Gorbaciov, parla il suo portavoce Poljakov: "Il rapporto con il Cremlino era inesistente"
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - Vladimir Poljakov è uno degli uomini che negli ultimi anni è stato più vicino a Mikhail Gorbaciov, l'ultimo leader sovietico morto martedì a 91 anni dopo una "prolungata e grave malattia". Da trent'anni suo portavoce, Poljakov era anche il segretario stampa della sua Fondazione.
Ieri è toccato a lui annunciare che la camera ardente verrà allestita sabato presso la Sala delle Colonne nella Casa dei Sindacati dove un tempo vennero esposte le salme di altri leader sovietici, da Vladimir Lenin a Josif Stalin. Risponde di corsa al telefono alle domande di Repubblica, la voce rotta dal lutto.
Quando è stata l'ultima volta che aveva visto Gorbaciov o che ci aveva parlato?
"Non ci vedevamo da molto tempo perché era ricoverato in ospedale da mesi. Ma ci sentivamo spesso al telefono, l'ultima volta un paio di settimane fa".
MOSCA - Vladimir Poljakov è uno degli uomini che negli ultimi anni è stato più vicino a Mikhail Gorbaciov, l'ultimo leader sovietico morto martedì a 91 anni dopo una "prolungata e grave malattia". Da trent'anni suo portavoce, Poljakov era anche il segretario stampa della sua Fondazione.
Ieri è toccato a lui annunciare che la camera ardente verrà allestita sabato presso la Sala delle Colonne nella Casa dei Sindacati dove un tempo vennero esposte le salme di altri leader sovietici, da Vladimir Lenin a Josif Stalin. Risponde di corsa al telefono alle domande di Repubblica, la voce rotta dal lutto.
Quando è stata l'ultima volta che aveva visto Gorbaciov o che ci aveva parlato?
"Non ci vedevamo da molto tempo perché era ricoverato in ospedale da mesi. Ma ci sentivamo spesso al telefono, l'ultima volta un paio di settimane fa".
Che cosa vi eravate detti?
"Abbiamo discusso dei nostri soliti affari, quelli della Fondazione. Mikhail Sergeevic era sempre molto attento, seguiva tutto, anche se nelle ultime settimane parlava oramai a stento".
Si era reso conto che la fine fosse vicina?
"Naturalmente, anche se per ovvi motivi non ne abbiamo mai parlato esplicitamente. Essere malato alla sua età, 91 anni, non promette niente di buono".
Commentava mai "l'operazione militare speciale" in Ucraina?
"Tralascerei questo tema".
Come vede la coincidenza che Gorbaciov sia morto proprio nel mezzo dell'offensiva in Ucraina e del rischio di una catastrofe a Zaporizhzhia?
"È evidente che per l’uomo che ha dedicato tutta la sua vita politica a promuovere la pace, il disarmo, la sicurezza nucleare, tutte queste notizie fossero difficili da digerire".
Il presidente russo Vladimir Putin si è limitato a un sobrio telegramma di cordoglio alla famiglia. Com'era il rapporto tra Gorbaciov e il Cremlino?
"Non esisteva alcunn rapporto. Gorbaciov non era in contatto con nessuno già da tanti anni. La sua ultima volta al Cremlino fu nel marzo del 2011 quando l’allora presidente Dmitrij Medvedev gli conferì l'ordine di Sant’Andrea Apostolo in occasione del suo ottantesimo compleanno. Da allora più nulla".
Qual è il suo più bel ricordo di Gorbaciov?
"È impossibile individuare qualcosa in particolare. Tutti i miei trent’anni di lavoro con lui sono stati speciali".