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Russia, la Ue decide nuove restrizioni per i visti. Ma a causa delle divisioni interne il bando totale non passa

L'Alto Rappresentante per gli Affari europei Josep Borrell durante la conferenza stampa successiva alla riunione dei ministri degli Esteri a Praga (ansa)
Sono un milione i russi che hanno chiesto di entrare in Europa dall'inizio della guerra, e i flussi sono aumentati soprattutto da metà luglio. Borrell: "C'era un problema di sicurezza. Inoltre abbiamo visto molti russi viaggiare per divertimento e fare shopping come se non ci fosse una guerra in Ucraina". L'Est Europa e gli scandinavi spingevano per il blocco totale, Germania, Francia, Italia e altri Paesi erano contrari
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BERLINO - Meno vacanze alle Baleari, shopping a Parigi o visite alla Cappella Sistina: finché in Ucraina infuria la guerra di Putin, per i russi diventerà più difficile viaggiare in Europa. I ministri degli Esteri della Ue, convenuti per una riunione informale a Praga, hanno concordato che i permessi facilitati grazie a un accordo con Mosca del 2007 saranno "totalmente sospesi", come reso noto Josep Borrell. Alla fine dell’incontro, l’Alto rappresentante della Ue ha spiegato che ottenere un permesso di viaggio in Europa sarà "più difficile" e che ci vorrà "più tempo". Quanto ai passaporti russi emessi nei territori occupati in Ucraina, Borrell ha annunciato che non saranno riconosciuti dalla Ue. E per i dodici milioni di visti già concessi a cittadini russi, dovrà essere la Commissione Ue a formulare delle linee guida. Infine, le nuove restrizioni non varranno per i dissidenti, i r…

BERLINO - Meno vacanze alle Baleari, shopping a Parigi o visite alla Cappella Sistina: finché in Ucraina infuria la guerra di Putin, per i russi diventerà più difficile viaggiare in Europa. I ministri degli Esteri della Ue, convenuti per una riunione informale a Praga, hanno concordato che i permessi facilitati grazie a un accordo con Mosca del 2007 saranno "totalmente sospesi", come reso noto Josep Borrell. Alla fine dell’incontro, l’Alto rappresentante della Ue ha spiegato che ottenere un permesso di viaggio in Europa sarà "più difficile" e che ci vorrà "più tempo". Quanto ai passaporti russi emessi nei territori occupati in Ucraina, Borrell ha annunciato che non saranno riconosciuti dalla Ue. E per i dodici milioni di visti già concessi a cittadini russi, dovrà essere la Commissione Ue a formulare delle linee guida. Infine, le nuove restrizioni non varranno per i dissidenti, i richiedenti asilo, gli studenti e i giornalisti.

Alcuni Paesi del Nord- ed Est Europa come la Polonia, i Baltici o la Danimarca avevano preteso un bando totale e non sono riusciti a imporsi. Ma hanno fatto sapere che manterranno comunque il divieto parziale o totale per la popolazione russa di entrare nei loro Paesi. Altri, come la Germania, la Francia, l'Italia, il Belgio e l'Ungheria si sono opposti al bando per non scaricare sulla popolazione russa le colpe del Cremlino.

Borrell ha rivelato che a partire da metà luglio le richieste di visti dalla Russia sono aumentati molto e che "per i Paesi confinanti è diventato un problema di sicurezza. Inoltre - ha aggiunto - abbiamo molti russi viaggiare per divertimento e fare shopping come se non ci fosse una guerra che devasta l'Ucraina". La misura, accolta a maggioranza, "ridurrà considerevolmente il numero dei visti che saranno emessi dalla Ue".

I Paesi confinanti con la Russia potranno decidere autonomamente eventuali restrizioni agli ingressi, fermo restando le regole di libera circolazione determinate da Schengen. Dall’inizio dell’invasione in Ucraina la Ue ha concesso circa un milione di visti a cittadini russi. Ma alla fine di febbraio Bruxelles aveva già sospeso i visti "facili" per imprenditori e altre categorie di viaggiatori.