PECHINO - Brucia il mega grattacielo di Changhsa. La torre alta 218 metri, sede della China Telecom, si è trasformata in una torcia avvolta in una nube densa di fumo nero. L’incendio nella città capitale dello Hunan, nella Cina centrale, ora è stato domato. Nessuna vittima, secondo un primo rapporto dei vigili del fuoco.
"Secondo le indagini preliminari, l'incendio è partito da una parete esterna dell'edificio", ha dichiarato il corpo dei vigili del fuoco della provincia sul social network Weibo, il Twitter cinese. "L'incendio è stato spento e non ci sono vittime", hanno dichiarato, precisando di aver ricevuto la prima richiesta di aiuto alle 15.48, ora locale.
Secondo la Cctv, il grattacielo è stato completato nel 2000. La relativa modernità dell'edificio potrebbe spiegare in parte la mancanza di vittime per il momento, dato che le esercitazioni antincendio vengono effettuate regolarmente negli edifici delle grandi città.
Gli incendi però non sono rari in Cina, in parte a causa dei protocolli di sicurezza spesso mal applicati e della costruzione degli edifici al di sotto degli standard. A giugno dell’anno scorso la strage di bambini nel cuore della notte nella scuola di arti marziali Zhenxing, nella provincia di Henan, nella Cina centrale. Diciotto i morti, quasi tutti tra i 7 e i 16 anni che vivevano e studiavano all’interno della scuola. In uno degli incendi più orribili della storia del Paese, il giorno di Natale del 2000, 309 persone morirono dentro una discoteca nella città di Luoyang, sempre nell’Henan. L’anno successivo, a Nanchang, 13 bimbi morirono per asfissia dopo che il collegio dove si trovavano andò a fuoco. Nel 2010 un incendio in un grattacielo di 27 piani a Shanghai fece 58 vittime.