Ucraina, curata a Londra la donna della foto simbolo ma i troll russi la attaccano: “ È un'attrice”
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA – Oltre al danno, la beffa. Il volto di Olena Kurylo, bendata, insanguinata e ferita da un bombardamento russo in Ucraina, ha fatto il giro del mondo nei primi giorni dell’invasione. Grazie a una colletta di beneficenza organizzata dal quotidiano britannico Daily Mail, la 41enne insegnante di Kiev, temporaneamente accecata dalle bombe di Mosca, di recente ha potuto essere trasportata in un ospedale specializzato a Londra, dove è stata curata e ha recuperato la vista. Ma quando ha postato sui social una foto di sé stessa, sorridente davanti al Big Ben e al parlamento di Westminster, un’orda di troll del Cremlino l’ha attaccata sui social media, sostenendo che le sue ferite erano una messa in scena o addirittura che lei non esiste.
“Se certa gente afferma che sono un’attrice assoldata apposta o che racconto balle, vorrei che potessero camminare per un po’ nelle mie scarpe e provare quello che ho provato io”, ha …
LONDRA – Oltre al danno, la beffa. Il volto di Olena Kurylo, bendata, insanguinata e ferita da un bombardamento russo in Ucraina, ha fatto il giro del mondo nei primi giorni dell’invasione. Grazie a una colletta di beneficenza organizzata dal quotidiano britannico Daily Mail, la 41enne insegnante di Kiev, temporaneamente accecata dalle bombe di Mosca, di recente ha potuto essere trasportata in un ospedale specializzato a Londra, dove è stata curata e ha recuperato la vista. Ma quando ha postato sui social una foto di sé stessa, sorridente davanti al Big Ben e al parlamento di Westminster, un’orda di troll del Cremlino l’ha attaccata sui social media, sostenendo che le sue ferite erano una messa in scena o addirittura che lei non esiste.
“Se certa gente afferma che sono un’attrice assoldata apposta o che racconto balle, vorrei che potessero camminare per un po’ nelle mie scarpe e provare quello che ho provato io”, ha detto ieri la donna. “Non faccio caso alle menzogne e non auguro a nessuno di passare attraverso esperienze come la mia o le sofferenze patite dal mio popolo, ma sono una persona vera: Twitter e altre piattaforme online dovrebbe intervenire per impedire la diffusione di fake news”. Dopo che il Mail in Sunday ha segnalato quello che era successo, il social ha rimosso i tweet che definivano le immagini di Olena ferita come “una recita”.
Ma il cinguettio di Aleksandr Alimov, viceambasciatore russo a Ginevra, che è stato il primo a parlare di una cospirazione creata da Kiev attorno a Olena e che ha più di 10 mila follower, è rimasto sul social. “Come costruire un falso” ha twittato il diplomatico russo. “I media occidentali fanno pubblicità alla foto di una presunta donna ucraina con ferite che sembrano del tutto innaturali e sangue color melograno. Ebbene, adesso salta fuori che questa signora è un membro del famoso 72esimo battaglione ucraino del Centro per la Guerra Informatica e per le Operazioni Psicologiche. Non credete a queste fandonie!”.
In un altro post, il numero due dell’ambasciata della Russia ha pubblicato un’immagine di una donna che stava benissimo, scattata due giorni dopo il bombardamento in questione, sostenendo che era Olena – anche se non le somigliava per niente. “Non è la prima volta che i propagandisti russi affermano che le vittime della guerra sono attori assunti per la parte”, commenta Nina Jancowicz, un’esperta sulla disinformazione russa. “Poi succede che la notizia falsa viene ripresa dai teorici del complotto in Occidente, ben felici di amplificare le bugie di Vladimir Putin”. Nel maggio scorso l’intelligence britannica ha scoperto l’esistenza in Russia di una “fabbrica di troll”, specializzata nell’usare soldati cibernetici per diffondere notizie false sui media occidentali e creare sostegno per Mosca. Dall’inizio della guerra, afferma Twitter, più di 75 mila profili sono stati rimossi dal social media per violazioni delle sue regole sulle fake news.