La regina del pop sovietico Alla Pugacheva sfida Mosca: “Basta morti”
di Natasha Caragnano , di Natasha Caragnano"Dichiaratemi agente straniero", ha chiesto ieri la popolare cantante russa, Alla Pugacheva, al ministero della Giustizia di Mosca. Lo ha fatto con un post sul suo profilo Instagram da 3,4 milioni di follower. L'icona della musica pop dell'epoca sovietica ha chiesto di essere inserita nella lista in solidarietà con suo marito, il presentatore televisivo Maxim Galkin che si è ripetutamente espresso contro la guerra in Ucraina e venerdì è stato inserito nella lista degli individui che operano come "agenti stranieri" per aver condotto attività politiche per conto dell'Ucraina e per aver ricevuto finanziamenti dal governo di Volodymyr Zelensky.
"Dichiaratemi agente straniero", ha chiesto ieri la popolare cantante russa, Alla Pugacheva, al ministero della Giustizia di Mosca. Lo ha fatto con un post sul suo profilo Instagram da 3,4 milioni di follower. L'icona della musica pop dell'epoca sovietica ha chiesto di essere inserita nella lista in solidarietà con suo marito, il presentatore televisivo Maxim Galkin che si è ripetutamente espresso contro la guerra in Ucraina e venerdì è stato inserito nella lista degli individui che operano come "agenti stranieri" per aver condotto attività politiche per conto dell'Ucraina e per aver ricevuto finanziamenti dal governo di Volodymyr Zelensky.
Dopo l'invasione russa dell'Ucraina, Pugacheva e Galkin hanno deciso di lasciare la Federazione russa e rifugiarsi in Israele. Secondo i media di Mosca, la diva 73enne sarebbe tornata in Russia a fine agosto insieme ai figli. L'etichetta di "agente straniero" è utilizzata dal Cremlino per colpire ong, media e oppositori e avere su di loro un maggiore controllo tramite una legge che da dicembre diventerà ancora più repressiva. A luglio il presidente Vladimir Putin, ha firmato una nuova norma che consentirà alle autorità di inserire nella lista individui e organizzazioni che si ritiene ricevano sostegno dall'estero, anche non finanziario.
Pugacheva ha definito Galkin "un vero e incorruttibile patriota" che desidera "la fine della morte dei nostri ragazzi per obiettivi illusori". Nel suo messaggio ha poi chiesto appunto la fine della morte "dei nostri ragazzi" che "rende il nostro Paese un paria e la vita dei cittadini difficile". Il post, che in sei ore ha ricevuto quasi 50mila commenti, rappresenta una significativa rottura da parte della celebrità russa che fino a ora non si era mai espressa politicamente. Ancora di più se si considera che Pugacheva è una cantante molto amata dai nostalgici dell'Urss.
La crescita della sua popolarità ha raggiunto l'apice nel 1991 quando le venne conferito da Mikhail Gorbaciov il titolo di "Artista del popolo dell'Unione Sovietica", la più grande onorificenza che possa essere riconosciuta a un artista musicale. Le sue canzoni, però, sono sopravvissute al crollo dell'Urss e fino all'invasione dell'Ucraina Pugacheva era una presenza costante in televisione e sui tabloid.