Carlo, l’eterno erede finalmente proclamato re: “Conto sul sostegno di Camilla”
dalla nostra inviata Anna Lombardi , dalla nostra inviata Anna LombardiLONDRA - "Il re, cara: Dio salvi il re. La regina, poveretta, è volata in cielo". Macché: alla piccola Agnes, 7 anni appena, la successione di teste coronate sul trono d'Inghilterra proprio non entra in testa. E nonostante le affettuose correzioni di mamma Cecily, la bimba con l'Union Jack sulla felpa e il braccialetto di gomma viola con le effigi della corona, continua per un bel po' a intonare God Save the Queen alla ormai vecchia maniera. Si convince a usare la parola "king" solo quando a cantare la versione al maschile dell'inno più vecchio del mondo (fu adottato nel 1744) è l'intera folla che la circonda. Centinaia di persone con mazzi di fiori - e fra loro moltissimi i bambini - radunatesi fin dal primo mattino nelle strade adiacenti St. James Palace per acclamare il nuovo sovrano al termine dell'Accession Council.
Sì, il Consiglio di cui fanno parte i principali dignitari del paese …
LONDRA - "Il re, cara: Dio salvi il re. La regina, poveretta, è volata in cielo". Macché: alla piccola Agnes, 7 anni appena, la successione di teste coronate sul trono d'Inghilterra proprio non entra in testa. E nonostante le affettuose correzioni di mamma Cecily, la bimba con l'Union Jack sulla felpa e il braccialetto di gomma viola con le effigi della corona, continua per un bel po' a intonare God Save the Queen alla ormai vecchia maniera. Si convince a usare la parola "king" solo quando a cantare la versione al maschile dell'inno più vecchio del mondo (fu adottato nel 1744) è l'intera folla che la circonda. Centinaia di persone con mazzi di fiori - e fra loro moltissimi i bambini - radunatesi fin dal primo mattino nelle strade adiacenti St. James Palace per acclamare il nuovo sovrano al termine dell'Accession Council.
Sì, il Consiglio di cui fanno parte i principali dignitari del paese ieri, in un formato ridotto a 200 dei 1000 membri che lo compongono (e fra questi la nuova premier Liz Truss, i sei ex primi ministri viventi, Boris Johnson a Tony Blair compresi, il principe William, l'arcivescovo di Canterbury e soprattutto la neo regina Camilla) ha certificato la successione: proclamando ufficialmente Carlo III re.
E pazienza se il tradizionale rito della monarchia britannica risalente al 1707 - sorta di atto notarile da sigillare con la firma del nuovo sovrano, che giura pure fedeltà al popolo e alla Corona, impegnandosi a preservare la chiesa anglicana d'Inghilterra e quella cattolica di Scozia - ieri è stato trasmesso per la prima volta in diretta tv. "Magari al termine della cerimonia Carlo scende dall'auto e stringe qualche mano come ha fatto ieri a Buckingham Palace" ripete una sognante signora vestita di rosa, dando voce al sentimento dei tanti speranzosi di cogliere un attimo unico e intimo dello storico evento.
Stretti gli uni agli altri nell'attesa, tutti d'altronde seguono sui cellulari la diretta di quella cerimonia che tre secoli fa contava sul passaparola per far sapere ai sudditi che il potere era passato di mano (per questo ieri simili proclami si sono tenuti pure nella City, davanti alla Borsa - perché così s'informavano i finanziatori dell'Impero - e in altre città, da Edimburgo a York): ma che nell'era dei social, appare formalità a dir poco vetusta. Soprattutto la prima parte: quella presieduta dalla leader della Camera dei comuni Penny Mordaunt, cui secondo protocollo è toccato formalizzare la "triste notizia" della morte della regina. Per poi cedere la scena all'araldo David White vestito di rosso e oro e col pennacchio sul cappello, che ha letto l'atto di proclamazione dal balcone di Friary Court, affollato dai soldati della guardia reale in alta uniforme - quella con gli alti cappelli di pelliccia d'orso creati per spaventare i nemici - e dai pochi fortunati riusciti ad entrare alle prime luci all'alba.
Un intervento concluso con l'invocazione proununciata a gran voce "God Save the King": che dal palazzo echeggia fino al popolo riunito a Pall Mall, pronto a rilanciarlo: insieme agli "hip hip, hurrà", pure quelli parte del rito. Solo a quel punto l'eterno erede Carlo, può dirsi finalmente re (non ancora incoronato: per quella cerimonia ci vorranno mesi). Nella Sala del Trono infatti firma - sia pure irritatato dalla presenza di un ingombrante calamaio - il documento. E poi pronuncia un discorso dove si dice "consapevole dell'enorme eredità" che gli tocca. E dopo aver ricordato ancora una volta l'esempio della madre, omaggia la moglie: "Conto sul sostegno di Camilla". Impegnandosi poi a versare nelle finanze pubbliche gli introiti derivati dal patrimonio della Corona, in cambio della rendita fissa del 15% dell'ammontare totale (pari a 86,3 milioni di sterline solo nel 2021)
In strada, però, chi sperava di sbirciare dal vivo il passaggio del nuovo monarca rimane deluso. Nell'impossibilità di arrivare a Buckingham Palace - la folla è immensa e non si cammina - gli omaggi floreali per il nuovo sovrano, coi biglietti e i disegni dei bambini finiscono sotto gli alberi di Green Park, lo ricoprono interamente: "Dio salvi Carlo III", almeno per un giorno, re dei fiori.