità di protezione della fauna selvatica, ha chiesto che vengano puniti i responsabili.
 
Il violento episodio è stato filmato dagli abitanti del posto ed è diventato virale sui social network, scatenando indignazione e rabbia tra gli utenti. Nelle immagini si vedono diverse persone che legano e picchiano l’orso di appena quattro mesi. Il cucciolo è legato a terra dalle zampe, mentre alcuni abitanti del villaggio guardano da lontano l’esemplare che viene tirato dalle corde fino al soffocamento. Media locali e utenti dei social network hanno chiesto provvedimenti contro membri della polizia municipale che, come altri residenti, appaiono divertiti in fotografie e video.
 
“La disumanità di legare, picchiare e guardare un cucciolo di orso che viene ucciso è di persone che non provano dolore per la brutalità. Questo è il cancro sociale”, ha commentato su Twitter Saskia Niño de Rivera, presidentessa dell’organizzazione no-profit Reinserta che cerca di rompere i circoli di violenza del Paese lavorando sul sistema carcerario. Tutto questo, continua l’attivista, dimostra come la normalizzazione della violenza sia un male che deve essere attaccato attraverso azioni preventive.
 
La Procura generale dello Stato ha avviato un’indagine sulla morte dell’esemplare in pericolo di estinzione e sui maltrattamenti a cui è stato sottoposto. Mentre la Profepa ha fatto sapere che sta lavorando per riconoscere le persone nel video e fornire alle autorità gli elementi necessari per determinare i comportamenti che possono costituire un reato. “I responsabili potrebbero essere puniti con la reclusione e una multa”, ha avvisato l’autorità di protezione della fauna selvatica sul suo profilo Twitter. La pena prevista per crimini contro una specie in via d’estinzione, si legge sul sito di Profepa, può andare da un minimo di un anno di reclusione a un massimo di nove.
 
In Messico, l’orso nero vive in alcuni Stati settentrionali come Nuevo León, Chihuahua, Sonora e Coahuila. È considerato una specie in via d’estinzione a causa della frammentazione del suo habitat, la distruzione e trasformazione degli ambienti naturali causate dalle attività umane, e della caccia illegale. La conservazione di questi esemplari è fondamentale per la biodiversità. Eppure anche se la loro uccisione e cattura, così come la distruzione di habitat naturali e l’inquinamento, sono riconosciuti da tutte le legislazioni nazionali e internazionali come reati – spiega il Wwf nella sezione del suo sito dedicata ai crimini contro la natura -, queste azioni continuano ad essere al primo posto tra le minacce al nostro Pianeta.