Elezioni in Svezia, sinistra in vantaggio ma è boom dell'estrema destra
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – La premier svedese Madgalena Andersson spera di ottenere la riconferma al governo grazie a un leggero vantaggio della coalizione di centro-sinistra nel voto. I primi due exit poll diffusi alla chiusura delle urne premiano per un soffio il campo 'rosso-verde' di sinistra (Socialdemocratici, Verdi, Sinistra e Partito di Centro) guidato dall'uscente Andersson, con un risultato stimato tra il 49,8% e il 50,6%. Da sola, la prima donna a capo della Svezia è data al 29,3% delle preferenze. La sua riconferma passa comunque per una manciata di voti, come ha ammesso la stessa Andersson invitando alla prudenza. La coalizione di destra (Moderati e Liberali), sostenuta dall'estrema destra dei Democratici Svedesi di Akesson, rincorre infatti vicinissima, stretta tra il 48% e il 49,2%. Un testa a testa che si riflette anche nella proiezione dei seggi in parlamento: il blocco di sinistra ne otterrebbe 176, poco sopra la maggioranza assoluta di 175, contro i 173 d…
PARIGI – La premier svedese Madgalena Andersson spera di ottenere la riconferma al governo grazie a un leggero vantaggio della coalizione di centro-sinistra nel voto. I primi due exit poll diffusi alla chiusura delle urne premiano per un soffio il campo 'rosso-verde' di sinistra (Socialdemocratici, Verdi, Sinistra e Partito di Centro) guidato dall'uscente Andersson, con un risultato stimato tra il 49,8% e il 50,6%. Da sola, la prima donna a capo della Svezia è data al 29,3% delle preferenze. La sua riconferma passa comunque per una manciata di voti, come ha ammesso la stessa Andersson invitando alla prudenza. La coalizione di destra (Moderati e Liberali), sostenuta dall'estrema destra dei Democratici Svedesi di Akesson, rincorre infatti vicinissima, stretta tra il 48% e il 49,2%. Un testa a testa che si riflette anche nella proiezione dei seggi in parlamento: il blocco di sinistra ne otterrebbe 176, poco sopra la maggioranza assoluta di 175, contro i 173 della destra-estrema destra.
Si conferma il successo dei Democratici Svedesi, gli ultranazionalisti che è nello stesso eurogruppo di Fratelli d'Italia. Potrebbe diventare il secondo partito del Riksdag, il parlamento, con oltre il 20% stando agli exit poll. Un risultato storico, se confermato, per il leader Jimmie Akesson anche se potrebbe non bastare a spingere l'alleanza di destra al governo. Mai prima d'ora, infatti, la destra tradizionale svedese, guidata dal conservatore Ulf Kristersson, candidato alla poltrona di primo ministro, aveva considerato di governare con il sostegno diretto o indiretto dei Democratici Svedesi.
Con il suo 'Sverige ska bli bra igen' (la Svezia tornerà ad essere bella) di trumpiana memoria, e una retorica xenofoba e anti-immigrazione, Akesson, 43 anni, ex web designer, è riuscito a poco a poco a fare breccia nelle classi più popolari. Nella sede elettorale alla periferia di Stoccolma, i militanti di Akesson hanno esultato all'annuncio delle prime stime, sventolando le loro bandiere con i colori del partito. "Ora abbiamo per la prima volta una vera occasione, una vera possibilità di non essere solo un partito di opposizione, ma anche di far parte di un nuovo governo che porta la politica in una direzione completamente diversa" ha dichiarato il numero due del partito, Richard Jomshof.
Un totale di 349 seggi nel Riksdag sono assegnati per rappresentanza proporzionale ai partiti che raggiungono almeno il 4%. Per avere l’incarico di governo, una coalizione non deve avere 175 o più voti contrari, ma non necessariamente una maggioranza assoluta a suo favore. Le prime stime lasciano presagire una lunga notte elettorale per annunciare i vincitori in uno scenario senza precedenti per il Paese chiamato ad assumere la presidenza di turno dell'Unione europea il primo gennaio e a finalizzare la sua storica candidatura alla Nato.