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Il nuovo ordine globale di Putin: “Taglierò grano e gas alla Ue”

Il presidente russo Vladimir Putin (reuters)

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Il presidente russo presenta il suo manifesto al forum di Vladivostok. Con lui Cina, India, Birmania, Mongolia e Armenia. “Mosca non è isolata, il nuovo mondo multipolare conta 3 miliardi di persone”. E accusa l’Europa: “Ruba il cibo all’Africa”
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MOSCA - Tempistica, coreografia e sceneggiatura, non c'è nulla che sia stato lasciato al caso. Il messaggio che Vladimir Putin vuole mandare da Vladivostok, il porto russo sui Pacifico, è chiaro: "Non importa quanto alcuni vorrebbero isolare la Russia, è impossibile farlo". Dalla sua ha quella parte di mondo il cui Pil cresce del 5% l'anno: la regione Asia-Pacifico e, in particolare, la Cina. E in ogni caso, sostiene il presidente russo, lanciando l'offensiva in Ucraina, "non abbiamo perso nulla e non perderemo nulla", abbiamo "guadagnato sovranità". Della Ue che propone un tetto massimo ai prezzi di petrolio e gas, Putin ride: "Delirio. Pura sciocchezza". E minaccia di tagliare completamente le forniture di energia se Bruxelles andrà avanti. Anzi, rincara lanciando un'altra sfida: allude alla rinegoziazione dell'accordo in scadenza a novembre per le esportazioni di grano ucraino attraverso …

MOSCA - Tempistica, coreografia e sceneggiatura, non c'è nulla che sia stato lasciato al caso. Il messaggio che Vladimir Putin vuole mandare da Vladivostok, il porto russo sui Pacifico, è chiaro: "Non importa quanto alcuni vorrebbero isolare la Russia, è impossibile farlo". Dalla sua ha quella parte di mondo il cui Pil cresce del 5% l'anno: la regione Asia-Pacifico e, in particolare, la Cina. E in ogni caso, sostiene il presidente russo, lanciando l'offensiva in Ucraina, "non abbiamo perso nulla e non perderemo nulla", abbiamo "guadagnato sovranità". Della Ue che propone un tetto massimo ai prezzi di petrolio e gas, Putin ride: "Delirio. Pura sciocchezza". E minaccia di tagliare completamente le forniture di energia se Bruxelles andrà avanti. Anzi, rincara lanciando un'altra sfida: allude alla rinegoziazione dell'accordo in scadenza a novembre per le esportazioni di grano ucraino attraverso il Mar Nero perché, a sua detta, se lo stanno accaparrando i Paesi occidentali a scapito dei più poveri.

Il presidente russo parla dal palco del Forum Economico Orientale di Vladivostok lanciato nel 2015 proprio per puntellare la strategica svolta russa verso Est, quel "pivot" tanto più necessario ora che Mosca si trova a reggere l'urto di oltre 11mila sanzioni. Al suo fianco ci sono il premier di Mongolia e Armenia, Luvsannamsrai Oyun-Erdene e Nikol Pashinjan, il leader della giunta birmana Min Aung Hlaing, ma soprattutto Li Zhanshu, numero tre della gerarchia cinese, mentre il premier indiano Narendra Modi e l'omologo malese Ismail Sabri Yaakob inviano un video-messaggio. Insieme, osserva non a caso il moderatore Ivan Doronov, rappresentano oltre tre miliardi di persone. Quel "nuovo mondo multipolare" che è lo slogan del Forum che si svolge in parallelo alle esercitazioni militari russe Vostok con la partecipazione della Cina e alla vigilia di un nuovo incontro tra Putin e Xi Jinping a margine del vertice di Sco, l'Organizzazione di Cooperazione di Shanghai, "l'anti-Nato".


Durante le circa quattro ore di sessione plenaria, Putin saluta "il ruolo crescente" della regione Asia-Pacifico in contrasto con un Occidente minato dall'"inflazione" e annuncia intese come la possibile estensione del gasdotto Power of Siberia 2 che colleghi Russia e Cina attraverso la Mongolia. Bacchetta quella che chiama "febbre sanzionatoria" e i tentativi di "mantenere un vecchio ordine mondiale" che, a suo dire, "hanno minato i pilastri fondamentali del sistema economico mondiale". Sostiene che l'economia russa ha resistito a quella che chiama "aggressione tecnologica, finanziaria ed economica". "Il picco è passato", continua benché un documento governativo visionato da Bloomberg dica il contrario. "La maggioranza assoluta degli Stati dell'Asia-Pacifico non accetta la logica distruttiva delle sanzioni", afferma parlando a nome di un fronte anti-occidentale.

Sull'Ucraina pochi passaggi. "Non siamo stati noi a iniziare l'azione militare, stiamo cercando di porvi fine", dice ribadendo di aver inviato truppe per aiutare il Donbass. "È un nostro dovere e lo adempiremo". Il leader del Cremlino denuncia l'atteggiamento "colonialista" della Ue accusandola di essersi accaparrata quasi tutte le esportazioni di grano ucraine a scapito dei Paesi poveri e al rischio di una "catastrofe umanitaria". Di 87 navi, dice, soltanto due sarebbero andate verso i Paesi in via di sviluppo, "solo il 3%". Cifre che il Centro operativo congiunto di Istanbul smentisce: la Ue avrebbe ricevuto soltanto il 35% dei cereali ucraini. Putin però va dritto: "Quello che osserviamo è un inganno. Forse dovremmo pensare a come limitare le esportazioni di grano e altri prodotti alimentari attraverso questa strada?", minaccia. "Mi consulterò con il presidente turco Erdogan".

Quanto agli idrocarburi, la Russia, avverte Putin, non consegnerà più petrolio o gas ai Paesi che impongono un tetto ai prezzi. "Sarebbe una decisione assolutamente stupida. Non consegneremo nulla se è contrario ai nostri interessi. Né gas, né petrolio, né carbone. Niente", aggiunge invitando i Paesi europei a "tornare in sé" e sostenendo che "la domanda è così alta sui mercati globali che non avremo problemi a vendere". Insiste sul fatto che sono le sanzioni a ostacolare il riavvio del NordStream 1, ma ripete che basta "premere un pulsante" per iniziare a pompare gas "domani" attraverso il NordStream 2. Putin nega di usare "l'energia come un'arma": "Che assurdità!". Ma intanto lancia l'ennesimo ricatto.