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Festa degli ucraini per la controffensiva da record, volantini per invitare alla resa i russi. Ma Kiev chiede cautela: "Dobbiamo difendere il territorio riconquistato"

Il ministro della Difesa ucraino Oleksij Reznikov (afp)
La popolazione consulta febbrilmente le mappe dei successi dell'esercito sui telefonini, ma il ministro della Difesa avverte: "Dobbiamo restare preoccupati"
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Migliaia di chilometri quadrati di terra ucraina riconquistati in tre giorni producono a Kiev due effetti opposti. Euforia e preoccupazione. Euforia perché nessuno si aspettava di vedere le forze armate russe fuggire così rovinosamente dalla regione di Kharkiv. La controffensiva a Est ha portato un ribaltamento della situazione talmente evidente che persino il ministro della Difesa di Mosca ha dovuto ammettere la ritirata, pur definendola “riorganizzazione delle truppe”. La popolazione ucraina segue la controffensiva come una finale dei mondiali di calcio, è galvanizzata dalle mappe animate che arrivano sui telefonini e da notizie come quella dei volantini diffusi nelle aree occupate che danno istruzioni rivolte ai soldati russi su come ritirarsi.

Migliaia di chilometri quadrati di terra ucraina riconquistati in tre giorni producono a Kiev due effetti opposti. Euforia e preoccupazione. Euforia perché nessuno si aspettava di vedere le forze armate russe fuggire così rovinosamente dalla regione di Kharkiv. La controffensiva a Est ha portato un ribaltamento della situazione talmente evidente che persino il ministro della Difesa di Mosca ha dovuto ammettere la ritirata, pur definendola “riorganizzazione delle truppe”. La popolazione ucraina segue la controffensiva come una finale dei mondiali di calcio, è galvanizzata dalle mappe animate che arrivano sui telefonini e da notizie come quella dei volantini diffusi nelle aree occupate che danno istruzioni rivolte ai soldati russi su come ritirarsi.

E però, dalla capitale ucraina, arriva anche l’invito alla cautela. E arriva da chi dovrebbe essere il primo dei soddisfatti per quanto si vede accadere sul campo. “La controffensiva ha liberato il territorio, ma dopo lo devi controllare ed essere pronto a difenderlo”, avverte il ministro della difesa Oleksij Reznikov. Per essere ancora più chiari: “Certo che dobbiamo essere preoccupati, questa guerra ci ha preoccupato per anni”. La penetrazione nelle linee russe è stata definita da Reznikov “una palla di neve che rotola già da una collina”. Ne ha le sembianze, in effetti. 

E’ oggettivamente la più vasta battuta d’arresto dell’armata del Cremlino da quando ha invaso il 24 febbraio. Tuttavia, anche da Washington si invita alla calma. “Le cose sono in corso, è troppo presto per parlare”, ha risposto il presidente americano Joe Biden a chi, durante le commemorazioni degli attacchi dell’11 settembre al Pentagono, gli ha chiesto di esprimersi sui successi della controffensiva di Kiev. 

Le “faglie attive”, sulla mappa dell’Ucraina, sono tre: Kharkiv, il Donbass e Kherson. In queste ore continuano i bombardamenti russi su Kharkiv ma il generale ucraino Valerij Zaluzhnyi, comandante delle forze armate, sostiene che i suoi uomini si trovino a meno di 50 km dalla frontiera con la Federazione. E il governatore della regione di Luhansk, a sud di Kharkiv, riferisce che i filorussi siano fuggiti da alcuni dei territori occupati. Il ministro Renzikov riporta tutti coi piedi per terra. Teme che i rinforzi russi potrebbero lanciare un contrattacco sulle linee di rifornimento allungate del suo paese. “In quel caso, le forze ucraine potrebbero essere circondate da truppe russe fresche se avanzassero troppo”.