Mosca nega la strage: “A Izyum fake news”. Missili sulla centrale elettrica di Mykolaiv
dal nostro inviato Daniele Raineri , dal nostro inviato Daniele RaineriKRAMATORSK - Il portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov, ha detto che il ritrovamento nella città ucraina di Izyum di circa quattrocentocinquanta corpi di vittime delle violenze russe, in maggioranza civili, tra cui almeno due bambini, «è una bugia». Peskov sostiene che si tratti di «fake news e provocazioni come è già successo per Bucha» e si riferisce al ritrovamento di milletrecento corpi di civili uccisi a marzo dai soldati russi a Bucha, vicino alla capitale Kiev. I canali televisivi di Stato definiscono la notizia così: «È propaganda nazi». Mosca applica anche in questo caso la regola fissa che segue in queste circostanze, che è negare l’evidenza. Appena subito dopo la fuga dei soldati russi da Izyum, tuttavia, sono stati gli stessi abitanti della città a indicare un sito a nord, accanto al cimitero ufficiale, dove in questi mesi di occupazione hanno sepolto i morti trovati nelle stra…
KRAMATORSK - Il portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov, ha detto che il ritrovamento nella città ucraina di Izyum di circa quattrocentocinquanta corpi di vittime delle violenze russe, in maggioranza civili, tra cui almeno due bambini, «è una bugia». Peskov sostiene che si tratti di «fake news e provocazioni come è già successo per Bucha» e si riferisce al ritrovamento di milletrecento corpi di civili uccisi a marzo dai soldati russi a Bucha, vicino alla capitale Kiev. I canali televisivi di Stato definiscono la notizia così: «È propaganda nazi». Mosca applica anche in questo caso la regola fissa che segue in queste circostanze, che è negare l’evidenza. Appena subito dopo la fuga dei soldati russi da Izyum, tuttavia, sono stati gli stessi abitanti della città a indicare un sito a nord, accanto al cimitero ufficiale, dove in questi mesi di occupazione hanno sepolto i morti trovati nelle strade e nelle case — uccisi a marzo dai bombardamenti russi per conquistare la città durati per molte settimane. Oltre ai morti per i bombardamenti, nelle tombe scavate a intervalli regolari ci sono anche persone uccise dalle mine — che sono onnipresenti nella zona — oppure morte perché finite in mezzo ai combattimenti. Il corpo di un civile aveva le mani legate e un cappio al collo.