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La resistenza ucraina si allarga: colpita Lugansk, la capitale dei filorussi

(ansa)
Una bomba è esplosa nell’ufficio del procuratore generale, Sergei Gorenko. A Berdiansk, sulla costa Sud, un commando ha ucciso il vice sindaco nominato dai russi, Olego Boyko, e sua moglie Ludmila 
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IZYUM - Una sequenza di attentati e bombardamenti contro i collaborazionisti ucraini nei territori occupati dai soldati russi, da Sud a Est in posti molto lontani fra loro, fa pensare che l'esercito di Kiev e la resistenza ucraina adesso si consultino per decidere assieme le loro operazioni. Ieri cinque missili americani Himars hanno colpito il palazzo dell'amministrazione regionale di Kherson, la città occupata dai russi nel sud dell'Ucraina che è anche l'obiettivo di una controffensiva militare.

Nella città di Lugansk, la capitale dei separatisti a più di cinquecento chilometri di distanza, una bomba è esplosa nell'ufficio del procuratore generale, Sergei Gorenko, e secondo alcune fonti avrebbe ucciso lui e la sua vice Ekaterina Stiglenko, secondo altre gli avrebbe strappato una mano. Circola un video che mostra il fumo uscire dalle finestre dell'ufficio della Procura, esplose dall'interno verso l'esterno. A Berdian…

IZYUM - Una sequenza di attentati e bombardamenti contro i collaborazionisti ucraini nei territori occupati dai soldati russi, da Sud a Est in posti molto lontani fra loro, fa pensare che l'esercito di Kiev e la resistenza ucraina adesso si consultino per decidere assieme le loro operazioni. Ieri cinque missili americani Himars hanno colpito il palazzo dell'amministrazione regionale di Kherson, la città occupata dai russi nel sud dell'Ucraina che è anche l'obiettivo di una controffensiva militare.

Nella città di Lugansk, la capitale dei separatisti a più di cinquecento chilometri di distanza, una bomba è esplosa nell'ufficio del procuratore generale, Sergei Gorenko, e secondo alcune fonti avrebbe ucciso lui e la sua vice Ekaterina Stiglenko, secondo altre gli avrebbe strappato una mano. Circola un video che mostra il fumo uscire dalle finestre dell'ufficio della Procura, esplose dall'interno verso l'esterno. A Berdiansk, sulla costa Sud, un commando ha ucciso il vice sindaco nominato dai russi, Olego Boyko, e sua moglie Ludmila che era il capo del comitato che organizzava il referendum per l'annessione alla Russia davanti al garage di casa loro. 

Non è possibile sapere se si tratti di attacchi coordinati, di certo non è una cosa che sarà detta in pubblico dal governo di Kiev, ma la coincidenza fa pensare a una strategia per logorare i nemici dall'interno e dall'esterno. Esplosioni di missili, attentati dentro uffici che in teoria dovrebbero essere sicuri, agguati in strada. L'idea è far percepire l'occupazione russa come una finzione che non reggerà ancora a lungo, galvanizzare chi non accetta l'invasione e terrorizzare chi in questi mesi è passato dalla parte della Russia. 

Il procuratore Gorenko si era fatto filmare il primo giorno dell'invasione, il 24 febbraio, mentre sparava con un cannone contro le linee ucraine, tanto per rimarcare la sua fedeltà a Mosca. Il suo assassinio avviene in una regione, Lugansk, dove le operazioni dei partigiani sono molto rare rispetto ad altre regioni, come Kherson - se non addirittura nulle. Un partigiano di Lugansk in contatto con Repubblica sostiene che ci siano operazioni, ma non dice nulla di più perché l'ambiente è molto più ostile rispetto ai territori occupati da poco.

La repressione è molto più organizzata e i rischi sono maggiori. C'è anche da notare, tuttavia, che negli anni passati molti leader separatisti sono stati eliminati con attentati dinamitardi che sono attribuiti ai servizi segreti russi. Come Arsen Pavlov, alias "Motorola", ucciso da una bomba nell'ascensore di casa sua nell'ottobre 2016, oppure Alexander Zakharchenko, assassinato con una bomba in un caffé di Donetsk nell'agosto 2018. Per questo c'è da valutare la giornata con freddezza: forse non sono stati i partigiani?

Il bombardamento con missili Himars del palazzo dell'Amministrazione di Kherson ha mancato il bersaglio, il collaborazionista ucraino Kirill Striemousov, vice della regione (il suo superiore Vladimir Saldo è stato avvelenato ed è in cura in Russia), che subito dopo è apparso seduto in una ambulanza - in lacrime e molto scosso. Alla fine di agosto era stato localizzato in Russia, molto lontano da Kherson, grazie a un video. Qualcuno si è accorto che era tornato in città.