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Zaporizhzhia, l’allarme dell’Onu: “Rischio catastrofe, i russi se ne vadano”

Ispezione alla centrale nucleare di Zaporizhzhia del team Aiea (ansa)

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Grossi: “La situazione non è sostenibile”. Guterres chiede la zona demilitarizzata. La replica di Mosca: “No, restiamo nella centrale”
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KIEV - Ieri il direttore dell'Aiea, Rafael Grossi, ha presentato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il rapporto sulla situazione alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, che lui stesso aveva visitato alla testa di una squadra di ispettori internazionali una settimana fa. Due sono i punti principali. Grossi ha definito la situazione "non sostenibile" e ha detto che occorre un cambio di rotta rapidissimo altrimenti si rischia che succeda qualcosa di "very very catastrophic".


È un cambiamento rispetto a una settimana fa, quando invece era apparso più ottimista sulla capacità dell'Agenzia delle Nazioni Unite di tenere sotto controllo con la sua presenza quello che succede attorno ai sei reattori dell'impianto nucleare più grande d'Europa. Il secondo punto è che Grossi chiede la creazione di una zona di sicurezza, una bolla smilitarizzata all'interno della quale russi e ucraini - che da mesi si scamb…

KIEV - Ieri il direttore dell'Aiea, Rafael Grossi, ha presentato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il rapporto sulla situazione alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, che lui stesso aveva visitato alla testa di una squadra di ispettori internazionali una settimana fa. Due sono i punti principali. Grossi ha definito la situazione "non sostenibile" e ha detto che occorre un cambio di rotta rapidissimo altrimenti si rischia che succeda qualcosa di "very very catastrophic".


È un cambiamento rispetto a una settimana fa, quando invece era apparso più ottimista sulla capacità dell'Agenzia delle Nazioni Unite di tenere sotto controllo con la sua presenza quello che succede attorno ai sei reattori dell'impianto nucleare più grande d'Europa. Il secondo punto è che Grossi chiede la creazione di una zona di sicurezza, una bolla smilitarizzata all'interno della quale russi e ucraini - che da mesi si scambiano colpi di artiglieria vicino all'impianto - sarebbero tenuti a rispettare una tregua in nome di un principio di sicurezza superiore.


Il rapporto di cinquantadue pagine nota anche che i russi hanno piazzato armi e mezzi militari dentro alla centrale nucleare e questa aumenta il pericolo - tra l'altro la posizione ufficiale di Mosca è che non ci sono armi e mezzi militari russi sul posto se non quelli degli "addetti alla sicurezza", ma è stata già smentita così tante volte da testimonianze, video e immagini satellitari che ormai non è nemmeno più un punto importante.


E c'è anche l'elenco dei danni causati dai colpi d'artiglieria, incluso un colpo che ha sfondato il tetto dell'edificio che contiene le scorte di combustibile nucleare e il deposito delle scorie. I sei reattori sono invece protetti da calotte di cemento che li rendono molto meno vulnerabili anche ai danni causati dalla guerra. Non siamo in presenza di un'emergenza nucleare, dice il rapporto, ma i colpi di artiglieria "devono cessare immediatamente". L'Agenzia si astiene dall'indicare chi tra le due parti è quella che bombarda la zona della centrale.


Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, sostiene la richiesta della "zona di sicurezza" da parte dell'Agenzia e chiede che sia realizzata in due fasi. In un primo momento russi e ucraini "devono impegnarsi a non intraprendere alcuna attività militare verso o dal sito" e poi "come secondo passo dovrebbero garantire un accordo su un perimetro smilitarizzato. Le forze russe devono impegnarsi a ritirare tutto il personale e l'equipaggiamento militare dalla centrale e le forze ucraine devono impegnarsi a non entrarvi".

L'ambasciatore di Mosca alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, ha risposto che la Russia non considera seria la proposta di una zona di sicurezza attorno alla centrale nucleare. L'idea di abbandonare un sito che in questi mesi è diventato non soltanto una guarnigione militare ma anche il pilastro del fronte russo nella regione di Zaporizhzhia non piace per nulla al Cremlino. Nebenzya nega che ci siano armi pesanti all'interno della centrale e sostiene che se i russi se ne andassero "arriverebbero subito gli ucraini a occuparla". I soldati russi, ha aggiunto l'ambasciatore, "proteggono e garantiscono la sicurezza della centrale".

C'è poi il fattore umano. I tecnici ucraini che gestiscono il funzionamento dell'impianto - sotto il controllo fisico dei soldati russi ma anche in contatto con il governo ucraino - sono sotto pressione, spiega il rapporto dell'Aiea, non possono prendere decisioni in libertà e da quaranta giorni non lasciano la centrale.
Questo potrebbe portare a errori, in un contesto nel quale sarebbe molto raccomandabile non commetterne.