Francia, caccia ai "furbetti delle piscine": il governo ricorre all'intelligenza artificiale
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Durante la pandemia tanti francesi rimasti nelle loro case di villeggiatura avevano deciso di farsi costruire una piscina per rendere più piacevole il lockdown. I costruttori avevano segnalato il picco di vendite tra il 30 e il 60 per cento, con conseguenti liste d'attesa. Un fenomeno che non è passato inosservato agli ispettori del fisco. Per legge le piscine private devono essere dichiarate perché aumentano il valore catastale delle abitazioni ma - si scopre adesso - tanti proprietari hanno omesso di fare regolare dichiarazione. La caccia ai “furbetti delle piscine” è stata lasciata dalla Direzione generale delle finanze pubbliche con un innovativo e sofisticato sistema di investigazione che mischia immagini satellitari, big data e intelligenza artificiale.
Una prima assoluta con un risultato clamoroso: in pochi mesi l'erario francese ha recuperato oltre 10 milioni di euro di mancato gettito legato alla regolarizzazione di qu…
PARIGI - Durante la pandemia tanti francesi rimasti nelle loro case di villeggiatura avevano deciso di farsi costruire una piscina per rendere più piacevole il lockdown. I costruttori avevano segnalato il picco di vendite tra il 30 e il 60 per cento, con conseguenti liste d'attesa. Un fenomeno che non è passato inosservato agli ispettori del fisco. Per legge le piscine private devono essere dichiarate perché aumentano il valore catastale delle abitazioni ma - si scopre adesso - tanti proprietari hanno omesso di fare regolare dichiarazione. La caccia ai “furbetti delle piscine” è stata lasciata dalla Direzione generale delle finanze pubbliche con un innovativo e sofisticato sistema di investigazione che mischia immagini satellitari, big data e intelligenza artificiale.
Una prima assoluta con un risultato clamoroso: in pochi mesi l'erario francese ha recuperato oltre 10 milioni di euro di mancato gettito legato alla regolarizzazione di quasi 20mila piscine abusive. E non è finita. Il sistema battezzato “Foncier innovant”, sviluppato dalla società di consulenza Capgemini in collaborazione con Google, è stato finora sperimentato in nove dipartimenti, l'equivalente delle nostre province, ma il successo dal punto di vista delle casse dello Stato è tale che ora sarà esteso a tutta la Francia con un gettito previsto per il 2023 stimato ad altri 40 milioni di euro. Il grande occhio che dall'alto vede e analizza le distese di proprietà è di fatto un software che elabora le immagini satellitari scattate dall'Istituto nazionale per l'informazione geografica e forestale, incrociandole con i dati negli archivi del catasto e con il cloud di Google grazie all'intelligenza artificiale. Il coinvolgimento del gigante americano ha fatto storcere il naso ad alcuni sindacati della pubblica amministrazione ma intanto per il fisco francese vede già nuove, possibili applicazioni del software.
La direzione del ministero dell'Economia ha annunciato di voler usare il software per rintracciare altri beni immobili non dichiarati. “Pensiamo in particolare agli ampliamenti delle case, tra cui le verande" spiega Antoine Magnant, vice direttore generale della Direzione generale delle finanze pubbliche. “Ma dobbiamo prima accertarci che il software sia in grado di trovare gli edifici con importanti volumi e non la casetta del cane o la capanna dei bambini” prosegue Magnant che risponde indirettamente a critiche di contribuenti che si sono visti accusare di abusi inesistenti. Qualche vista succede anche nei cervelloni elettronici. Alcuni ispettori del fisco che ha usato il nuovo software hanno verificato diversi errori nei presunti abusi edilizi. E una parte dei sindacati del ministero non vedono positivamente l'uso intensivo di una sorveglianza elettronica che rischia di provocare tagli di personale. “Secondo i nostri riscontri c'è stato un tasso di errore del 30 per cento tra ciò che il software ha rilevato e ciò che è stato verificato dagli ispettori" assicura Philippe Laget della Cgt, la principale confederazione d’Oltralpe.
Con quasi tre milioni di piscine private, la Francia si è conquistata un posto al sole. E' il paese europeo con più vasche nelle quali tuffarsi e il secondo al mondo dopo gli Stati Uniti. La tendenza era già in corso ma la pandemia e le estati sempre più calde hanno provocato un'accelerazione alle nuove costruzioni. E per alcuni proprietari si è trasformato anche in un business. Sempre la Francia è diventata la patria di nuove applicazioni come Swimmy, “l'Airbnb delle piscine” disponibile anche in Italia, la piattaforma che permette di noleggiare qualche ora di bagno ad altri privati.