Arizona, abbandonati nel deserto dai contrabbandieri: due bambini salvi per miracolo
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Lasciati nel deserto a morire. Un bambino di quattro mesi era steso a faccia in giù, dopo aver perso conoscenza. L’altro, di diciotto, stava piangendo disperato. Due piccoli clandestini a loro insaputa. Erano stati abbandonati dai contrabbandieri di vite umane all’arrivo della polizia. Sono stati trovati così, vicino a un cespuglio secco, da una guardia americana di pattuglia al confine nel deserto di Sonora, in Arizona, una piana schiacciata dal sole fatta di arbusti e cactus a pochi chilometri dal Messico, vicino a Cerro Prieto, El Papalote, Sonoyta. I due piccoli sono stati portati d’urgenza in ospedale, appena in tempo: il bimbo di quattro mesi ha ripreso conoscenza e sta bene, anche il secondo è fuori pericolo. Dei loro genitori non si sa niente.
NEW YORK - Lasciati nel deserto a morire. Un bambino di quattro mesi era steso a faccia in giù, dopo aver perso conoscenza. L’altro, di diciotto, stava piangendo disperato. Due piccoli clandestini a loro insaputa. Erano stati abbandonati dai contrabbandieri di vite umane all’arrivo della polizia. Sono stati trovati così, vicino a un cespuglio secco, da una guardia americana di pattuglia al confine nel deserto di Sonora, in Arizona, una piana schiacciata dal sole fatta di arbusti e cactus a pochi chilometri dal Messico, vicino a Cerro Prieto, El Papalote, Sonoyta. I due piccoli sono stati portati d’urgenza in ospedale, appena in tempo: il bimbo di quattro mesi ha ripreso conoscenza e sta bene, anche il secondo è fuori pericolo. Dei loro genitori non si sa niente.
“Questa è crudeltà - ha commentato su Twitter il capo pattuglia, John Madlin - è una cosa che ti prende lo stomaco. La mancanza di cuore dei contrabbandieri non va sottovalutata”. A mettere gli agenti sulle tracce dei due bambini sono stati i clandestini arrestati vicino al confine: alcuni migranti hanno detto alle guardie che i contrabbandieri avevano abbandonato nel deserto due piccoli di pochi mesi, condannandoli alla morte. Non sarebbero stati i primi. Centinaia di migranti, tra cui molti bambini, sono morti al confine Sud tra Stati Uniti e Messico negli ultimi anni. Secondo l’amministrazione americana, nel solo 2021 sono stati 557 i clandestini, di tutte le età, morti durante il viaggio della speranza, con un aumento del 50 per cento rispetto al 2020.
Ma dentro il dramma della migrazione clandestina c’è quello dei bambini, abbandonati come vecchie scarpe, come nel caso dei due piccoli trovati nel deserto, o spesso lasciati da soli a raggiungere i familiari che già si trovano negli Stati Uniti. I parenti scrivono i numeri di telefono dei genitori sulle braccia dei piccoli, oppure cuciono sui loro pantaloni foglietti con indirizzi e nomi. Da pochi mesi a diciassette anni, sono migliaia ogni anno i minorenni che popolano il flusso di clandestini. Vengono da Guatemala, El Salvador, Honduras, dalle zone più povere del Messico. Soltanto nel 2018 erano cinquantamila i minorenni ospitati nelle strutture federali al confine sud degli Stati Uniti, un numero cresciuto inegli ultimi vent’anni: 40 mila nel 2017, 22 mila nel 2014, 8 mila nel 2010, meno di cinquemila nel 2003.
L’episodio dei due piccoli trovati nel deserto rappresenta un segnale ancora più inquietante, perché conferma la disumanizzazione di chi guadagna sul contrabbando di essere umani: i contrabbandieri avrebbero potuto lasciare i piccoli ai migranti in fuga, invece li hanno abbandonati sulla sabbia e sono scappati. A San Diego, California, un’installazione pop è nata per far conoscere ai visitatori la storia di chi è morto cercando una speranza negli Stati Uniti. Su una enorme mappa appaiono tanti piccoli fogliettini, ognuno a indicare una vittima della migrazione: alcuni hanno un nome, altri no. Dicono che è un esperimento per ricordare che dietro i numeri ci sono persone. I nomi dei due piccoli non finiranno su quella mappa. Ma altri, dopo di loro, non avranno probabilmente la stessa fortuna.