Balli e concerti, la realtà parallela nelle strade di Mosca
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - Al Parco Zarjade, alle spalle di San Basilio, ci sono i funamboli vestiti di bianco e una band che alterna il pop russo dei Ruki Vverch! alla hit della "ostile" Gloria Gaynor, mentre sugli stendardi campeggia la scritta "Moskva 875". Si suona anche davanti alla sede della Duma, la Camera Bassa del Parlamento, e nel Muzeon Art Park alle spalle della Nuova Galleria Tetrjakov. Per la "Giornata della Città di Mosca", gli 875 anni dalla sua fondazione, la capitale è in festa. Nessuno parla di quel che accade in Ucraina.
MOSCA - Al Parco Zarjade, alle spalle di San Basilio, ci sono i funamboli vestiti di bianco e una band che alterna il pop russo dei Ruki Vverch! alla hit della "ostile" Gloria Gaynor, mentre sugli stendardi campeggia la scritta "Moskva 875". Si suona anche davanti alla sede della Duma, la Camera Bassa del Parlamento, e nel Muzeon Art Park alle spalle della Nuova Galleria Tetrjakov. Per la "Giornata della Città di Mosca", gli 875 anni dalla sua fondazione, la capitale è in festa. Nessuno parla di quel che accade in Ucraina.
Che cosa voglia dire esattamente l'ultimo slogan lanciato dal sindaco Serghej Sobjanin se lo chiede persino la presentatrice che intrattiene i moscoviti da un palco all'ingresso del monumentale Gorkij Park. Ma quello che conta, in questa domenica di festa, ma anche di elezioni locali, è celebrare i successi dell'amministrazione.
Si rinnovano 1.417 seggi di 125 consigli municipali di Mosca su 146 e il sindaco ha lanciato una sua lista di candidati: "Mio distretto". Per questo non ha badato a spese per festeggiare benché in molti, come il corrispondente militare Semjon Pegov, abbiano definito "blasfeme" le celebrazioni in piena "operazione militare speciale" in Ucraina. Tanto più quando, sui canali Telegram, circolano notizie poco confortanti.
Sobjanin però tira dritto. E anche il presidente russo Vladimir Putin. In gioco non c'è solo la festa, ma anche un voto che, per quanto minore, può diventare lo sfogatoio di eventuali malcontenti. Sabato al parco Zarjade si sono presentati entrambi per inaugurare in videocollegamento un tratto di strada a scorrimento veloce e la ruota panoramica più grande d'Europa, il "Sole di Mosca", nel parco Vdnkh. Poco importa che, dopo poche ore, fosse già fuori uso. Dei flop non si parla.
"Siamo orgogliosi di Mosca e amiamo questa città con la sua maestosa antichità e il suo ritmo di vita moderno e dinamico, il fascino dei suoi accoglienti parchi, vicoli e strade e l'abbondanza di eventi economici e culturali", si è congratulato Putin dopo aver assistito a un concerto di gala dedicato all'anniversario di Mosca.
Ne ha approfittato anche per ricordare i militari morti durante la cosiddetta "operazione militare speciale" in Ucraina. "Hanno dato la vita per la Russia", ha detto affermando che all'evento fossero state invitate anche famiglie di caduti, nonché soldati "distintisi" sul campo di battaglia. Nessun accenno alla controffensiva ucraina. Eppure, quand'era un agente del Kgb nell'allora Germania Est, Putin rimase scioccato dal silenzio sul crollo del muro di Berlino. "Mosca tace", gli dissero. La storia si ripete. Mosca tace. Anzi, festeggia. Lo show deve andare avanti.
Sabato migliaia di moscoviti si sono riuniti in Piazza Rossa per assistere allo spettacolo pirotecnico benché in tanti - a partire da Serghej Mironov, leader del partito Russia Giusta formalmente all'opposizione, ma allineato col Cremlino - avessero chiesto di annullare i fuochi d'artificio vista la situazione militare.
A protestare è stato persino Artjom Sheynin, propagandista di Pervyj Kanal (Primo Canale): "Non discuto le ragioni del ritiro, né se sia appropriata una festa costosissima quando si raccolgono le briciole per aiutare i nostri combattenti. Chiedo soltanto: era davvero impossibile annullare almeno i fuochi?".
Pjotr Lundstrem, violinista e attivista per il Donbass, amico di Aleksandr Dugin, è ancora più duro. Lancia invettive contro lo stesso Putin. "Hai organizzato una festa da un miliardo di rubli. Che cosa c'è che non va in te? Non durante un terribile fallimento", scrive su Telegram riferendosi alle notizie che arrivano dall'Ucraina e inveendo perché, a suo dire, "non ci sono termocamere, nessun giubbotto antiproiettile, nessuna attrezzatura da ricognizione, nessuna comunicazione sicura, nessun numero sufficiente di elicotteri, nessun kit di pronto soccorso nell'esercito".
L'opposizione, dal canto suo, lancia l'appello a votare. "È un'occasione per l'elettorato di protesta e per tutti gli insoddisfatti. Gli eventi in Ucraina hanno indebolito la legittimità del potere", scrivono sui social. Ma i seggi sono pressoché deserti. A tre ore dalla chiusura delle urne, l'affluenza non supera il 32%. Un numero che il conteggio del voto elettronico probabilmente ingrosserà.
Galina Urjadniokova, 63 anni, pensionata, ex ingegnere, al seggio n. 68 nel quartiere Mescianskij, non ha dubbi sulla trasparenza del voto: "Nella scheda ha visto gente di tutte le età: il più vecchio è del 1937, il più giovane del 2001. C'erano candidati di partiti e indipendenti". Gli oppositori, invece, denunciano pressioni e intimidazioni e temono che il voto a distanza venga usato per ribaltare i risultati. La realtà è un gioco di specchi.