La guerra degli ucraini. Di tutti gli ucraini
di Paolo Di Paolo, di Paolo Di Paolo
Nel silenzio tra le frasi può apparire l’indicibile. In questo fotogramma si vede un uomo tenere sul palmo della mano il cranio di un altro. Non è teatro. Igor Mangushev, nazionalista russo, offre allo sguardo dei presenti il macabro trofeo del teschio di un soldato ucraino morto nell’acciaieria Azovstal. Il paradosso inquietante dell’esibizione di Mangushev è che le sue parole dicono una cosa -
Siamo in guerra …
Nel silenzio tra le frasi può apparire l’indicibile. In questo fotogramma si vede un uomo tenere sul palmo della mano il cranio di un altro. Non è teatro. Igor Mangushev, nazionalista russo, offre allo sguardo dei presenti il macabro trofeo del teschio di un soldato ucraino morto nell’acciaieria Azovstal. Il paradosso inquietante dell’esibizione di Mangushev è che le sue parole dicono una cosa -
Siamo in guerra contro le idee
e il gesto ne afferma, ne rivela un’altra. Tra le frasi c’è il silenzio che nessuno controlla, la negazione della pietà e della civiltà, la demenza luttuosa di un Amleto che recita l’inumano, e sceglie il più spaventoso "non essere".