Strage di Uvalde, licenziato il capo della polizia: "Risposta tardiva e inadeguata all'emergenza"
Il consiglio del distretto scolastico della città texana ha preso la decisione, con un voto unanime, contro l’agente criticato per la lentezza con cui ha reagito al killer
Pete Arredondo, il capo della polizia del distretto scolastico di Uvalde che ha guidato le operazioni durante la strage in cui lo scorso 24 maggio sono stati uccisi 19 bambini e due insegnanti, è stato licenziato oggi. A tre mesi dai tragici eventi che hanno colpito la cittadina texana, negli Stati Uniti, il consiglio del distretto scolastico della città ha preso la decisione, con un voto unanime, contro l’agente criticato da molti per la lentezza con cui ha reagito al killer.
Secondo le indagini, Arredondo è stato uno dei principali responsabili della risposta tardiva, caotica e inadeguata dei numerosi agenti accorsi sul posto. Per questi motivi è stato temporan…
Pete Arredondo, il capo della polizia del distretto scolastico di Uvalde che ha guidato le operazioni durante la strage in cui lo scorso 24 maggio sono stati uccisi 19 bambini e due insegnanti, è stato licenziato oggi. A tre mesi dai tragici eventi che hanno colpito la cittadina texana, negli Stati Uniti, il consiglio del distretto scolastico della città ha preso la decisione, con un voto unanime, contro l’agente criticato da molti per la lentezza con cui ha reagito al killer.
Secondo le indagini, Arredondo è stato uno dei principali responsabili della risposta tardiva, caotica e inadeguata dei numerosi agenti accorsi sul posto. Per questi motivi è stato temporaneamente sospeso dai propri incarichi nella polizia con un congedo amministrativo non retribuito. Mentre a inizio luglio ha deciso di dimettersi dal consiglio comunale di Uvalde per cui aveva prestato giuramento il 31 maggio, a una settimana dalla strage.
Nonostante le richieste di tornare pienamente alle sue funzioni e di chiudere il procedimento “infondato” contro di lui, il consiglio del distretto scolastico della città ha risposto alla richiesta dei genitori dei bambini uccisi e feriti durante il massacro di licenziare Arredondo.
L’uomo ha deciso di non partecipare al “linciaggio pubblico, illegale e incostituzionale”, ha detto il suo avvocato in un documento pubblicato poche ore prima dell'incontro. Ma ha rilasciato una dichiarazione lunga diciassette pagine in cui afferma che “ha fatto la cosa giusta”. “Ogni accusa di mancanza di leadership - continua il documento - è interamente fuori luogo. L’idea che un poliziotto avrebbe dovuto correre verso la porta, ritenuta bloccata, per aprirla senza una protezione in grado di fermare proiettili sparati con un Ar-15 è equivalente al suicidio”.
Secondo il Texas Department of Public Safety, il dipartimento di pubblica sicurezza del Texas, Arredondo è responsabile degli errori della polizia in quanto incaricato della risposta delle forze dell'ordine alla sparatoria. E sono state le sue decisioni a ritardare l'intervento. L’agente, infatti, si era opposto a qualsiasi tipo di irruzione per non mettere a rischio la vita dei suoi colleghi. Una decisione risultata fatale perché ha dato tutto il tempo necessario a Salvador Ramos per sparare su alunni e insegnanti, prima di essere ucciso da una squadra speciale arrivata dal servizio di pattugliamento al confine degli Stati Uniti.
Quasi 400 agenti di vari dipartimenti sono intervenuti alla Robb Elementary School quel giorno, ma tra l'arrivo dei primi poliziotti e la morte dell'assassino sono trascorsi 73 minuti. Un ritardo “inaccettabile” secondo il rapporto della commissione d'inchiesta del Parlamento del Texas diffuso a luglio. Pete Arredondo “non è stato all'altezza delle sue responsabilità di comandante” e ha commesso errori di analisi perché non disponeva di tutte le informazioni, ha dichiarato la commissione.