Il governatore del Texas spedisce decine di migranti a casa di Kamala Harris
di Massimo Basile , di Massimo BasileNew York - Sono arrivati a bordo di bus e aerei, scaricati all’alba sui prati di residenze presidenziali o frequentati da turisti benestanti. La battaglia americana sui migranti registra sviluppi nuovi sulla loro pelle. Decine di persone arrivate negli Stati Uniti senza documenti sono state portate davanti alla residenza della vicepresidente Kamala Harris, a Washington.
Uomini, donne, bambini, con in mano sacchi della spazzatura usati come zaini per metterci dentro vestiti e ricordi di casa. Sono scesi dai pullman e si sono messi a sedere per terra, sul prato, in attesa che qualcuno si occupasse di loro. In tutto erano un centinaio, provenienti in gran parte dal Venezuela e poi da Colombia, Cuba, Guyana, Nicaragua. I pullman li hanno lasciati davanti alla residenza al numero uno di Observatory Circle, nella zona nordovest di Washington.
New York - Sono arrivati a bordo di bus e aerei, scaricati all’alba sui prati di residenze presidenziali o frequentati da turisti benestanti. La battaglia americana sui migranti registra sviluppi nuovi sulla loro pelle. Decine di persone arrivate negli Stati Uniti senza documenti sono state portate davanti alla residenza della vicepresidente Kamala Harris, a Washington.
Uomini, donne, bambini, con in mano sacchi della spazzatura usati come zaini per metterci dentro vestiti e ricordi di casa. Sono scesi dai pullman e si sono messi a sedere per terra, sul prato, in attesa che qualcuno si occupasse di loro. In tutto erano un centinaio, provenienti in gran parte dal Venezuela e poi da Colombia, Cuba, Guyana, Nicaragua. I pullman li hanno lasciati davanti alla residenza al numero uno di Observatory Circle, nella zona nordovest di Washington.
E’ l’ultima provocazione del governatore del Texas, il repubblicano Greg Abbott, che per rilanciare la sua guerra all’immigrazione clandestina sta utilizzando da mesi i migranti, spedendoli come pacchi verso le città a guida democratica, da New York a Washington e Chicago. Dopo aver sfidato i sindaci delle “città santuario”, il governatore del Texas ha alzato il tiro e puntato alla vicepresidente. “Harris - ha spiegato Abbott su Twitter - sostiene che il nostro confine è sicuro e nega l’emergenza, così noi stiamo mandando migranti nel suo giardino per richiamare l’amministrazione Biden a fare il suo lavoro e mettere al sicuro i confini”.
I migranti sono stati portati dai volontari in una chiesa locale e da lì verranno smistati in alcuni centri di assistenza della capitale, mentre altri saranno trasferiti a New York e Chicago. “Washington è sempre disposta ad accogliere queste persone - ha commentato Tatiana Laborde, del gruppo di volontari Samu First Response - ma manca coordinazione con il Texas”. Lo stesso sta accadendo in altre parti deglli Stati Uniti: il governatore Abbott sta inviando bus di immigrati senza avvertire le amministrazioni locali.
Alla sua crociata-provocazione si è aggiunto il governatore della Florida, Ron DeSantis, che ha spedito cinquanta migranti a bordo di due aerei nell’isola di Martha’s Vineyard, in Massachusetts. La destinazione non è casuale: è l’oasi amata dai turisti benestanti e da molti liberal, dall’ex presidente Barack Obama al presidente Joe Biden, dal regista Spike Lee ai cantanti James Taylor e Carly Simon. “La Florida - ha detto il governatore - non è uno Stato santuario, quindi se li prendano altri”. A Martha’s Vineyard i migranti, disorientati, sono stati sistemati da alcuni volontari. Tra i nuovi arrivati ci sono sette famiglie, tutte del Venezuela, con quattro bambini di età tra i 3 e gli 8 anni.