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Lacrime, file e un mistero: il lungo addio a Elisabetta

Il feretro è partito alle 2.22 del pomeriggio per Westminster Hall, dove un milione di persone saranno in coda
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LONDRA - Questo lungo addio era iniziato proprio qui, dove c'eravamo lasciati con Elisabetta II. Che per l'ultima volta, lo scorso 5 giugno, si affacciò muta e sorridente dalla balconata di Buckingham Palace con la famiglia - Harry, Meghan e Andrea esclusi. Stavolta invece ci sono tutti, dietro al suo feretro arrivato dalla Scozia dove è spirata. Alle 2.22 del pomeriggio ieri la sovrana più longeva della storia dopo Luigi XIV ha lasciato per sempre quel maestoso palazzo che lei e lo stesso primogenito re Carlo III non hanno mai amato.

Ma perché la processione dietro il feretro di Elisabetta, trasportato su un affusto di cannone come tradizione dal 1901 con la bisnonna regina Vittoria, è partita alle 2.22? Mistero. C'è chi dice per ragioni bibliche. Chi perché alle 2.22 smisero di suonare le campane in onore dell'adorato e defunto padre Giorgio VI. Chi, come lo storico della Corona Robert Lacey pensa che il motivo …

LONDRA - Questo lungo addio era iniziato proprio qui, dove c'eravamo lasciati con Elisabetta II. Che per l'ultima volta, lo scorso 5 giugno, si affacciò muta e sorridente dalla balconata di Buckingham Palace con la famiglia - Harry, Meghan e Andrea esclusi. Stavolta invece ci sono tutti, dietro al suo feretro arrivato dalla Scozia dove è spirata. Alle 2.22 del pomeriggio ieri la sovrana più longeva della storia dopo Luigi XIV ha lasciato per sempre quel maestoso palazzo che lei e lo stesso primogenito re Carlo III non hanno mai amato.

Ma perché la processione dietro il feretro di Elisabetta, trasportato su un affusto di cannone come tradizione dal 1901 con la bisnonna regina Vittoria, è partita alle 2.22? Mistero. C'è chi dice per ragioni bibliche. Chi perché alle 2.22 smisero di suonare le campane in onore dell'adorato e defunto padre Giorgio VI. Chi, come lo storico della Corona Robert Lacey pensa che il motivo sia stato arrivare a Westminster Hall alle 15 in punto. Di certo, William e Harry hanno marciato fianco a fianco, come 25 anni fa dietro il corpo della madre Diana, su stimolo del padre Carlo che li aveva riuniti giorni fa in un luttuoso bagno di folla a Windsor. Riconciliazione? La strada è lunga. I due restano su pianeti diversi, come dimostrano la divisa militare dell'erede al trono e gli abiti civili del fratellino ribelle, punito alla stregua del principe Andrea, quest'ultimo per accuse ben più gravi.

Ma le frizioni dei due non oscurano questo dolore mobile, con il feretro sormontato dalla Corona di 3mila gemme ereditata da papà Giorgio VI che da Buckingham Palace ha attraversato il boulevard Mall bardato di Union Jack e poi tutta Westminster, fendendo una marea umana di silenziosa tristezza, quiete lacrime e applausi verso un glorioso pezzo di Storia che evapora. Carlo e la sorella principessa e confidente Anna sono visibilmente provati, gli altri fratelli Andrea ed Edoardo contengono il dolore. Non Kate, ieri con orecchini di perle di Lady Diana, che a Westminster Hall si abbandona a singhiozzi e lacrime. La nuova principessa del Galles è arrivata con la Regina Consorte in una macchina scura, e Meghan, con gli orecchini regalateli da Elisabetta, su un'altra.

Ma il supplizio collettivo si consuma dentro la colossale e fredda Westminster Hall, costruita nel 1097 da Guglielmo II. La bara è adagiata su un catafalco viola, circondata da enormi candele con la scritta "Beati Petri" e dalle guardie reali che proteggono il sepolcro di Elisabetta II a testa mesta e bassa. Dopo una piccola cerimonia funebre con i reali, alle 17 si aprono le porte per i sudditi. Vanessa Nanthakumaran, 56 anni di Harrow, è la prima in fila da due giorni. Altri sono venuti da ogni continente. Ieri sera la fila era già arrivata a cinque chilometri ma presto potrebbe spingersi a 16. Si calcola che quasi un milione di persone saranno in coda fino a 30 ore di qui a lunedì mattina. Quando ci saranno i funerali di Stato di Elisabetta con i leader del mondo. Davanti alla tv sono previsti 4,1 miliardi di persone. Sarebbe il record di sempre.