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Jimmie Akesson (ansa)

Svezia, chi è Jimmie Akesson: l'ex web designer che ha ripulito l'ultradestra e ora grida: "Vogliamo governare"

Secondo i risultati parzali delle elezioni, i suoi Democratici Svedesi sono la seconda forza politica del paese. Nati dalle ceneri dei neonazisti, al'Europarlamento hanno una solida alleanza con Fratelli d'Italia
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PARIGI - "C'è odore di vittoria” gridava Jimmie Akesson davanti ai militanti in una notte da ottovolante. Anche se bisognerà aspettare per avere i risultati definitivi delle elezioni in Svezia, una manciata di voti dovrebbe proiettare la coalizione delle destre al governo. E il leader dei Democratici Svedesi, il partito conservatore e ultranazionalista, può già esultare: superando la soglia del 20% dei voti è diventato il secondo partito del paese. Ex web designer, 43 anni, Akesson ha trasformato il suo partito nato dalle ceneri del movimento neonazista in una forza politica decisiva per il blocco delle destre, superando le altre storiche formazioni. 

Con i suoi capelli castani impeccabilmente pettinati, gli occhiali e la barba ben curata, sembra uno svedese medio. E’ partito con una banda di amici dell'università di Lund, nel sud del paese, per conquistare il partito dei Democratici Svedesi nel 2005, quando il s…

PARIGI - "C'è odore di vittoria” gridava Jimmie Akesson davanti ai militanti in una notte da ottovolante. Anche se bisognerà aspettare per avere i risultati definitivi delle elezioni in Svezia, una manciata di voti dovrebbe proiettare la coalizione delle destre al governo. E il leader dei Democratici Svedesi, il partito conservatore e ultranazionalista, può già esultare: superando la soglia del 20% dei voti è diventato il secondo partito del paese. Ex web designer, 43 anni, Akesson ha trasformato il suo partito nato dalle ceneri del movimento neonazista in una forza politica decisiva per il blocco delle destre, superando le altre storiche formazioni. 

Con i suoi capelli castani impeccabilmente pettinati, gli occhiali e la barba ben curata, sembra uno svedese medio. E’ partito con una banda di amici dell'università di Lund, nel sud del paese, per conquistare il partito dei Democratici Svedesi nel 2005, quando il sostegno degli elettori era stabilmente intorno all'1%. Il suo obiettivo: sdognare il movimento e portarlo al potere. La fiamma che era il simbolo del partito (come per l'Msi e oggi Fratelli d'Italia, con cui c’è stabile alleanza all'Europarlamento), è stata sostituita dall'anemone con pistilli gialli e petali blu, i colori della bandiera svedese. Il partito si presenta come difensore dello Stato sociale, contro l'immigrazione, con attacchi a Bruxelles e alla globalizzazione. 

Akesson è cresciuto in una famiglia della classe media con un padre imprenditore e una madre che lavorava come assistente infermiera. E' nelle piccole città e nelle fattorie della Scania rurale, che i Democratici Svedesi hanno costruito la loro roccaforte, tra le preoccupazioni per la vicina città di Malmo, fortemente popolata da immigrati.

Per la prima volta anche i Moderati conservatori hanno deciso di fare un accordo pre-elettorale con Akesson, il cartello delle destre è in leggero vantaggio, circa 60 mila schede su poco più di 7,3 milioni di elettori.

Il risultato di Akesson è una svolta per la politica svedese. "Eravamo un piccolo partito di cui tutti ridevano, oggi siamo il secondo partito in Svezia", ha detto il leader alle sue truppe che cantavano "Jimmie, lalalalala". "La nostra ambizione è quella di essere al governo", ha ribadito, anche se è più probabile che il partito si accontenti di un ruolo di supporto alla nuova maggioranza in Parlamento.