Putin arruola i riservisti: i russi scendono in piazza
di Rosalba Castelletti , di Rosalba CastellettiLa sensazione è quella di déjà-vu. Seduto alla sua scrivania, il presidente russo Vladimir Putin parla con piglio risoluto. L'atteso discorso doveva rispondere all'appello dei leader separatisti del Donbass e agli amministratori filorussi di Kherson e Zhaporizhzhia di riconoscere l'esito dei referendum-farsa sull'annessione alla Russia che si terranno a partire da domani così come l'annuncio dell'operazione militare speciale contro l'Ucraina il 24 febbraio seguì la richiesta di riconoscimento delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.
Ma Putin va oltre. Non solo minaccia l'uso di "tutti i mezzi di distruzione" a sua disposizion…
La sensazione è quella di déjà-vu. Seduto alla sua scrivania, il presidente russo Vladimir Putin parla con piglio risoluto. L'atteso discorso doveva rispondere all'appello dei leader separatisti del Donbass e agli amministratori filorussi di Kherson e Zhaporizhzhia di riconoscere l'esito dei referendum-farsa sull'annessione alla Russia che si terranno a partire da domani così come l'annuncio dell'operazione militare speciale contro l'Ucraina il 24 febbraio seguì la richiesta di riconoscimento delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.
Ma Putin va oltre. Non solo minaccia l'uso di "tutti i mezzi di distruzione" a sua disposizione, comprese le armi nucleari, e aggiunge, quasi a smentire il se stesso di sette mesi fa, "Questo non è un bluff". Ma annuncia anche la "mobilitazione parziale", formula che gli permette di continuare a parlare ipocritamente di "operazione militare speciale", ma che fa saltare quella parvenza di normalità che aveva cercato di preservare finora in Russia nonostante l'offensiva in Ucraina. Soprattutto rompe il tacito patto con i cittadini russi di non interferire con le loro vite private.
I precedenti
È la terza volta nella storia che la Russia dichiara una mobilitazione dopo il 1914 e il 1941. "È urgente e necessaria", dice il leader del Cremlino nel discorso televisivo preregistrato, prima di accusare l'Occidente di voler "distruggere il nostro Paese" e sottoporre Mosca a "ricatti nucleari". Stavolta non c'è nulla di pianificato. È la mossa azzardata di un leader che per mesi aveva ripetuto che "andava tutto secondo i piani" e che invece si è ritrovato messo all'angolo.
Puntava alla resa degli ucraini e invece è stato costretto più volte dalla loro resistenza a "riposizionare" i suoi uomini. Sperava di spezzare il fronte occidentale con il "ricatto del gas", ma Usa, Nato e Ue hanno continuato ad aumentare gli aiuti militari e finanziari a Kiev. Voleva unire i Paesi emergenti alla causa anti-occidentale, ma al vertice della scorsa settimana a Samarcanda è stato sorpreso dalle prese di distanza di India e Cina. E infine confidava nel sostegno incondizionato del suo entourage, ma è stato travolto dalle critiche dei falchi che, dall'ex presidente Dmitrij Medvedev al leader ceceno Ramzan Kadyrov, chiedevano a gran voce un'escalation. Putin risponde mettendo sul tavolo la carta dell'opzione nucleare, anche se in realtà vuole cercare di ottenere la resa dell'Ucraina, nonché dell'Occidente. È la strategia che analisti statunitensi hanno decodificato come escalate to de-escalate, ma non è detto che funzionerà.
Neppure l'annunciata mobilitazione parziale sembra sufficiente a ribaltare le sorti sul terreno. A essere richiamati saranno 300mila riservisti, ossia - stando alle cifre divulgate dal ministro della Difesa Serghej Shojgu in una successiva intervista - "l'1% o poco più, l'1,1%" su un totale di 25 milioni di uomini. Si tratta di coloro che hanno già prestato servizio nell'esercito, hanno una specializzazione militare o esperienza di combattimento. Ma la sfida logistica di addestrare, equipaggiare e inviare 300mila uomini al fronte è enorme, dal momento che la Russia ha già schierato le sue migliori unità a costo di pesanti perdite. Lo scopo della mobilitazione, continua Shojgu, è controllare la linea di contatto di mille chilometri e i territori che verranno annessi - l'esito dei referendum si dà già per scontato. "Ciò che c'è dietro e lungo questa linea deve essere protetto", afferma il ministro sostenendo senza mezzi termini che la Russia "non sta combattendo tanto l'Ucraina quanto l'Occidente".
Le esenzioni
Saranno esentati studenti universitari e militari di leva, ma i contratti dureranno finché sarà in vigore la mobilitazione. Unici motivi di licenziamento: limiti d'età, malattia, carcere. Tanto che sui social gira una nuova battuta: "Un tempo c'erano tre vie d'uscita dalla depressione: gli aeroporti di Vnukovo, Domodedovo e Sheremetevo. Adesso ci sono l'età, la salute e la prigione". Secondo il capo della commissione Difesa della Duma, Camera Bassa del Parlamento, Andrej Kartapolov, a essere richiamati saranno riservisti e sottufficiali di età inferiore ai 35 anni e ufficiali di riserva sotto ai 45. Ma un altro membro della Commissione, Andrej Gurlev, sostiene che saranno mobilitati tutti i riservisti fino ai 50 anni. Le informazioni sono contrastanti. E neppure il decreto firmato da Putin fa chiarezza. Contiene un misterioso settimo paragrafo "per uso interno" che, secondo il Cremlino, specifica il numero di uomini da richiamare. Il timore è che, a dispetto dei proclami, le maglie si allarghino.
La mobilitazione colpisce proprio quella parte di popolazione dove, stando ai sondaggi, il sostegno all'offensiva è più debole: giovani uomini che non si sono apertamente opposti al guerra, ma che sono stati ugualmente riluttanti a sostenerla. I pochi che non avevano lasciato il Paese già lo scorso marzo prendono d'assalto i siti delle compagnie aeree.
Le opzioni non sono molte, ora che la Ue ha ristretto il rilascio dei visti turistici. E l'analista Anton Barbashin protesta: "Preferite che i riservisti fuggano dalla Russia o che siano costretti a scegliere tra la guerra e l'esilio?". In breve i voli diretti per le poche destinazioni estere ancora accessibili dalla Russia vanno esauriti. Schizzano i prezzi dei voli interni verso le città al confine. Il sito Aviasales.ru nel campo destinazione prevede l'opzione: "Ovunque". Su Google raddoppiano le ricerche dei termini "biglietti" e "aereo". "Come lasciare la Russia" centuplica. C'è persino chi cerca istruzioni su "Come rompersi un braccio". Tutto pur di non diventare carne da cannone. Intanto una petizione online contro la mobilitazione raccoglie in poche ore più di 200mila firme. Dal carcere l'oppositore Aleksej Navalny parla di "enorme tragedia".
Le proteste
C'è anche chi scende in piazza rispondendo all'appello del movimento Vesna (Primavera) anche se la mattina la procura di Mosca ha ricordato con tempismo non casuale che ora si rischiano fino a 15 anni di carcere. Sono pochi, ma coraggiosi. A Mosca si riuniscono nella Vecchia Arbat. Gridano Peremen, "Cambiamenti", dalla canzone di Viktor Tsoi, o lo slogan proibito di otto lettere. Ci sono attivisti che trasformano la parola mobilizatsja, mobilitazione, in moghilizatsja da moghila, "tomba". A fine giornata l'ong Ovd-Info conta oltre 1.300 fermi in almeno 38 città. "Ho paura per me stessa, per mio fratello che ha 25 anni e ha svolto il servizio militare. Può essere convocato", racconta Oksana Sidorenko, una studentessa di San Pietroburgo. "Perché il mio futuro è deciso per me?". ©RIPRODUZIONE RISERVATA