Putin alle manovre militari con la Cina: “Se minacciati risponderemo insieme"
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMosca - Eccolo qui il "mondo multipolare" di cui parla il presidente russo Vladimir Putin. In prima fila c'è la Cina in una esibizione del crescente riavvicinamento tra Mosca e Pechino proprio mentre entrambe sono ai ferri corti con Washington. Ma ci sono anche India, Laos, Mongolia, Siria, Nicaragua, Algeria, oltre a diverse ex Repubbliche sovietiche tra cui la Bielorussia. Le quadriennnali esercitazioni militari russe Vostok ("Oriente"), iniziate giovedì nell'Estremo Oriente Russo, quest'anno cadono nel bel mezzo dell'offensiva militare in Ucraina e delle crescenti tensioni con i Paesi occidentali, Stati Uniti in testa. E la scelta dei partner è un ennesimo messaggio. Quanto conti lo dimostra anche il fatto che, martedì prossimo, Putin stesso visiterà le truppe impegnate nelle esercitazioni.
Mosca - Eccolo qui il "mondo multipolare" di cui parla il presidente russo Vladimir Putin. In prima fila c'è la Cina in una esibizione del crescente riavvicinamento tra Mosca e Pechino proprio mentre entrambe sono ai ferri corti con Washington. Ma ci sono anche India, Laos, Mongolia, Siria, Nicaragua, Algeria, oltre a diverse ex Repubbliche sovietiche tra cui la Bielorussia. Le quadriennnali esercitazioni militari russe Vostok ("Oriente"), iniziate giovedì nell'Estremo Oriente Russo, quest'anno cadono nel bel mezzo dell'offensiva militare in Ucraina e delle crescenti tensioni con i Paesi occidentali, Stati Uniti in testa. E la scelta dei partner è un ennesimo messaggio. Quanto conti lo dimostra anche il fatto che, martedì prossimo, Putin stesso visiterà le truppe impegnate nelle esercitazioni.
Le manovre hanno anche lo scopo di dimostrare che Mosca ha forze militari sufficienti a condurre esercitazioni di massa sebbene le sue truppe siano impegnate in Ucraina. Se però si va a guardare i numeri, è evidente quanto sforzo militare stia costando alla Russia l'offensiva contro Kiev. In campo in sette poligoni di tiro, nella Siberia orientale, nell'Estremo Oriente russo e nel Mar del Giappone, stando alla Difesa Russa, ci sono oltre 50mila militari, più di 5mila armi, tra cui 140 aerei e 60 navi da guerra. Una frazione rispetto ai 300mila uomini, mille caccia e 36mila mezzi dispiegati nelle precedenti esercitazioni condotte nel 2018.
Da qui al 7 settembre, sotto la supervisione del capo di stato maggiore, il generale Valerij Gerasimov, verranno effettuate manovre di aerei da combattimento, mosse di unità antiaeree e simulazioni di sminamento nel Mar del Giappone. Quel che conta però è la partecipazione di Pechino che ha inviato oltre 2mila uomini oltre a più di 300 veicoli militari, 21 aerei da combattimento e tre navi da guerra. Si tratta, ha notato Global Times, della prima volta che la Cina invia forze di tutti e tre i rami delle sue forze armate per prendere parte a un'esercitazione russa, mentre l'anno scorso furono i militari russi a essere schierati per la prima volta in territorio cinese per manovre congiunte. Una dimostrazione, secondo il quotidiano cinese, dell'ampiezza e profondità della cooperazione militare e fiducia reciproca tra Russia e Cina.
Nell'ambito di Vostok-2022, la marine russa e quella cinese praticheranno inoltre un'azione congiunta nel Mar del Giappone, la seconda condotta quest'anno dopo le manovre di cacciabombardieri dei due Paesi vicino al Giappone e alla Corea del Sud condotte lo scorso maggio, proprio mentre il presidente statunitense Joe Biden era in visita a Tokyo. Come ha spiegato il portavoce del ministero della Difesa cinese, il colonnello Tan Kefei, Pechino "mira ad approfondire la cooperazione pragmatica e amichevole tra le forze armate dei Paesi" e a "migliorare la capacità di rispondere congiuntamente a varie minacce alla sicurezza".
Vostok-2022, del resto, fa anche il gioco della Cina le cui relazioni con Washington sono ai minimi termini da quando la presidente della Camera dei rappresentanti americana, Nancy Pelosi, ha visitato Taiwan. "È molto importante che Pechino mostri agli Stati Uniti che ha leve per fare pressione sull'America e sui suoi interessi globali", ha osservato l'analista russo Aleksandr Gabuev. Col consueto pragmatismo, la Cina ha però tenuto a sottolineare che la sua presenza è "estranea all'attuale situazione a livello regionale e internazionale".
Anche l'India continua a ribadire la sua neutralità riguardo alla cosiddetta "operazione militare speciale" della Russia in Ucraina, ma intanto acquista idrocarburi a buon mercato da Mosca. E quando la Casa Bianca ha espresso preoccupazione per quei Paesi impegnati in esercitazioni militari con la Russia proprio mentre la Russia conduce un'offensiva in Ucraina, Nuova Delhi ha difeso la sua partecipazione. "Naturalmente - ha concluso la Casa Bianca - ogni Paese partecipante prenderà le sue decisioni".
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