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(ansa)

Inondazioni in Pakistan e siccità in Cina: è l'estate infernale dell'Asia

Islamabad chiede aiuto al mondo: più di mille morti da giugno, un milione di case danneggiate o distrutte dalla furia dei fiumi in piena. E la Cina fa i conti con l'estate più torrida, con temperature fino a 44 gradi: la siccità ha prosciugato il Fiume Azzurro, fatto chiudere le fabbriche e razionato l’elettricità
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Le piogge monsoniche più forti degli ultimi trent’anni che stanno mettendo in ginocchio il Pakistan. La siccità e l’estate più calda dei cinesi dal 1961 che hanno prosciugato il Fiume Azzurro, fatto chiudere le fabbriche e razionato l’elettricità, facendo ripiombare il Dragone nell’incubo blackout. Picchi oltre i 50 gradi in India, i laghi cambogiani sempre più aridi, le risaie vietnamite sempre più scarne. Tutto il continente soffoca, annega e rimane al buio, vittima del cambiamento climatico che qui sta mostrando i suoi effetti più devastanti. È l’estate infernale dell’Asia.

Un gruppo di sfollati arriva in trattore in un campo di accoglienza a Sukkur, nella provincia pachistana di Sindh (afp)

A supplicare aiuto al mondo in questi giorni è il Pakistan, sott’acqua. “In …

Le piogge monsoniche più forti degli ultimi trent’anni che stanno mettendo in ginocchio il Pakistan. La siccità e l’estate più calda dei cinesi dal 1961 che hanno prosciugato il Fiume Azzurro, fatto chiudere le fabbriche e razionato l’elettricità, facendo ripiombare il Dragone nell’incubo blackout. Picchi oltre i 50 gradi in India, i laghi cambogiani sempre più aridi, le risaie vietnamite sempre più scarne. Tutto il continente soffoca, annega e rimane al buio, vittima del cambiamento climatico che qui sta mostrando i suoi effetti più devastanti. È l’estate infernale dell’Asia.

Un gruppo di sfollati arriva in trattore in un campo di accoglienza a Sukkur, nella provincia pachistana di Sindh (afp)

A supplicare aiuto al mondo in questi giorni è il Pakistan, sott’acqua. “In alcune zone del Paese sembra ormai sia cresciuto un piccolo oceano”, dice il premier Shehbaz Sharif. Le piogge minacciano di sommergere fino a un terzo del Paese entro la fine della stagione dei monsoni. “Disastro umanitario di proporzioni epiche”, dice il governo, “una catastrofe climatica”. Che accusa: “Stiamo subendo le conseguenze di pratiche ambientali irresponsabili compiute in altri parti del mondo”.

Le strade del distretto di Nowshera, nella provincia pachistana di Khyber Pakhtunkhwa, sommerse dall'acqua (ansa)

Strade, ponti e case spazzate via dalla furia dei fiumi in piena. La conta dei morti, da giugno, è arrivata già a 1.061, tra cui 348 bambini. Quasi un milione le case danneggiate o distrutte. Ottantamila ettari di coltivazioni devastate. Mezzo milione di persone vivono ora in tende di fortuna; 3.400 i chilometri di strade e 157 i ponti spazzati via. “È il monsone più mostruoso del decennio”, dice la ministra del clima. Molte comunità nelle regioni montuose del nord rimangono ancora isolate. A Swat, i volontari portano in salvo i bambini usando i telai dei letti e caricandoli su carrucole messe su alla buona. Nel Paese, già alle prese con una devastante crisi economica, iniziano ad arrivare i primi aiuti umanitari, soprattutto da Turchia e Emirati Arabi Uniti. Oggi il Fondo Monetario Internazionale si riunirà a Washington per approvare la ripresa di un programma di prestiti da 6 miliardi di dollari, ma è già chiaro che il Pakistan avrà bisogno di altro per ricostruire un Paese ormai devastato.

Abitanti di Sohbatpur, in Pakistan, tentano di mettere in salvo le poche cose sottratte alla furia delle acque (reuters)

Fiumi a secco ed elettricità che non c’è stanno colpendo invece la Cina che da 70 giorni fa i conti con la sua estate più torrida: in alcune zone il termometro è arrivato a segnare 44 gradi. Bruciano le foreste attorno alla megalopoli di Chongqing. Il Fiume Azzurro, che porta acqua a 400 milioni di cinesi, in molti punti è ormai ridotto ad un’arida distesa. Si raziona l’elettricità: perfino i palazzi sull’iconico Bund di Shanghai abbassano le luci. L’epicentro della crisi è il Sichuan, che per l’80% produce energia proprio dall’acqua: il 30% di tutta l’energia idroelettrica della Cina arriva da qui. Per giorni le fabbriche sono rimaste chiuse, anche se la situazione sta lentamente tornando alla normalità. Dopo la siccità, però, arriva l’allarme inondazioni.

Una famiglia davanti alla casa distrutta dalle inondazioni a Sohbatpur, in Pakistan (reuters)

La parte sud-occidentale della Cina, che questo mese ha sofferto temperature roventi, è ora in allarme per le piogge torrenziali che andranno avanti almeno fino a domani. Colpite Chongqing e le aree limitrofe della provincia del Sichuan: quelle che più hanno sofferto la siccità in queste ultime settimane. Più di 100mila persone sono state evacuate oggi in tutta la provincia. “Le ondate di calore hanno provocato l’inaridimento e la spaccatura del suolo, aumentando il rischio di catastrofi naturali in caso di piogge”, scrivono i giornali cinesi. È l’estate infernale dell’Asia.

Le conseguenze della siccità sulle rive del fiume Gan, nella provincia cinese del Jiangxi (reuters)