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Sì all'Europa, no ai migranti: cosa vuole Jimmie Akesson, il leader della destra che ha vinto le elezioni in Svezia

(ansa)
Quarantatre anni, ex web-designer, ha "normalizzato" il partito che guida dal 2005 cambiando simbolo, abbanonando l'euroscetticismo e il no alla Nato e puntando tutto sulla campagna contro l'immigrazione
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Una settimana prima dell'invasione russa dell'Ucraina, quando gli chiesero chi preferisse tra Joe Biden e Vladimir Putin, il leader dell'estrema destra svedese Jimmie Akesson rispose: "Dipende dal contesto". Sarà che la guerra dei russi è stata poi devastante per le sue conseguenze, fatto sta che a fine agosto Akesson - il trionfatore delle elezioni di domenica scorsa con i suoi Democratici Svedesi, secondo partito con il 20,6 per cento dei voti e ora pronto ad entrare al governo con il centrodestra - ha usato parole ben diverse per riferirsi al capo del Cremlino: "Oggi la Russia è più o meno una dittatura su vasta scala che inoltre sta perpetrando crimini contro il diritto internazionale nei confronti dei suoi vicini".

Una settimana prima dell'invasione russa dell'Ucraina, quando gli chiesero chi preferisse tra Joe Biden e Vladimir Putin, il leader dell'estrema destra svedese Jimmie Akesson rispose: "Dipende dal contesto". Sarà che la guerra dei russi è stata poi devastante per le sue conseguenze, fatto sta che a fine agosto Akesson - il trionfatore delle elezioni di domenica scorsa con i suoi Democratici Svedesi, secondo partito con il 20,6 per cento dei voti e ora pronto ad entrare al governo con il centrodestra - ha usato parole ben diverse per riferirsi al capo del Cremlino: "Oggi la Russia è più o meno una dittatura su vasta scala che inoltre sta perpetrando crimini contro il diritto internazionale nei confronti dei suoi vicini".

Via l'antieuropeismo e il no alla Nato: la metamorfosi di Akesson

Il cambio di posizione è in linea con la trasformazione impressa da Akesson al suo partito, che guida dal 2005 e ha traghettato verso la normalizzazione. Prima gli ha cambiato il simbolo: la torcia con la fiamma, simile a quella che ancora campeggia nel logo di Fratelli d'Italia, partito suo alleato nel gruppo europeo a Strasburgo, è diventato un fiore. Poi sono arrivate le correzioni politiche. È stato ammorbidito l'antieuropeismo (non sono più a favore della Swexit) e rinnegato il no alla Nato: i Democratici hanno anzi votato a favore della storica richiesta di ingresso della Nato voluta dalla premier socialdemocratica Magdalena Andersson come reazione alle minacce russe.  

La campagna contro il diritto d'asilo

Solo su un tema i Democratici Svedesi non hanno cambiato né toni né posizione: l'immigrazione e l'Islam. Anzi, il loro messaggio è stato così martellante che, come riconoscono tutti gli analisti, i partiti mainstream, persino quello socialdemocratico, hanno dovuto adeguarsi e cambiare rotta: "Fondamentalmente è una cosa positiva. Vogliamo cambiare la società, migliorarla - ha detto qualche settimana fa - E quindi siamo contenti quando gli altri partiti adottano le nostre politiche".
 
L'estrema destra si batte contro il diritto di asilo, anche di chi è in fuga da Paesi oscurantisti perché appartenente alla comunità Lgbtq. In campagna elettorale ha fatto scalpore il tweet di un esponente dei Democratici, Tobias Andersson, che invocava per gli immigrati "treni di rimpatrio": "Biglietto di sola andata. Prossima fermata, Kabul".

L'ex web-designer diventato leader dei Democratici

Akesson, 43enne ex web-designer di provincia, padre imprenditore, dopo il divorzio dei genitori è cresciuto con la madre. Ha studiato scienze politiche e dopo una breve esperienza con i Moderati è passato all'associazione giovanile dei Democratici. "Vuole dare l'impressione di essere un ragazzo normale, che griglia le salsicce, parla normale e va in vacanza alle Canarie", ha detto all'Afp Jonas Hinnfors, professore di scienze politiche all'Università d Goteborg.  
 
I Democratici Svedesi sono nati nel 1988, e tra i fondatori figuravano anche politici dalle simpatie neonaziste. Per decenni sono stati dei pariah, al punto che nel 2018 un importante esponente del centrodestra giurò a una sopravvissuta all'Olocausto che non avrebbe mai collaborato con loro. Era Ulf Kristersson, leader dei Moderati. Che entro due settimane dovrebbe diventare premier a capo di una coalizione con i Democratici.