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La guerra dei bambini

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Donetsk, 8 settembre 2022  (Photo by Juan BARRETO / AFP) 

Credo di non aver confuso ancora mai la finzione con la realtà,

 

 

ha scritto Javier Marías, il grande narratore spagnolo. Aggiunge però che appena qualcuno comincia a raccontare qualcosa, la sta già forzando, deformando. “La lingua non può riprodurre i fatti e quindi non dovrebbe neppure tentare di farlo”.

È un paradosso. Ma è anche la sfida di chi scrive: su un giornale, giorno dopo giorno. O si applica a quel genere che chiamiamo romanzo. Tutto si complica quando la finzione infiltra la realtà e in qualche modo la adultera. Questi bambini ucraini con finti fucili di legno e plastica in un finto posto di blocco nella regione di Donetsk sono reali, certo; e tuttavia mettono in scena qualcosa. È una finzione reale. Succede nei giochi dell…

Donetsk, 8 settembre 2022  (Photo by Juan BARRETO / AFP) 

Credo di non aver confuso ancora mai la finzione con la realtà,

 

 

ha scritto Javier Marías, il grande narratore spagnolo. Aggiunge però che appena qualcuno comincia a raccontare qualcosa, la sta già forzando, deformando. “La lingua non può riprodurre i fatti e quindi non dovrebbe neppure tentare di farlo”.

È un paradosso. Ma è anche la sfida di chi scrive: su un giornale, giorno dopo giorno. O si applica a quel genere che chiamiamo romanzo. Tutto si complica quando la finzione infiltra la realtà e in qualche modo la adultera. Questi bambini ucraini con finti fucili di legno e plastica in un finto posto di blocco nella regione di Donetsk sono reali, certo; e tuttavia mettono in scena qualcosa. È una finzione reale. Succede nei giochi dell’infanzia, per l’appunto. Ma in un Paese in guerra questo posto di blocco finto-vero non ha niente di spensierato e di davvero ludico. È angosciante - e nella testa di quei bambini la realtà e la finzione si sono già impastate al punto da non distinguerle più.

 

Ricerca fotografica: Paola Cipriani