✕

L'ex ambasciatrice britannica in Myanmar arrestata con il marito

(ansa)
Vicky Bowman è accusata dal regime di avere violato le norme relative al suo visto, lasciando la residenza abituale a Rangoon, l'ex-capitale, per soggiornare in un'altra città. Il marito, Htein Lin, un artista e dissidente birmano già imprigionato in passato per le sue idee, è accusato di averla aiutata
1 minuti di lettura

LONDRA - L'ex-ambasciatrice britannica in Myanmar è stata arrestata insieme al marito, un ex-prigioniero politico birmano, dalla giunta militare che ha preso il potere l'anno scorso rovesciando il governo democraticamente eletto della premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi.

Vicky Bowman, che è stata ambasciatrice del Regno Unito in Myanmar dal 2002 al 2006, è accusata dal regime di avere violato le norme relative al suo visto, lasciando la residenza abituale a Rangoon, l'ex-capitale, per soggiornare in un'altra città.

Il marito, Htein Lin, un artista e dissidente birmano già imprigionato in passato per le sue idee, è accusato di averla aiutata a trasferirsi a un altro indirizzo senza avere notificato le autorità e senza avere ot…

LONDRA - L'ex-ambasciatrice britannica in Myanmar è stata arrestata insieme al marito, un ex-prigioniero politico birmano, dalla giunta militare che ha preso il potere l'anno scorso rovesciando il governo democraticamente eletto della premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi.

Vicky Bowman, che è stata ambasciatrice del Regno Unito in Myanmar dal 2002 al 2006, è accusata dal regime di avere violato le norme relative al suo visto, lasciando la residenza abituale a Rangoon, l'ex-capitale, per soggiornare in un'altra città.

Il marito, Htein Lin, un artista e dissidente birmano già imprigionato in passato per le sue idee, è accusato di averla aiutata a trasferirsi a un altro indirizzo senza avere notificato le autorità e senza avere ottenuto un permesso come stabilito dalla legge. La coppia è stata rinchiusa immediatamente in carcere: se condannata, rischia fino a tre anni di prigione. Il processo è previsto per il 6 settembre.

Le sanzioni del Regno Unito contro il Myanmar

Al termine della sua carriera diplomatica, l'ex-ambasciatrice è rimasta in Myanmar, dove dirige a Rangoon (chiamata anche Yangon) il Centre for Responsible Business. L'ambasciata britannica ha reso noto che Londra le sta offrendo assistenza consolare. Forse non per coincidenza, nota la Bbc, l'arresto è arrivato proprio mentre il Regno Unito ha annunciato nuove sanzioni contro il governo del Myanmar, nel quinto anniversario della repressione contro la minoranza islamica dei Rohingya.

Nel corso della campagna contro questa popolazione hanno perso la vita più di 6 mila persone e centinaia di migliaia sono diventate profughi, costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Le sanzioni di Londra sono mirate contro aziende e individui legati al regime militare ora al potere. Il governo britannico prenderà parte al procedimento avviato presso la Corte Internazionale dell'Aia, in cui i giudici dell'Onu dovranno stabilire se Myanmar ha violato la convenzione di Ginevra contro il genocidio nel suo trattamento dei Rohingya.