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L'apertura all'Islam e l'eco-spiritualismo: il rapporto di re Carlo con la religione

Il nuovo monarca è anche il capo della chiesa anglicana. Ma a differenza della defunta regina è più "aperto" alle altre fedi, come induismo e islam e ha una visione più spirituale della religione
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LONDRA Carlo III e la fede. Come si comporterà il nuovo re? Il dibattito è aperto, perché il monarca britannico ha ereditato teoricamente anche il ruolo di "Supremo" capo della Chiesa di Inghilterra e "Difensore della Fede". Quest'ultima nomina vige oltremanica da quando nel XVI secolo Papa Leone X concesse questo privilegio, allora cattolico, a re Enrico VIII. Che poi, con il suo scisma, se lo intestò in nome dell'anglicana Church of England. 
 
Se come ci ha recentemente raccontato il reverendo scozzese Iain Greenshields che ha passato con lei i suoi ultimi giorni, Elisabetta II era una cr…
LONDRA Carlo III e la fede. Come si comporterà il nuovo re? Il dibattito è aperto, perché il monarca britannico ha ereditato teoricamente anche il ruolo di "Supremo" capo della Chiesa di Inghilterra e "Difensore della Fede". Quest'ultima nomina vige oltremanica da quando nel XVI secolo Papa Leone X concesse questo privilegio, allora cattolico, a re Enrico VIII. Che poi, con il suo scisma, se lo intestò in nome dell'anglicana Church of England. 
 
Se come ci ha recentemente raccontato il reverendo scozzese Iain Greenshields che ha passato con lei i suoi ultimi giorni, Elisabetta II era una cristiana molto devota, anche Carlo è un cristiano praticante. Ma il nuovo re si distingue dalla madre per tre caratteristiche. La prima: ha una visione più spirituale della religione, nel senso moderno del termine, e difatti nel libro Harmony uscito nel 2010 esplica il suo "eco-spiritualismo": la religione dunque si intreccia con uno dei suoi cavalli di battaglia, ossia l'ambientalismo e la lotta contro il cambiamento climatico. Secondo: Carlo è "culturalmente eccentrico", come lo chiamano gli inglesi.

L'apertura alle altre fedi

Ma soprattutto - terzo punto - il nuovo re della Corona è più "aperto" alle altre fedi, come induismo e islam. Non a caso, come ricorda il sito Middle East Eye, Carlo III ha studiato profondamente la religione musulmana negli ultimi anni, nonché l'arabo per potere leggere il libro sacro del Corano. Come ha scritto in questi giorni H.A. Hellyer, esperta del think tank Carnegie Endowment for International Peace a Washington e "senior associate fellow" del Royal United Services Institute (Rusi) a Londra, "il rapporto unico che re Carlo III ha con l'Islam potrebbe fare da ponte tra culture come pochi altri".
 
Negli ultimi tempi si è speculato molto qualora Carlo, una volta diventato re, modificasse il protocollo religioso durante la sua incoronazione in pompa magna, prevista nei prossimi mesi (una data certa ancora non c'è). Nella stessa circostanza nel 1953, Elisabetta II venne unta con l'olio sacro dall'Arcivescovo di Canterbury e la giovane sovrana giurò di rispettare non solo le leggi britanniche ma anche "le leggi di Dio", in qualità di "Supreme Governor of the Church of England" e "Difensore della Fede". Non solo: la leggendaria regina scomparsa la scorsa settimana ha sempre sottolineato, in ogni discorso di Natale, la "centralità della figura di Gesù Cristo" per lei. 
 

Il primo re divorziato

Carlo, che tra l'altro è il primo re che si è risposato in chiesa dopo essersi separato/divorziato proprio come Enrico VIII, in passato si è invece fatto notare per alcune variazioni sul tema. Come quando, come ricorda il Washington Post, in un documentario del 1994 enunciò la formula di "Difensore della Fede" in un più generico ma molto significativo "Difensore di fede", facendo intendere che non ne esiste solo una canonica, come lo era per Elisabetta. Qualche anno dopo, poi, fece marcia indietro ma parziale: "Certo che sarò Difensore della Fede. Ma non significa che non possa proteggere altre fedi". Insomma, Carlo potrebbe essere un re formalmente molto più inclusivo, anche sulle religioni, sebbene secondo lo storico della chiesa di Oxford Diarmaid MacCulloch (al Guardian) anche "Elisabetta abbia dedicato una attenzione crescente al multiculturalismo" negli ultimi decenni. In ogni caso, come ha scritto Christopher Wilson sul Daily Express, lo scopriremo solo dopo la sua incoronazione.